Editoriale

Le pagelle pre-compilate (buone per le ultime giornate, aggiungere a penna i nomi dei titolari, quello della squadra avversaria e il risultato)

Le abbiamo preparate per risparmiarvi la fatica.

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………. – Abbandonato al sole tiepido della sua area non para per tutto il primo tempo. Nel secondo sull’unico tiro prende un gol evitabile ma di cui non è l’unico responsabile. Una stagione di alti e bassi. Voto

………. – Si impegna, corre, contrasta, lotta come un dannato. Non è il miglior esterno di difesa del mondo ma non gli si può rimproverare il poco impegno e lo scarso attaccamento alla maglia di molti dei suoi compagni. Purtroppo il suo errore in ripiegamento costa caro alla squadra, sbaglia una diagonale e il suo avversario si lancia indisturbato verso la porta di ………. Voto …

………. – Un giocatore della sua esperienza internazionale non può commettere ingenuità come quelle che gli sono costate il ………. (*cartellino giallo *cartellino rosso *errore del gol). Nervoso, insofferente nei confronti di alcuni compagni, sembra non veda l’ora che questa stagione finisca e che inizi quella dopo e poi finisca alla svelta anche quella. Voto …

………. – La colpa non è sua ma di chi si ostina a metterlo in mezzo alla difesa. Voto …

………. – Forte del rinnovo contrattuale ci regala un’altra delle sue tranquille domeniche di paura. Non copre, non spinge, non costruisce, non contrasta e nel dubbio comunque non capisce. Da sette anni uno dei più grandi misteri del calcio italiano. Voto …

………. – Mister … milioni gioca una partita emblematica del suo momento psicologico e di forma. Primo tempo da leone, secondo da quell’altra cosa lì. Voto …

……….- Non è un prodigio, non è un somaro. Semplicemente non è l’uomo giusto al momento giusto, posto che questo momento farebbe tremare i polsi a giocatori molto più esperti di lui. Voto …

………. – Non sono cross, sono fake news: sembra sempre che stiano per arrivare nel mezzo e poi son corti, lunghi, storti, forti, molti. Certo è che sono moltissimi, come le fake news, e a forza di buttarla nel mezzo è inevitabile che a volte ci becchi pure. Come le fake news, appunto. Brutta stagione, brutta attitudine. Voto …

………. – Il miglior giocatore di questa squadra, quello che ogni volta che scende in campo svogliato non puoi che dargli ragione perché gioca in questa squadra. Ci prova, senza lucidità ma ci prova. Quando partirà, che nessuno provi a dargli torto. Voto …

………. – Il tatuaggio ci mette un po’ a guarire, per due settimane niente stop di petto, poca corsa e attenzione ai traumi. Quando uno gioca con gli amici son cose che vanno messe in conto, quando ti pagano milioni le mettono in conto quelli che ti pagano. Voto …

*

Subentrati

………. – Dalla vetta d’Europa all’incubo della panchina più ricca d’Italia il passo è breve, brevissimo.

Gabigol – L’unico nome già compilato. Non entra, non entra mai, non entrerà mai. Senza Voto 

*

Allenatore 

………. gode della fiducia della società, che ha già contattato altri 200 allenatori ma che conferma la fiducia nell’allenatore e negli altri 200

 

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Cronache

Inter – Napoli, レポートカード (Le pagelle)

Alla fine di un mese umiliante è arrivata anche la sconfitta del “ma sì, poteva andare peggio.“. Una partita frustrante, nella quale il Napoli ha giocato come fanno le grandi a casa delle provinciali. Solo che la provinciale eravamo noi, davanti ad un pubblico eccezionale. A proposito, in una stagione così lasciateci dare un 10 ad una tifoseria che ha sempre riempito San Siro (stasera grazie anche ad una massiccia presenza di tifosi napoletani, a dire il vero) nonostante una stagione pessima. Se pensiamo che a Roma e a Napoli si fa fatica ad arrivare a 40.000, l’imperativo è ripartire da qui. Dal rispetto di un pubblico che sarà anche snob e avrà anche la puzza sotto il naso, ma non fa mancare mai presenza ed entusiasmo. Provate voi a non perdere le staffe dopo 90 minuti di Nagatomo. Chiaramente nulla è perduto per l’Europa League. Possiamo ancora involontariamente sorpassare arrivare più alto di Milan e Fiorentina che ce le stanno mettendo tutta per lasciarci l’incombenza del preliminare. Ma non non ci faremo fregare. Le pagelle:

