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Editoriale
Michele Tossani

Ma alla fine, Conte ha fatto bene o no quest’anno?

La prima stagione di Antonio conte all’Inter è andata in archivio e merita quindi di essere approfondita ora che, dopo il prolungamento estivo, la stagione 2019/20 è finalmente conclusa e che il tecnico pugliese ha scelto di restare alla guida dei nerazzurri. Dal punto di vista dei risultati il trainer

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Grazie Professore, la grandezza sta nei piccoli gesti

Pianse quando decise di lasciare Firenze, si commosse lui e altrettanto fecero i tifosi viola. Borja Valero è un uomo intelligente e non ha il pudore dei sentimenti. Quello delle parole sì. Ha parlato poco in questi anni nerazzurri arrivati forse troppo tardi, quando le gambe non sostenevano più la

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Walter Zenga
Amarcord
Ivano Steri

Walter Zenga, l’Innamorato

“Walter, dicono che sia la tua ultima partita…” “Ma chissenefrega!” Finisce così, con un chissenefrega, la carriera di Walter Zenga all’Inter.L’11 maggio 1994 l’Uomo Ragno, dopo 12 anni e la conquista della seconda Coppa Uefa della storia dell’Inter, sta per dire addio ai colori del cielo e della notte. È

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Evaristo Beccalossi in azione
Amarcord
Ivano Steri

Evaristo Beccalossi, il campione dalla testa dispari

È il 28 ottobre 1979. Quel si gioca il derby di Milano, Inter-Milan. A indossare la maglia numero 10 nerazzurra è un certo Evaristo Beccalossi, arrivato la stagione prima dal Brescia. È un numero dieci creativo e geniale, peccato che gli manchi un po’ di quella “continuità”, così la chiamano,

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Benito-Lorenzi-Inter
Amarcord
Ivano Steri

Veleno alla milanese: Benito Lorenzi

È il 6 ottobre 1957, la Serie A è giunta alla 5a giornata, a Milano si gioca il derby. Al 90′, il risultato premia l’Inter per 1-0. La partita sembra finita quando succede il fattaccio: Schiaffino e Bernardin si scontrano nell’area dell’Inter e l’arbitro Lo Bello assegna il rigore al

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CHI SIAMO

Scopri le sezioni del

Per intenditori, esperti o appassionati di movimenti senza palla, passaggi in profondità, centrocampisti metodisti, terzini fluidificanti e falsi nueve
E che conoscono quanto fu importante, tatticamente, l’inserimento di Manicone nell’Inter di Bagnoli

Se non puoi fare a meno di commuoverti quando vedi Mourinho che abbraccia Materazzi in un parcheggio. Se ogni volta che senti parlare di centrocampista
box to box pensi a Nicola Berti contro il Bayern, se Zengabergomibrehme è la tua filastrocca preferita (ma anche Sartiburnichfacchetti non è male).

Firme nerazzurre alle prese con un fatto di rilevante attualità. Un punto di vista, condivisibile o opinabile, ma sempre coerente con la linea editoriale. 
Un linea che prevede calcio, cultura, divergenze ma mai il turpiloquio. 

 

Tutto il bipolarismo nerazzurro converge qui al termine dei 90 minuti di giuoco. Esaltazione, delusione, frustrazione, speranza.
Pagelle, voti, opinioni, spesso contrastanti. Si consiglia una buona dose di umorismo. 

 

Due chiacchiere con i tifosi delle altre squadre. I loro ricordi delle partite con l’Inter, i nostri incubi ricorrenti. 
Come quando di notte sogni Masinga che beffa Pagliuca, o Destro che si materializza all’altezza del secondo palo lasciato scoperto da Handanovic.

 

Rubrica di speranze e desideri agostani che si rinnovano a dicembre. I colpi sperati e quelli conclusi. Come quella volta che arrivò Wesley Sneijder 
ad un giorno dalla chiusura. Il resto lo conoscete: è scritto nella storia.