di Tommaso de Mojana 28 agosto Il pomeriggio è talmente caldo che lo accusa anche chi è appena atterrato dalla Cambogia, ma la facile occasione di agguantare i cugini mettendosi contemporaneamente alle spalle lo scivolone di Verona lo rende quasi gradevole. È tempo di riprendere possesso dell’amato seggiolino che ci ha reso meno pesante il... Continua a leggere →
Cozza Inda
Si possono affermare, più o meno serenamente, due cose altrettanto vere: 1) questa squadra e il suo allenatore hanno bisogno di tempo, probabilmente molto; 2) pur con tutta la pazienza di questo mondo, non si può non vincere con questo Palermo, no, no e poi no. Quindi, dopo essersi contraddetti nel breve volgere di due... Continua a leggere →
Cose che non racconteremo ai nostri nipoti (le pagelle di Inter – Palermo)
Kondogbia - Per Kondogbia vale la regola di Sara Tommasi. Lo guardi e pensi che non gli mancherebbe niente. Ha il fisico, il passo e la potenza. Per questo non capisci come possa ridursi a girare porno amatoriali con i camionisti invece che recitare con Kevin Spacey. Ma non c'è risposta. Kondogbia è un macello, c'è di buono che non ha ancora incominciato a farsi fotografare nudo per combattere l'usura bancaria - voto 4
L’istantanea (Medel e i Mulini a vento)
Nei minuti finali l'Inter ha avuto parecchi calci da fermo a favore. Calci d'angolo, punizioni dalla trequarti, buone occasioni di muovere la palla senza dover mettere in mostra la più micragnosa manovra di sempre. Su una delle palle più interessanti la squadra ha cercato il tutti-dentro, con Banega che temporeggiava per permettere ai centrali di... Continua a leggere →
Papà, papà, all’aeroporto c’è uno vestito da pirla (Gabigol, la bocca del caval donato e l’elogio dell’impeccabile stile di Joao Mario)
Quando, dove e se giocherà non è ancora dato saperlo, ma tant’è: trenta cucuzze e un puttanaio di gente assiepata a Malpensa ad attenderlo parlano per lui in attesa del verdetto del campo, con buona pace di chi ieri è andato a Orio al Serio attendendo invano lo sbarco di un qualsiasi difensore, vestito come voleva e con qualsiasi tipo di zainetto sulle spalle.
JM, la “non” ala più forte che c’è
Non lasciatevi ingannare. Joâo Mário, nato a Porto 23 anni fa ma andato a vivere a Lisbona dall’età di nove anni, fresco acquisto dell’Inter di De Boer non è un’ala. Lo so, lo dicono tutti i siti sportivi. Ma voi non credetegli. JM non è un’ala perché non lo è mai stato in tutta la... Continua a leggere →
4 settimane e 1/2 (l’erotismo all’olandese e la fine dei preliminari)
Il 18 settembre c'è la Juventus. Frankie parliamoci chiaro, guardiamoci negli occhi: il 18 settembre è parte delle 4 settimane orribili che ci hai annunciato?
La fine del patronimico -ić e le fasce intasate (probabili formazioni di Inter – Palermo)
Con la più che probabile partenza di Brozović e Jovetić si chiude la stagione dell'estro slavo e la colonia dei patronimici si assottiglia e riduce al numero di due, Handanović e Perišić. Domani potrebbe essere l'ultima dei partenti, sempre che siano convocati e non ci regalino l'estremo capriccio. Nessuno dei due dovrebbe giocare dall'inizio, li saluteremo... Continua a leggere →
Che faccio, lascio? (il mercato ai tempi di Suning)
Spregiudicata come non mai, la Beneamata usa il suo profilo ufficiale per annunciare due imminenti acquisti: arriva Joâo Mario, Gabigol è già atterrato. Nel frattempo si tratta in gran segreto Witsel. Cessioni? Nessuna. Ah sì, Erkin è tornato in Turchia dopo un mese fuori dal cancello della Pinetina (fatemi entrare, giuro che sono un calciatore... Continua a leggere →
L’insostenibile invidia dello Zio (cronaca di una telecronaca e di un tasto dolente)
di Alessandro Piemontese Il tasto più consumato del mio telecomando non è quello del volume, dell’avanti e dietro, dell’accendi e spegni. È un piccolo tasto. Che ormai è un tasto dolente. Mi è capitato di nuovo domenica sera. Il tempo di sentire cosa avesse da (ri)dire lo Zio. Due minuti e trenta secondi ed eccolo... Continua a leggere →