Ho chiuso gli occhi e ho visto il gol di Ranocchia

Il cross da corner, perfetto; il volo, altissimo; e quella frustata di Andrea Ranocchia che ha spedito il pallone esattamente in quell’angolo dove il portiere non sarebbe mai potuto arrivare. Il replay è parte della poesia, perché mette tutti i tasselli al proprio posto: il salto, il volo, lo sguardo attonito del portiere. Quindi le immagini che rallentano ancora, la palla che entra, la rete che si gonfia. Sembra un sogno.

E poi quella corsa verso la panchina, l’abbraccio intenso di tutti i compagni accompagnato da un caldo applauso di tutto lo stadio. E infine il saluto commosso alla curva, e l’inquadratura va sulle mani che plaudono verso l’alto per ringraziare quell’ovazione romantica. Ok, è solo un 2-0, è solo Coppa Italia, è solo Benevento. Ma che importa: è il gol di Ranocchia e vale come una dichiarazione d’amore. Le dichiarazioni d’amore mica avvengono tutte in cima alla Tour Eiffel, o tra i viali di Central Park, né sarà mai il contesto a qualificarle come migliori rispetto ad altre. Questa è bella per quel che rappresenta, per quel che c’è dietro, per il suo suggellare una lunga storia, per la passione che trasmette, per il valore che assume per chi crede nell’interismo anche nel mezzo di una partita del primo turno di Coppa Italia.

Non le avete viste queste immagini? Davvero? Non l’avete visto Ranocchia quando è volato in cielo sul cross di Brozo con Icardi che gli saltava davanti? Noi si, le abbiamo viste. Eravamo in tanti a San Siro. Era solo Coppa Italia, ok, ma l’emozione è stata comunque tanta. Quando Ranocchia ha saltato sembrava di vedere quella famosa azione di Vecino dello scorso anno, quel gol con la Lazio: se non c’era Vecino, dietro ci sarebbe stato Ranocchia, ma il destino aveva scelto così.

Quando Ranocchia ha segnato è stato il compiersi di una bella storia d’amore, complicata a volte – ma proprio per questo ancor più intensa. Ha baciato la maglia infatti, perché è in quel gesto il significato di tutto. Poi la partita è proseguita, ha presto perso di significato, ma quel 2-0 ha in sé le sfumature di una bella favola che per nulla al mondo vogliamo seppellire tra “se”, “ma” o altre locuzioni diminutive.

Non l’avete visto il gol? Davvero?! Vi hanno detto che quel cross lo ha in effetti colpito Icardi e l’ha spedita sul palo prima del gol di Candreva? Eppure noi l’abbiamo visto in tanti quel gol di Ranocchia, e tutti i romantici il cui cuore era a San Siro questa sera potranno testimoniarlo. Chi l’ha visto lo dica, ne sia testimone.

Riguardate le immagini, se non ci credete; poi chiudete gli occhi e lo vedrete anche voi, statene certi. Se non ci riuscite, allora non possiamo farci nulla: evidentemente da voi la magia non esiste e i tramonti non vi suscitano più alcuna emozione. Ma osate questo sforzo, ne vale la pena: questa è l’unica squadra dove sono già passati sia Principe che Ranocchia ed in ogni bella favola nulla vien per caso.

Nel momento in cui il cross arriva in mezzo all’area chiudete gli occhi e tutto vi sarà chiaro. Se non ci credete ancora, peccato. Peccato davvero. Ma sappiate che noi abbiamo chiuso gli occhi e quel gol l’abbiamo visto. Sembrava di vedere quello di Vecino, ma stavolta l’ha presa Ranocchia. 2-0. Ed è stato bellissimo.

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