La semifinale non c’è

Handanovic
C’è, ovunque, di mano o di ginocchio, in sicurezza o con un miracolo, impeccabile, puntuale. Nella serata in cui in troppi non ci sono lui c’è, c’è tantissimo. Ed avrebbe tutto il diritto di portare la mano all’orecchio per invocare una meritata ovazione. Avete notato quante volte è stato battuto dopo una deviazione di un difensore? Statistica interessante, se solo servisse a qualcosa e a qualcuno.

Miranda, Skriniar, Asamoah e D’Ambrosio
Ci sono, si confermano, a volte si propongono, non gli si può rimproverare nulla.

Il gioco
Non c’è, ma non è una novità di questi tempi. Nessuno si aspettava di vederlo proprio stasera. Poi pensi che contro hai comunque una buona Lazio e ti chiedi cosa diavolo siamo, visto che siamo sempre e comunque protagonisti unici delle nostre sventure e delle nostre esaltazioni.

Le curve
Non ci sono. Nè una, per squalifica, né l’altra, per “solidarietà”. Bah. Mah. Buu.

Candreva
C’è, tutto sommato c’è. Ma visto che c’è, ci spieghi come sia possibile sbagliare un gol simile. A due metri dalla redenzione c’è quell’incubo che alla fine peserà.

Perisic
Non c’è. Lo sappiamo. Che amarezza.

Cedric
Toh, guarda chi c’è. Benvenuto. Hai capito che aria tira da queste parti?

Nainggolan
C’era, poi è scappato, poi è tornato, alla fine è entrato – in campo, non in partita.

Joao Mario
Non avrebbe mai pensato di doverci essere, e invece è lì. E tutto sommato fa il proprio.

Vecino
Vecino c’è sempre. Soprattutto contro la Lazio. Manca però la Garra Charrua, e senza quella è tutto differente.

Lautaro Martinez
Su quel pallone, quello giusto, quello al 94°, non c’è. E non è la prima volta, quest’anno. Suo papà, su Instagram, invece c’è.

Politano
Non c’è. E quando c’è, ha un carico di nervosismo che gli pesa sulle gambe. Prova di tutto, non gli riesce nulla. Il bravo ragazzo dalla corsa brillante si è perso nelle vacanze di Natale. Ridatecelo.

Brozovic
C’è, ed è vestito elegante. Predica nel deserto, ma con classe navigata e palombelle precise. Alla lunga si stanca e parla forse con sé stesso, cercando di capire come risolvere questo sudoku.

Icardi
Non c’è. Punto.

Antonio Conte
C’è, ma sta solo facendo una passeggiata, dice Marotta. Del resto chi non vorrebbe farsi una bella passeggiata per le strade di Milano, con un meteo come quello di queste ore. Domani nevica, forse non è rincasato.

Addetti al VAR
Non ci sono. Non c’è nessuno. Banti li ha chiamati più volte, ma hanno risposto “non abbiamo visto nulla”: c’è chi sospetta che avessero girato su Rai Uno per la noia. Per senso di colpa convertono un rosso in giallo a pochi minuti dalla fine, poi timbrano il cartellino e ognuno a casa propria. Ma mentre l’ultimo timbrava, ecco ancora una chiamata. Tutti sudati, hanno deciso per il rigore. L’ultimo spenga la luce, domani qualcuno dirà loro chi ha vinto.

Spalletti
C’è. Per ora. A un certo punto ha detto “era dentro!” indicando il terreno sul calcio di rigore, ma dalla tribuna Zhang ha capito “io resto qui” ed ha fatto una smorfia dubbiosa. Se ne discuterà.

Calci di rigore

Brozovic c’è.
Lautaro non c’è. Il papà ha messo comunque il cuoricino.
Handanovic c’è, immensamente c’è.
Icardi c’è, con tanto di cucchiaio.
Cedric c’è, continua a dire che non è Cancelo, ma questo lo vedremo.
Nainggolan non c’è, non prende neppure la rincorsa.

La semifinale non c’è. Ci va la Lazio. E noi a riflettere.

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