Handanovic 6,5

Si sta specializzando nelle uscite basse, dopo il derby concede il bis oggi tenendoci a galla. Di qui due considerazione: la prima è che soffriamo maledettamente i tagli degli avversari. La seconda è che Samir ha migliorato un altro fondamentale. Con coraggio. Che gli vuoi dire?

D’Ambrosio 6,5

Nel disastro difensivo generale è il più generoso e forse anche il più dotato tecnicamente, il che è tutto dire. Gli manca il cross e l’inserimento decisivo, ma mica è Roberto Carlos. Anche perché sennò lo avremmo già venduto per tenere Santon e Nagatomo.

Medel 5

Confuso e infelice, sopratutto con il passare dei minuti. Ormai è una costante: all’inizio della partita quando è al 100% ed ha corsa è difficile superarlo, poi man mano lui si stanca e gli attaccanti gli prendono le misure. Lì sono dolori. Mertens non è nella sua serata migliore, sennò a quest’ora staremmo a parlare di altro. Grazie per la grinta, avanti il prossimo.

Murillo 6

Sarà per il turbante, ma in assenza di Miranda gioca una delle partite migliori che io ricordi quest’anno. Ma forse sono condizionato dal turbante.

—> Andreolli (sv)

Praticamente è arrivato a 30 anni, è in orbita Inter da 10, e ancora facciamo fatica a riconoscerlo per strada.

Nagatomo 4 

Lo so, quell’errore è da tre. Lo so, quando è troppo è troppo. Ma siccome mi sento intellettualmente onesto, gli riconosco di essere cresciuto nel finale. Ora sì, potete inveire in giapponese. Sul gol del Napoli resuscita lo spirito di Gresko e del 5 maggio. #Finoal2019.

Candreva 5

Partita anonima, per non dire mediocre. Di lui si ricorda solo una bella combinazione con Icardi, con tanto di tiro telefonato. Poco, pochissimo.

Gagliardini 5

Gioca con un frigorifero sulla schiena. Non è quello di due mesi fa, indubbiamente. Vuoi per l’infortunio, vuoi perché atleticamente sta svolgendo un lavoro diverso, oppure è semplicemente coinvolto nel disastro generale. Non si può chiedere, sebbene ci eravamo illusi, ad un ragazzo di poco più di vent’anni, di prendersi una squadra sulle spalle. Specie se questa squadra è l’Inter attuale.

Brozovic 4,5

Lui nemmeno ci prova a farsi scalfire dalla situazione. L’Inter è in crisi, lui è tranquillissimo. L’aggettivo giusto è compassato. Nemmeno un cambio di passo. Nemmeno un’idea. Malissimo.

Joao Mario 5

Ci sono giornate in cui non perviene. Ha comunque l’abilità di non farti incazzare. Gioca male, ma senza infierire.

—> Banega 5

Era meglio se entrava Matthaus, dalla tribuna. Almeno calci d’angolo e punizioni, Ever. And ever.

Eder 5 

Non è una punta, e credo che il numero di gol in questa stagione e mezzo possano certificarlo. Non è nemmeno un esterno, fa una fatica enorme a ritagliarsi un suo spazio in campo. In compenso aiuta i terzini. Del Napoli.

Perisic 6

Qualcosa di meglio con lui si vede. Mezz’ora di qualità in un momento in cui il Napoli inizia a tirare i remi in barca. Ci dobbiamo fidare di Pioli quando dice che non è al meglio, altrimenti rinunciarci è follia.

Icardi 5

Uno scambio di prima con Candreva e nulla più. Oggi gli manca l’inserimento, la cattiveria e pure i palloni. Perché diciamocelo, non gliene arriva uno nemmeno per sbaglio.

