Empoli – Inter, dove servivano risposte

Servivano risposte. Non era solo una partita di fine anno contro l’Empoli, no: ci arrivavamo dopo un mese del tutto particolare, dopo situazioni del tutto anomale, al termine di un percorso pieno di insidie (nelle quali abbiamo inciampato proprio nei momenti sbagliati). Siamo caduti, dovevamo rialzarci. Eravamo disorientati, dovevamo ritrovarci.

Servivano risposte e sono arrivate. Una vittoria sofferta, che ci ascrive alla nostra dimensione e che al tempo stesso ci regala tre punti preziosissimi per la classifica. Una vittoria che è una risposta di per sé, perché si configura come una conferma dopo i tre punti con il Napoli.

Una vittoria decisa da Keita, uno che più di altri deve risposte a chi ha creduto in lui a inizio anno: un gol e un salvataggio decisivo rendono onore alla sua classe e si spera gli impongano quella convinzione che troppo spesso è sembrata mancare. Che sia un nuovo inizio, sarebbe una novità importante.

Una vittoria ottenuta con le unghie, ma nella quale l’eleganza è quella di un Joao Mario definitivamente ritrovato. Una vittoria in cui la difesa si è confermata, con pochi brividi e grandi certezze. Una vittoria senza il lampo di Icardi, ma il suo nuovo modo di giocare è un toccasana per l’intera squadra.

Una vittoria nella quale in campo c’è nuovamente Nainggolan: poche cose fatte, ma buone. E il fatto che fosse lì è di per sé una risposta – della società.

Migliore in campo? Asamoah. Non ci serve mettergli la fascia da capitano: quello che conta è che il colore della sua pelle sia neroazzurro. Peccato che ad applaudire la sua prestazione ci fosse soltanto un settore vuoto: non resta che sperare nel fatto che anche questa possa essere una risposta utile – del destino.

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