Il Patto di Piraccini (per una crescita felice e responsabile)

Piccolo supplemento al post di ieri. In molti ne hanno colto il senso, molti altri hanno voluto fraintenderlo e allora semplifichiamo le cose con un elenco breve e non equivocabile.

1) Tifiamo Inter come e più di prima. Tifiamo felici e irrazionali, tifiamo con fedeltà e passione (molti di noi sono abbonati da decenni, alcuni sono sopravvissuti a Lugano, Helsinborg e 5 maggio allo stadio), ma non tifiamo come dei fessi, non come dei bovini rassegnati, non acriticamente.

2) Ci sono stagioni e stagioni. Io per esempio ho voluto bene a Piraccini e Angelo Orlando e alle loro Inter sgangherate e fragili, figuriamoci se non amo una squadra piena di potenziali campioni, grinta e corsa come questa. Solo che a volte c’è bisogno di entusiasmo, che l’entusiasmo venga dal campo e non sempre da spalti e divani. Per una volta che siano loro a conquistarci. Non aspettiamo altro.

3) Per chi si fosse distratto e avesse perso la memoria: vincere è l’unica cosa che conta non è il nostro motto. Non lo è mai stato, non lo sarà mai anche se ne siete un po’ più convinti. Vincere da Inter conta, quello sì. Altrimenti ci viene il sospetto di non essere noi quelli lamentosi (o terroristi psicologici a cottimo, come ci ha scritto uno particolarmente fantasioso), ma alcuni di voi quelli confusi.

4) Antonio Conte è l’allenatore dell’Inter e per noi vale come moratoria di tutto ciò che pensiamo, abbiamo pensato e penseremo di lui. Da qui in poi il passato è terra straniera a patto che lo sia per tutti.

5) Qui si viene per leggere, divertirsi e commuoversi quando capita. Di posti per insultarsi e giocare a temperare la minchia è pieno Facebook. Andate lì, se dovete.

6) Non ci manda nessuno. A volte le nostre mogli, compagne e compagni ci spediscono a quel paese per le ore perse a scrivere, ma son dettagli.

7) Forza Inter. Ora, sempre, con una forza e un amore che nemmeno immaginate.

Ecco. Lo chiameremo Patto di Piraccini (il giocatore nella foto), e lo menzioneremo ogni volta che qualcuno vorrà interpretare in malafede i nostri atti d’amore cortese verso l’Internazionale FC.

Fine

5 thoughts on “Il Patto di Piraccini (per una crescita felice e responsabile)

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  1. “Antonio Conte è l’allenatore dell’Inter e per noi vale come moratoria di tutto ciò che pensiamo, abbiamo pensato e penseremo di lui”. Assolutamente no. Mai e poi mai. Il passato di ognuno di noi è ciò che ci rende quello che siamo oggi. La scelta della società di farsi rappresentare da qualsiasi persona, costituisce il modo in cui la società vuole mostrarsi al mondo. Quindi io a questo patto non ci sto. Tifo Inter da quando avevo 6 anni, tifo ereditato da almeno tre generazioni, ho tifato nelle peggiori situazioni capitate, sempre convinto che sia meglio perdere tutta la vita, che vincere un solo giorno come quelli lì. Ho tifato Inter fino al giorno in cui antonio conte è stato nominato allenatore dell’Inter. Da quel giorno basta. Riprenderò probabilmente quando antonio conte non sarà più l’allenatore dell’Inter, sperando che quel giorno l’Inter sarà rimasta ancora l’Inter.

  2. D’accordo, tanto più che Conte ha da tempo mollato il vessillo della bjuve per sventolare quello di se stesso.
    E poi è forte, mica è detto che si debba vincere come quelli la, ma con il talento e il lavoro si però.

  3. lo ricordo bene piraccini, simbolo di quelle inter che volevano ma non potevano, prima che arrivassero i panzer tedeschi

  4. Sono con te. Vai. Solo che per la prima volta in vita mia mi sto vergognando di essere interista. Non mi piace l’ostracismo bieco stile bjuve con cui stiamo trattando Radja e MI9.
    Dobbiamo recuperarli sul campo. Sono assets strategici per noi sia economici che tecnici. Disistimo profondamente la strategia marottiana attuale : livorosa , rancorosa, inutilmente giustizialista e certamente autolesionista .

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