"Permesso, scusi". Nella ressa, chiedo a uno uguale a Zaccardo se mi fa passare avanti di due metri per ritirare le cuffie per la traduzione. "Prego". A braccia alzate, tipo limbo, mi infilo in un pertugio tra la schiena del sosia di Zaccardo e la pancia - l'epa, intendo - di uno uguale a Massaro.... Continua a leggere →
La hybris di Ventura e il cugino di Bonucci
Con il campionato fermo, il pensiero non può che andare alla nazionale e ai Mondiali mai così lontani. Non che la pratica svedese, non sia ribaltabile, tutt'altro. Ma tra due giorni si scende di nuovo in campo, e l'augurio è quello di mettere un attimo da parte le false certezze, perché per andare in Russia... Continua a leggere →
Quei 20 minuti di Sturm und Drang (perché mollare no, non si può)
Diciamoci la verità, quel gol di Iago Falque ieri ha attivato pavlovianamente ricordi di partite iniziate bene, di occasioni sbagliate e di punizioni immediate alla prima occasione per gli avversari. Un topos che nelle scorse stagioni era diventato fin troppo ricorrente e che si ripresentava puntuale come le cartelle di Equitalia. Mazzate prese a freddo, con... Continua a leggere →
Sola non la lascio mai (come e perché l’Inter ha la tifoseria più fedele e numerosa d’Italia)
Vincere aiuta a vincere, oppure anche vincere insegna a vincere. Non so da dove Mancini abbia tirato fuori le frasi di buon senso che usava spesso nel suo primo periodo nerazzurro, ma raccontano bene il processo di ricostruzione e l'impresa cui Moratti lo chiamò nel luglio del 2004, quando c'erano da rimettere insieme i pezzi e curare... Continua a leggere →
Nota a margine di una storia vergognosa (leggere allo stadio il Diario di Anna Frank senza leggerlo veramente)
Partiamo dall'immagine, che non è una sola. Ci sono tante foto di Anna Frank, tante in considerazione dell'epoca, della giovane età di Anna e della vita terribile e breve che le toccò. Non esiste solo la foto profanata da gente senza memoria e senza pietà umana. In molte di quelle immagini Anna Frank sorride, in... Continua a leggere →
5 vs 5 (VAR, warmhole e il Teorema di Conceição: cose buone e cose molto cattive su Inter – Spal)
Viviamo di racconti, la narrazione del contemporaneo ha sostituito la cronaca. Non ci sono più storie lineari e brevi, serve sempre una spruzzata di epica per rendere interessante l'oggetto, lo svolgersi della trama. Questa continua necessità di drammatizzazione (nel senso di costruzione di un racconto di fantasia secondo regole molto precise), è l'unico motivo per... Continua a leggere →