L’estasi in nome dell’estasi

Di

Franco Bolelli

→ Eppure a me infastidisce assai la retorica dei nobili perdenti. Eppure a me infastidisce assai l’esaltazione del giorno da leone – we can be heroes just for one day -, classica eccezione che conferma la regola di un’esistenza ordinaria se non esangue. Non so che farci, sono attratto dalle squadre vincenti, anche quando non sono le mie. Perché sono ammirato dalla costruzione di una strategia, di un progetto che rende vincere più naturale che non vincere, quasi che a quel punto vincere fosse un’inevitabilità.

Ecco, noi non siamo fatti così. Noi anche quando vinciamo sembra sia accaduto per un estemporaneo allineamento di pianeti, per l’intervento della fata turchina, per un colpo di fulmine unico e irripetibile. Quando vinciamo quattro campionati in fila (quello del 2006 no, quello proprio non ci appartiene) ne siamo ovviamente gratificati ma ai nostri occhi non sembriamo neanche noi. Alla fine dello psicodramma con il Tottenham – perché noi si vive di psicodrammi, nel bene e nel male- mi sono detto no, così non va.

Perché in quel momento – al gol di Maurito mi sono commosso, a quello di Vecino ero in spiritata trance quanto e più di Adani e Trevisani (a proposito, grazie)- mi sono detto ok perderemo ad Eindhoven e in campionato ci saranno come sempre tanti Sassuolo e Parma, ma che gli altri si tengano le loro razionali programmate vittorie, io voglio questa cosa qui, voglio l’estasi e in nome dell’estasi sono disposto a prendere anche lo sconforto e il dolore.

Per vincere come abbiamo fatto contro il Tottenham (basta non dimenticarsi che abbiamo giocato una partita inguardabile, ma del resto penso da sempre che il cosiddetto “bel gioco” sia sopravvalutatissimo) sono disposto a perdere epicamente come abbiamo fatto nel 2-3 contro la Juve. Perché ecco, noi siamo fatti per l’epica, noi siamo quelli che rubano il fuoco agli dei e che ci importa se poi vengono le aquile a divorarci il fegato.

Così non va, mi ripete la mia mente. Ma quell’altra cosa rossa che pulsa finché pulsa, quella cosa lì avvampa e strabocca di orgoglio, e allora che tutto il resto si fotta, noi siamo questi, lo siamo sempre stati e lo saremo sempre.

Say it loud, i’m blackblue and proud.

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4 thoughts on “L’estasi in nome dell’estasi

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  1. Bello il nuovo sito. Complimenti. Non per fare il …. rompiballe ma qualcuno dovrebbe parlare delle intrusioni dei dirigenti juve nell’intervallo delle partite per ‘sgridare’ l’arbitro, come pare sia accaduto l’anno scorso a Madrid e quest’anno a Valencia.

  2. Attenzione però che lo scudetto del 2006 ci appartiene… sì, decisamente. Uno a risarcimento di 3… 60/61, 97/98 e 01/02… è roba nostra!

  3. Lo scudetto del 2006 è quello che ci appartiene più di tutti…. Con il Tottenham partita tutt’altro che inguardabile, pressing alto e fatto decentemente gol preso più per sfortuna per altro da una delle squadre che, per i critici, ha un gioco fra i più belli in Europa….

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