Pioli 5,5

Certo, non è la sua partita peggiore. Dopo aver preso 5 gol dalla Fiorentina cerca una quadratura diversa, una squadra più accorta. Nel secondo tempo ho l’impressione che badi di più a non prendere l’imbarcata che a volerla effettivamente pareggiare. Per esempio: se a venti minuti dalla fine stai perdendo e si fa male un difensore, perché non rischiare la punta?

 

 

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Cronache

11 (e più) sfumature di 6: le pagelle di Palermo – Inter

Vittoria consecutiva numero 6, grazie ad un gol del giocatore numero 6. Potremmo chiuderla già qui – dando 6 a tutti – questa pratica delle pagelle di una partita piuttosto monotona, rotta da alcuni squarci di grazia che hanno provocato una vittoria onesta e di grande importanza. Ma siccome nel calcio, e nella vita, i dettagli contano, vediamolo tutte le sfumature di questi 6.

Handanovic 6 me la meno di meno

Per una volta – notiziona – non solo non è decisivo, ma non è nemmeno importante. È forse la partita che lo vede meno operoso da quando gioca nell’Inter, ma è infida come il terreno del Barbera, e gli ultimi dieci minuti è un susseguirsi di calci d’angolo con l’incubo di una pennellata di Diamanti. Pennellata che il nostro sventa con destrezza e senza stare tanto a fare i complimenti. Per una volta ci risparmia la faccia del “Se non ci fossi qui io“.

Ansaldi 6 meno (irruento)

Gioca due partite: una insufficiente fino a quando non vede Eder già pronto a bordocampo che si sta infilando i guanti. Nel frattempo Candreva pennella per Joao e l’inerzia della partita cambia. Ne inizia una nuova per lui. Bravissimo ad aiutare Miranda in chiusura, si propone in attacco, poi si lascia andare ad una imprudenza scivolando con i suoi 90 kg su Nestorovsky. Per chiarezza regolamentare non si può dare il giallo ad entrambi. Per cui, che ci piaccia o no, Irrati prende la decisione giusta. E Ansaldi ci lascia in 10. Meno irruento, grazie.

Miranda 6 unico

Un 6 bello pieno; come le chiusure eleganti in cui si esibisce nella risaia sicule. Nestorovsky gli fa il solletico, quello che subentra non ricordo nemmeno come si chiama, perché Miranda lo annulla.

Murillo 6 più 

Tra la prodezza in Coppa Italia e la partita di oggi, abbiamo visto il miglior Murillo delle stagioni interiste. Sarà che è rientrato Medel, sarà che adesso il centrocampo lo aiuta di più, sta di fatto che adesso il colombiano sembra un centrale vero. Dateci ancora due partite per riabilitarlo definitivamente.

D’Ambrosio 6 uno di noi

Non lascia nulla di intentato. Chiude, attacca, protesta, si fa ammonire. Ma è un uomo importante di questa nuova Inter. Fa strano dirlo, ma è così: Dambro uno di noi.

Brozovic 6 spaesato (meno meno)

Non bene, eppure crea l’occasione migliore del primo tempo. Nel secondo tempo perde giri, ma la sua presenza è talmente importante, che non se ne accorge nessuno. Quando prende il posto di Perisic a sinistra, non ne azzecca più una, ma se Pioli lo tiene in campo fino alla fine un motivo c’è. È fondamentale anche quando gioca male.

Candreva 6 meglio quando crossi 

Confuso e nemmeno troppo felice. Fino a quando non si esibisce nella sua specialità. L’assist decisivo. Non ho contato quanti sono da inizio anno, ma credo siano 6. O almeno fatemi credere a questa cosa. Mica cotiche, comunque.

Banega 6 meno meno meno 

Sarebbe un 5, ma non possiamo rovinarci la media e questo gioco da idioti. Inizia pimpante, o almeno è pimpante rispetto alle ultime prestazioni da titolare. Poi cala, ma è tutta una tattica per far entrare Joao Mario e risolvere la partita. Altruista come pochi, non vendiamolo.

Joao Mario, 6 decisivo 

È il suo numero di maglia, non poteva che deciderla lui. Entra con il piglio di chi deve decidere la partita e lo fa con una bella incursione. Lucido come la sua pelata bagnata dalla pioggia palermitana.

