Seconda stella a destra, questo è il cammino

E così uscimmo a riveder le stelle, ricordate? Si sentiva l’aria di una rinascita che non era mai davvero compiuta e che solo quest’anno è arrivata, tonda, piena, rumorosa, festante. Ma quel “19” peserà come un macigno su chiunque verrà perché è esattamente il passo prima del 20, di quella seconda stella che farà passare alla storia i fortunati (e audaci) che se la andranno a conquistare. Un peso che Antonio Conte non ha voluto, o saputo, assumersi. Di fronte alla difficoltà del “ridimensionamento” (parola di cui ancora non conosciamo la dimensione né la profondità reale), Antonio ha girato le spalle e, con le tasche piene (anche) di gratitudine, ha abbandonato.

Addio mister. GRAZIE. Ma anche PREGO.

Benvenuto, Simone Inzaghi. Sei il primo ad assumerti questa responsabilità e questa è la prima cosa che ti rende onore. Lo senti già questo venticello contrario? Non ti spaventare, diventerà anche tempesta a volte, ma quando sai veleggiare puoi anche navigare contro vento. Se non si è temerari non si può andar per mari, del resto. Non puoi però veleggiare se non sai guardar le stelle e riconoscerne gli allineamenti. A volte, infatti, sono proprio le stelle a dettarti il percorso. Noi uscimmo a riveder le stelle grazie a Vecino, ricordi?

Quelle stesse stelle hanno portato Antonio Conte a restituire a questa maglia un pezzetto di quel 5 maggio sul quale menti “illuminate” hanno dipinto una accecante delusione, tanto accecante da far dimenticare cose che al confronto il recente rigore di Cuadrado è un buffetto ad un bambino. C’eri anche tu, Simone, quel giorno: boia inconsapevole di una sentenza scritta dal destino, del quale non ti si farà mai una colpa, ma di cui vedrai ancora le cicatrici. Forse un pezzo di quel 5 maggio potrai restituircelo tu, anche se in tasca non te lo sei mai effettivamente messo. Forse sei qui per aiutarci a riprendere il maltolto. Proviamoci. A tasche vuote. Insieme.

Quelle stesse stelle, poi, una volta allineate, hanno già portato a Milano un’altra bandiera azzurra: Roberto Mancini. Noi a suo tempo ci abbiamo aggiunto il nero delle annate precedenti e ne sono usciti alcuni degli anni neroazzurri più belli che si possano ricordare (a maggior ragione se sfociati poi in un Triplete che tanti mal di testa sta ancor portando altrove).

Se non son stelle, sia cabala. Ricorda ad esempio come un certo Baresi abbia fatto grandi cose sull’altra sponda di Milano, ma suo fratello ha fatto ben di più anni dopo, seduto sulla panchina dalla parte giusta della città. Ricordi tuo fratello di là cosa ha fatto? Bene, ora tocca a te chiudere il cerchio, allineare gli astri, trascrivere i sussurri del destino.

Benvenuto, Simone. Le stelle stanno indicando un percorso e son qui a ricordarci che nella vita tutto cambia affinché gli obiettivi possano essere inseguiti. Seconda stella a destra, ad esempio: questo è il cammino e può iniziare da oggi. Lasciamo ad altri contesti le analisi sul 3-5-2, il bilancino delle plusvalenze o le misurazioni sul ridimensionamento: non è questa la sede. Qui c’è una bussola da calibrare con le tasche piene di sassi, un venticello contrario che profuma ancora dolce di scudetto e un cielo stellato che a volte sa disegnare vere e proprie meraviglie.

Buon lavoro, mister.

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