Qui ti aspettavo

Qui ti aspettavo!
Tu che dopo la prima posizione in classifica ti eri già fatto idee malsane, ti eri ubriacato di vuoto entusiasmo, ti eri costruito castelli in aria senza averne motivo alcuno. Proprio te stavo aspettando, tu che non eri pronto al primo inciampo che giocoforza era dietro l’angolo. Aspettavo proprio te, perché volevo vedere la tua reazione, il tuo livore di comodo, la tua indignazione da divano.

Qui ti aspettavo!
Tu che l’anno scorso non hai fatto altro che addossare a Big Luciano ogni colpa, tu che vedevi in lui la mancanza di carattere di questa squadra, tu che accusavi lui di non trasmettere sufficiente grinta in quel suo passeggiare calmo nell’area tecnica. Ti aspettavo, tu che in Conte vedevi la scarica di adrenalina che tutto cambia e tutto risolve. Aspettavo proprio te, perché volevo vedere come avresti spiegato il primo passo falso.

Qui ti aspettavo!
Tu che, cacciato Icardi, eri pronto ad innamorarti di chiunque passasse il convento, tu che in Lukaku avevi già visto un nuovo vate, tu che in Lautaro avresti identificato la tua adrenalina, tu che in Lazaro avevi pronta la prossima erezione sulla fascia. Ti aspettavo, ora che “Icardi quello l’avrebbe fatto“, ora che “si va bene il Toro, ma perché non Sanchez“, ora che “Nagatomo crossava meglio“, ora che qualsiasi altra formazione sarebbe stata meglio di questa: qui ti aspettavo, stavo aspettando di capire su chi avresti scagliato le tue critiche.

Qui ti aspettavo!
Perché non si vince sempre, né si domina sempre, né si è sempre pronti ad affrontare una competizione nella quale “contano i dettagli” solo quando tutto il resto è già stato registrato sul calibro delle grandi squadre. Non lo siamo, non ancora. Ed è qui che ti aspettavo, quindi, perché un bagno di realtà aiuterà tutto l’ambiente a capire quali siano i veri limiti di questo cantiere.

Questo siamo: un cantiere. Con tanti pregi e tantissimi difetti. O facevate finta di non vederli? Il 4-0 con il Lecce ti ha fatto dimenticare quando Falco ci ha spaventati non poco in contropiede? L’1-0 con l’Udinese vi ha fatto ignorare le difficoltà incontrate prima dell’espulsione? La vittoria con il Cagliari te la ricordi tracotante, quando invece ci ha visti fisicamente surclassati per buona parte della partita?

Qui ti aspettavo. Di fronte alla realtà.

Di entusiasmo e di depressioni abbiamo già rovinato troppe stagioni e troppi cantieri. Sarebbe ora che si maturasse anche noi. Pazienza e realismo, perché se all’ultimo minuto quel colpo di testa fosse entrato, ora saremmo qui a nascondere le preoccupazioni sotto la sabbia e grideremmo come forsennati alla Garra Charrua. Invece la testa non va nascosta: va tenuta alta proprio di fronte a queste difficoltà. Perché è solo affrontandole di petto che potremo crescere durante questa lunga salita chiamata “2019-2020”.

Qui ti aspettavo. All’inizio della salita. Dove si inizia a faticare. Dove non servono sentenze senza processi, ma processi senza sentenze; dove non serve trovare colpevoli, ma occorre focalizzare gli errori. Qui, dove le cose sono complesse. Not for everyone vuol dire proprio questo, che ti credi.

One thought on “Qui ti aspettavo

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  1. No dai! speriamo sia solo perché non l’hanno preparata bene, avevano già la testa al derby… ne parliamo meglio dopo la partita… io ci credo… voglio le due stelle dei venti scudetti…vedrai che spezzeremo le reni al Milan😀

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