Il paradosso dei pneumatici (aspettando Inter-Juve)

Non so voi, ma io di Formula Uno – sarò sincero – non ci capisco nulla. Si tratta di una consapevolezza onesta e matura, che in occasione dei Gran Premi sublima in sensazione: la sensazione è quella di essere un privilegiato che, in quei rari casi in cui si trova di fronte alle auto sul circuito, sente di poter giudicare con onestà quello che vede. Provo ad analizzare traiettorie, provo a capire il momento del sorpasso. Non capisco, ma ci provo. Poi tutto vacilla quando, ad un certo punto, il commentatore sancisce: “è colpa dei pneumatici”. Vedi l’auto finire il proprio giro lanciato a pochissimi millesimi dal primo in classifica e la colpa ricade tutta sui pneumatici. Mi giro e vedo attorno sguardi sicuri e volti fermi, tutti ad annuire: sì, è colpa dei pneumatici. Il giorno dopo lo scriveranno anche i giornali: nessun dubbio, è colpa dei pneumatici. Al bar la discussione si è quindi chiusa rapidamente con una sentenza: è colpa dei pneumatici. E per la strada tutto è ormai dimostrato e dimostrabile: fanculo la telemetria, al bando il beneficio del dubbio, lo dicono anche i giornali, è chiaramente colpa dei pneumatici.

Ma io per fortuna non capisco niente di Formula Uno. Mi chiedo quindi perché debbano essere i pneumatici ad aver eroso quei pochi millesimi di secondo e non l’assetto. Perché i pneumatici e non una curva appena appena allargata. Perché i pneumatici e non una delle tante frenate del giro lanciato, o qualche regolazione dello sterzo, o la temperatura del motore o una qualsiasi delle mille variabili fondamentali di un motore ad altissima ingegnerizzazione. Eppure al bar, sui giornali e infine tra i tifosi la sentenza è scritta: colpa dei pneumatici. Annuisco, finisco la birra e la tentazione è quella di alzarmi e dire loro: datemi le prove. Vorrei chiederlo anche al telecronista: dimostramelo. Vorrei urlarlo per amor di verità: ditemi perché deve essere colpa di questi ***** di pneumatici.

Parliamo di Inter

Essere tifoso e capirne qualcosa di calcio sono cose alquanto diverse, anche se nella percezione comune siano in molti ad asserire di tifare e capirne al tempo stesso in virtù di una qualche concatenazione logica tra le due cose. Ma se si vogliono giudicare i fatti, per capire e giungere ad una pur abbozzata Verità, occorre usare il massimo senso critico possibile. Porsi delle domande. E se si pensa di avere una risposta, occorre fornirla partendo da una dimostrazione, sia che ci si ritenga esperti, sia che ci si ritenga semplicemente tifosi.

Tu hai una risposta CERTA a qualcuna di queste domande?

  • Perché Icardi è fuori dal progetto? Cosa ha combinato davvero Icardi per far precipitare a questo modo la situazione?
  • Perché Politano dovrebbe essere messo sul mercato? Perché, soprattutto, dovrebbe esserlo subito dopo che se ne è riscattato il cartellino? E se così fosse, perché non dovrebbe avere mercato in uscita visto l’ottimo campionato appena concluso?
  • Perché l’Inter sarebbe una squadra confusa per le sue difficoltà di mercato in uscita mentre la Juventus non avrebbe problemi nonostante abbia mezza rosa con il cartello “vendesi” appeso al collo? Perché già a luglio da noi sembra ci sia un clima di guerriglia intestina mentre dai giornali di Torino trapelano gli stessi sorrisi delle pubblicità in cui al mattino sfornano croissant?
  • Perché l’Inter avrebbe svalutato abnormi capitali? Crediamo davvero ad una clamorosa incapacità, ad una innata follia o a un mefistofelico complotto bianconero? Really?

A tutto possiamo fornire supposizioni, teoremi, ma nulla che abbia più scientificità di un qualsivoglia terrapiattismo. Ma questo altro non è se non il paradosso dei pneumatici di cui prima: crediamo ad una spiegazione fornita da un qualsivoglia articolo/giornalista semplicemente poiché in grado di colmare una lacuna nella nostra capacità interpretativa della realtà. Se domani l’articolo sarà “Salta Lukaku, si punta Milik, scambio con Icardi” allora ecco una nuova dimensione del possibile prendere forma. Nuove fantasie che scatenano nuovi discorsi da ombrellone. Qualche copia in più venduta. Qualche click in più da catturare. Qualche like. Nessuna Verità. Ma il nervo scoperto di quella follia che vorremmo rimuovere come un hashtag, in realtà emerge in questa tensione latente, in questa ansia da prestazione, in questa ricerca di una luce a cui appendere le nostre speranze. E questo nervo scoperto è un punto debole che una certa stampa sa sfiorare con maestrìa, facendoci vibrare come una corda di violino.

Alla fin fine, fateci caso, finiamo quasi sempre per dare la colpa ai pneumatici. Ma in questo paradosso si nasconde un male più profondo, un problema ancestrale che trova la sua perfetta raffigurazione nella biblica foglia di fico. Perché se pensiamo che sia sempre e solo colpa dei pneumatici, ignoriamo le altre mille variabili e, centesimo dopo centesimo, giro dopo giro, perderemo sicuramente ogni Gran Premio. Questo sarà un pre-campionato fatto di mille dettagli e mille sfumature, ma nel quale quotidianamente ci propinano l’idea per cui, mentre Conte è sicuramente un vincente e Marotta sicuramente un fuoriclasse, la società sia invece cinese e confusa, confusa e cinese, molto confusa e troppo cinese, ripetuto ad libitum in ogni salsa e in ogni variante. Fino a farcelo credere, fino a convincercene oltre ogni ragionevole dubbio. Del resto è facile spiegare tutto così: la terra è piatta, è colpa dei pneumatici e la società Inter sbaglia tutto.

Ma forse c’è qualcosa di più profondo, di più complesso e magari non serve necessariamente trovare già oggi colpevoli o capri espiatori. Forse non sappiamo le vere trattative in atto, non pensate? Forse non sappiamo davvero cosa abbia combinato Icardi, non pensate? Forse non sappiamo davvero cosa si siano detti Conte e Lukaku, non pensate? Perché non prendere l’estate più alla leggera, quindi? Tra poche ore c’è una amichevole che non è come le altre, ma rimane una amichevole (peraltro estiva, peraltro a fine luglio, peraltro a Nanchino, peraltro con due rose raffazzonate): se dovessimo uscirne con una sconfitta saremo già qui a guardarci negli occhi spaesati, scoraggiati e pronti a fare spallucce di fronte all’ennesimo “è colpa dei pneumatici”?

Magari lo è, magari è proprio colpa dei pneumatici. Ma dimostratemelo. Nel frattempo non gettiamo via troppo presto la fiducia. Non è ancora tempo di esami, quindi sciogliamo la tensione. Sorridiamo, pensando che magari dietro all’immobilismo di questi giorni ci possa essere qualcosa di bello che sta per accadere. A costo di illuderci – again – ma evitando di essere già a fine luglio causa dei nostri mal.

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