La stanchezza d’Aprile

Abbiamo pareggiato con l’Atalanta.
Potevamo vincerla, potevamo perderla, abbiamo fatto un punto e nessun interista stasera è davvero felice, ma nessun interista è troppo triste.
I motivi di questa sensazione mediana stanno da una parte nell’incedere lento di tutte le altre candidate a terzo e quarto posto, la Roma fa eccezione ma il traffico là dietro regala una qualche malsana fiducia; dall’altra parte però c’è una languida forma di stanchezza.
Provate a chiedere a un tifoso nerazzurro quanto sarebbe felice di svegliarsi domattina e trovarsi col campionato finito, (un posto in Champions assicurato)  e la testa alla prossima stagione.
Ma mancano ancora sette partite e qui stiamo 5 punti davanti alle seconde e troppo lontani dalla seconda per immaginare ed essere spinti a raggiungerla.
E’ stato un anno molto faticoso, iniziato con un primo posto nel girone di Champions inaspettato per due partite la sensazione di essere qualificati, proseguito con la rabbia di non essercela giocata davvero, il solito calo invernale sovrastato dal caso Icardi, una cosa che solamente nell’Internazionale F.C. poteva accadere in questi modi, forme e volumi, per finire con le voci sull’abbattimento dello Stadio Meazza.
C’era stanchezza in questa fresca domenica di Aprile in cui sugli spalti del Meazza e nei bar si diceva solo “conoscendoci, se possiamo sfruttare un’occasione stasera rovineremo tutto”.

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Poi è iniziata la partita e come sempre i 90 minuti hanno il sopravvento su tutto, anche sulla stanchezza di questo mese d’aprile.
In campo sono successe molte cose: Icardi si è mangiato un gol, l’Atalanta ha avuto un’unica vera occasione ma Handanovic non ha fatto mai una vera parata.
Era buona l’idea di avere Vecino che non dava riferimenti dietro le punte come nel derby, ma poi l’infortunio di Brozovic ha cambiato le cose.
Perisic non si è mai visto, un po’ perché si nasconde, un po’ perché era meglio non guardarlo quando tentava con scarso successo di fare quello per cui è stipendiato: puntare l’uomo, saltarlo e crossare verso Icardi.

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Alla fine abbiamo guadagnato un punto sulla quarta e manca una partita in meno, anche se il calendario non è roseo, ci aspettano Roma, Juventus e Napoli, (anche se per le ultime due le cose saranno già fatte).
Andiamo dritti, non tentiamo numeri, exploit, tocchi di tacco, colpi di testa o Do di petto. Siamo stanchi, tutti, anche solo di pensare cosa ne sarà di noi il prossimo anno, chi arriverà sulla panchina, chi se ne andrà dalla panchina, se per chi se ne andrà vale la pena lottare per la Champions, se Icardi vale davvero la metà d quello che valeva due mesi fa, se i Cinesi investiranno, se avessimo quei due punti di Firenze, se il Fair Play Finanziario sarà davvero chiuso a luglio oppure come sempre spunterà un cavillo che ci impedirà di spendere, Conte, Mourinho, Allegri o Orrico.
La primavera è arrivata, con il suo sole e le sue perturbazioni, noi tiriamo il fiato e non molliamo perchè dormire tra due guanciali non è roba da interisti, teniamo sempre un occhio aperto.

 

 

3 thoughts on “La stanchezza d’Aprile

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  1. Continuo col mio pensiero.
    Spalletti andava esonerato dopo l’uscita dalla CL e dalla Coppa Italia
    Le sue colpe: non aver mai data un gioco a questa squadra e aver “premiato” un giocatore come Peresic che per le prestazioni di quest’anno non sarebbe titolare nemmeno in serie B. Chiara ormai la sua OSTILITA’ nei confronti di Icardi.
    Da confermare per il 2019-2020:
    ICARDI (capitano)
    SKRINIAR
    DE VRJI
    POLITANO
    BROZOVIC
    HANDA
    Per il resto si può tenere qualcuno ma vanno presi innesti validi
    Spero nel ritorno di Mou o Conte (ma forse arriverà quest’ultimo)
    ps: basta con le interviste di Spalletti sempre polemico anche se gli dicessero guarda che fuori c’è il sole farebbe polemica anche su quello. (sempre supponente).

  2. Visto che si parla dello scambio ICARDI-DYBALA penso che:
    1. non c’è bastata la fregatura dello scambio BONINSEGNA-ANASTASI col primo che voleva restare all’Inter e Fraizzoli lo costrinse ad andare alla Juve dove vinse altri scudetti mentre Anastasi fu un flop
    2. Pensate a ICARDI il prossimo anno se mai dovesse succedere alzale la Coppa dei Campioni con la Juve: SAREBBE INSOPPORTABILE e dovrebbe dimettersi immediatamente MAROTTA anche perché se dovesse succedere non torni pure più a San Siro.
    3. Soluzione migliore: MANDARE VIA SPALLETTI e PERESIC (credo che quest’ultimo giochi male apposta per far cadere il suo prezzo fa errori che nemmeno all’oratorio si farebbero)
    Tenere ICARDI e ridargli la fascia. Fine dei problemi si riparte da uno dei centravanti più letali mai visti e gli costruisce intorno la squadra magari prendendo uno come Raphinha.

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