Calma. Calma. Calma. Però riflettiamo.

Mentre su Sky passano immagini di una ipotetica sfida tra Dybala e Kulusevsky nel posticipo di questa sera, noi ci lecchiamo le ferite allontanando il pensiero dei corsi e ricorsi storici. Tipo quella volta in cui la Juventus pareggiò a Lecce e l’Inter non riuscì a battere il Parma a San Siro. Esatto, quella volta che Kulusevsky fece una partita magnifica e noi non andammo oltre il 2 a 2. Vuoi che succeda proprio alla Juve, che tra l’altro il giocatore più forte del Parma l’ha già acquistato? No che non succede.

Quindi ci tocca auto-flaggellarci, rimpiangere l’occasione persa e fare un punto su questi ultimi 4 pareggi nelle ultime 6 partite.

La questione più evidente è la squadra è in affanno, da un po’. Come se fosse ancora rimasta all’inizio di dicembre, quando con tutto il centrocampo titolare fuori era costretta a giocare 3 partite alla settimana. Due delle quali decisive per andare avanti in Champions. Partite agoniche, giocate col cuore e col ritmo, da una squadra che aveva alzato l’asticella dell’intensità oltre gli interpreti. Eliminata dalla Champions – capita, fa parte del processo di crescita – l’Inter avrebbe potuto tirare il fiato e concentrarsi sul campionato, recuperando alcuni giocatori di rilievo e approfittando della sosta natalizia e del mercato.

Ed è qui che a mio parere si è sbagliato qualcosa. Ed è di questi errori che è figlio il pareggio di oggi – complimenti al Lecce che ha fatto una partita molto intelligente ed ha meritato – più di quello di Firenze e del punto di sabato scorso contro l’Atalanta. Conte, che fin qui ha fatto miracoli sia messo agli atti, ha parlato troppo spesso di coperta corta. Questo è stato evidente nel periodo di cui sopra, ma oggi gran parte dei centrocampisti è rientrata (sebbene Sensi sia un lontano parente di quello di inizio campionato). Il problema è che alcuni elementi che hanno comunque tirato la carretta nella prima parte del campionato sono stati esautorati prima ancora dell’arrivo di nuovi giocatori. Vecino, Lazaro e Politano non saranno stati dei leader, ma escluderli dal progetto tra Natale e Capodanno rinunciando al loro apporto per 3-4 partite così importanti non mi è sembrata una grande idea.

Il mercato: è vero, nel mercato di oggi, con pochi soldi e la necessità di fare cassa prima ancora di comprare, bisogna avere pazienza e attendere gli ultimi giorni perché possono concretizzarsi affari clamorosi come quello di Eriksen. Applausi per tutti, sinceri. E non è per questo affare che l’Inter ha perso punti: Eriksen è una ciliegina, e della sua importanza hanno già parlato in tanti. Il problema è un altro: se sei integralista e utilizzi solo il 3-5-2 anche a partita in corso e sai di avere D’Ambrosio e Asamoah infortunati lungodegenti, sui due esterni devi andarci subito. Non si poteva fare nulla per prendere Ashley Young e Moses (o chi per loro, compreso Spinazzola) non dico prima della Befana ma almeno dieci giorni fa? Anche per loro bisognava aspettare una svendita? E torniamo alla questione principale. Se si fosse trattato solo di coperta corta, ci si poteva sedere e dire “Signori, i due esterni per cortesia subito. Poi aspettiamo le grandi occasioni per il centrocampista ed eventualmente per la punta“.

Il modulo: oggi Conte ha giocato gli ultimi 5 minuti + recupero con Sanchez trequartista. Troppo poco. Il 3 – 5 – 2 che tante soddisfazioni gli ha dato sia in Italia che in Inghilterra è il modulo giusto per questa squadra. Ma un grande allenatore – è chi scrive è sicuro che Antonio Conte lo sia – non dovrebbe essere capace di cambiare in corsa anche a costo di far saltare gli schemi? Soprattutto in considerazione del fatto che gli esterni oggi erano un po’ appannati (eufemismo, la verità è che l’effetto Conte su Candreva si sta via via esaurendo) e che l’avversario ha giocato lunghissimi tratti della partita con mezzo attaccante? Magari non servivano tre centrali bloccati, e molto prima del 35′ si poteva provare a passare al 4-4-2 o al 4-3-3.

Vorrei concludere dicendo che questo pareggio non compromette nulla, ma purtroppo non credo sia così. Credo che la Juventus allungherà e che una volta trovata la quadratura del cerchio sarà molto difficile andarla a prendere, nonostante la Champions. Ancora di più perché la nostra prima parte di campionato dimostra che non è il numero di impegni, ma sono l’attenzione, la convinzione e la condizione a fare la differenza. E certamente sarebbe un peccato non poter sfruttare, per colpa dei punti persi per strada, l’upgrade di Eriksen e dei giocatori che verranno. Amen.

One thought on “Calma. Calma. Calma. Però riflettiamo.

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  1. Una domanda : ma solo noi notiamo che biraghi è scarso ? Conte non se ne accorge. Tanti, troppi, calci d’angolo tutti sul portiere. Invece che battere a rientrare, nessuno gli ha detto che si può battere a uscire. O meglio, non andasse lui a battere i calci d’angolo. Che sono occasionissime da sfruttare, considerando chi sale in area di rigore dei nostri. Ieri si è notato come, insistere con lo stesso modulo, a volte diventa inspiegabile, specie per un allenatore come Conte. A volte sembra Sarri, quando allenava il Napoli. 11 e solo 11 giocatori. Non la vedo bene, purtroppo. Ed è inutile che Conte ripete sempre le stesse cose. È venuto da noi come manager e quello deve anche fare : pretendere pretendere pretendere !!

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