Col derby di poi

La magra consolazione di un derby perso è tutta in quella scena di esultanza finale. I giocatori del Milan che si prendono per mano e si tuffano verso la curva. Vuota. Sì, perché se proprio dobbiamo perdere un derby un derby in casa, con la doppietta di un ex tra l'altro, tanto meglio farlo senza... Continue Reading →

Mi ricordo montagne russe

Fine primo tempo del derby. C'è qualcosa che non mi torna. Ok, stiamo giocando male, i ragazzi sembrano poco motivati, ma non riesco a capire perché stiamo perdendo. E soprattutto non riesco a credere che la partita sia destinata a scivolare via così. Apro Whatsapp e leggo sfiducia: "ci stanno massacrando", "Pioli l'ha preparata bene,... Continue Reading →

Calma. Calma. Calma. Però riflettiamo.

Mentre su Sky passano immagini di una ipotetica sfida tra Dybala e Kulusevsky nel posticipo di questa sera, noi ci lecchiamo le ferite allontanando il pensiero dei corsi e ricorsi storici. Tipo quella volta in cui la Juventus pareggiò a Lecce e l'Inter non riuscì a battere il Parma a San Siro. Esatto, quella volta... Continue Reading →

La strada di Antonio

Conte non è e non è stato chiamato a vincere la Champions. È chiamato a riequilibrare i valori in Italia, a farci stare incollati alla sedia fino all'ultima giornata di campionato, a prescindere da come andrà a finire. Poi verrà il bello. Perché sarà lì che Antonio potrà fare il salto definitivo insieme alla società e alla squadra (che nel frattempo sarà cambiata), sopratutto se farà tesoro della prossima Europa League.

La cura Conte di Lautaro

Di Tommaso De Mojana Oggi Lautaro Martinez fa paura. Fortissimo? Sì.L’attaccante migliore d’Europa? Chiacchiere da bar. Qualcuno ne aveva dubitato? Sì, compreso chi scrive. Quel qualcuno si era sbagliato? Di brutto, parrebbe. Bene così! Quel qualcuno quindi deve morire non capisce niente cacca tette merda culo? No grazie. Spalletti doveva farlo giocare di più? Forse.... Continue Reading →

Sì, c’è il Barcellona prima, ma. Ma.

Le sei vittorie di fila ad inizio campionato mancano dai tempi di Helenio Herrera, ma non nelle ultime cinque stagioni è già capitato altre due volte di partire a razzo. Nello specifico, a Roberto Mancini nel 2015 e a Luciano Spalletti tre anni fa. Quali differenze con la nuova Inter di Conte.

La chiarezza delle idee (pagelle di Inter – Lecce)

Per capire l'importanza delle idee chiare, vi consigliamo di guardare gli highligts (tutta la partita sarebbe una cattiveria) di ieri di Milan e Roma, squadre arrivate rispettivamente ad un punto o due da noi nella passata stagione, quindi di fatto compagini che partivano dal nostro livello. Le facce confuse dei loro allenatori che magari con il tempo troveranno le soluzioni migliori, ma che dovranno dedicare tempo e pazienza a gestire situazioni poco chiare, giocatori a cui trovare un ruolo, soluzioni tattiche complesse. Conte - e non lo dico da oggi - ha questa dote rarissima. Prendersi delle responsabilità, fare scelte incontrovertibili, tracciare la strada, facilitarsi il compito. E in questo, lo diciamo sottovoce, ha chiaramente e finalmente trovato un appoggio nella Società. In Zhang, Marotta, Ausilio, Oriali.

Auguri Mister Conte (no, non è ironia)

Auguri Antonio, sono quello del gruppo che prova sempre, strenuamente, a difenderti. Non tornerò sul tuo passato da giocatore, non sei né la prima né l'ultima bandiera di una squadra che va ad allenare da un'altra parte. Cerchiamo solo di capire, una volta per tutte, che l'Inter non è un'altra parte, ma una filosofia, uno... Continue Reading →

Giovane, forte, interista: Nicolò Barella

Sarà un Barella essenziale e meno spettacolare quello dell'Inter, più impegnato a duettare con passaggi corti che ha cercare il filtrante. Non vuol dire che Barella dovrà sacrificare le proprie peculiarità, ma entrare a far parte di un meccanismo di squadra che farà la felicità sua, di Conte e anche nostra