Perisic 6 troppo… 

Troppo veloce per il mio Sky Go, che si impalla ogni volta che lui improvvisa un’accelerazione. Poi quando la linea adsl torna in sé, lui ha perso il pallone o si è procurato un calcio d’angolo. In ogni caso l’ho visto poco. Ma è colpa di Sky Go, non sua.

Kondogbia 6 ancora tu? 

Entra a pochi minuti dalla fine ed è subito in partita. La cosa mi destabilizza e mi emoziona al tempo stesso. Il prezzo pagato per strapparlo all concorrenza ce lo siamo scordati, e adesso che non deve nemmeno fare per forza il titolare è persino un giocatore utile. Di questo passo tra 6 stagioni potremo irridere il Milan per averglielo soffiato.

Gagliardini 6 un mito 

Ho provato a pescare nel passato un giocatore come lui, che non perde un pallone, che corre dal primo al novantesimo e ne ho trovati solo due. Aaron Winter e Antonio Manicone. Forse il secondo, paradossalmente, è quello che gli somiglia di più. Fosse anche solo per scaramanzia, visto che anche lui diede il via ad una serie di vittorie consecutive che per poco non consegnarono lo scudetto a Bagnoli. Gaglia è un po’ più rock, ma nonostante sia un Millennials gioca a testa altissima, come Falcao. Ok, mi piace da impazzire. Credo sia evidente.

Icardi 6 più o meno

Prende botte da Goldaniga, un uomo mezzo difensore mezzo robot, e si mangia un gol già fatto (o almeno che, per lui, sarebbe già fatto). Siccome non saprei che altro dire, aggiungo “fa salire la squadra”, poi mi ricordo di capirci di pallone e vi segnalo il suo movimento sul gol di Joao Mario. Praticamente attira su di sé due difensori del Palermo e libera Joao Mario per il gol del successo.

Santon se ci 6 dacci un segnale 

O almeno entra in campo con una faccia più convinta. Il resto è (quasi) ordinaria amministrazione, con qualche patema. Tipo un pallone mandato in calcio d’angolo a cazzo.

Pioli, ti prego altre 6

Ci abbiamo preso gusto, e lui pure. Lo vediamo persino entrare in campo per protestare, e la cosa ci piace. O ha molta fortuna con i cambi, oppure ha capito i suoi giocatori e i momenti della partita. Io dico la seconda.

 

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Il Megapagellone: portieri e difesa (puntata 3)

I Portieri

In questo caso il cappello introduttivo è inutile essendo il giudizio sul reparto indissolubilmente legato ad un uomo solo. Lui.

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Samir Handanovic – Dipende da come lo vuoi considerare. Se lo consideri un kolossal, allora anche il Samir di quest’anno è un gran brutto film, pieno di sbavature e di comparse con l’orologio come solo alcune sfortunate pellicole in costume. Se invece lo guardi come un film indipendente, un film di culto allora Samir è un portiere eccezionale. Dipende dalle aspettative, ormai è chiaro. Arrivato all’Inter ormai troppi anni fa per avere ancora qualche asso nella manica, Samir Handanovic è un giocatore dai mezzi atletici fenomenali, dalla tecnica di base non fenomenale e dagli umori ondivaghi. Nella prima parte della stagione ha alternato parate formidabili a momenti di inspiegabile abulia. La partita casalinga con la Fiorentina deve rappresentare per lui un oscuro tabù, perché per due anni di fila ha cercato di mettersi in porta anche palloni innocui e di lasciare sempre aperta la partita. Né croce né delizia, la verità resta che Samir è un buon portiere ma non all’altezza di chi è venuto prima e si spera di chi verrà dopo. Voto 6

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Juan Pablo Carrizo – Gioca pochissimo, quando entra si toglie lo sfizio di qualche mezzo miracolo e di un rigore parato. Pare sia un fortissimo asadero e si sa che all’Inter son cose che contano molto Voto sv

Tommaso Berni – Chi? Tommaso Berni. Chi? Tommaso Berni. Chi? Il terzo portiere dell’Inter. Ah ok. Tommaso Berni. Chi? Voto sì, ma a chi?

Ionut Andrei Radu – Pazzesco come uno possa fare bene due lavori. Terzino nella Lazio e portiere nell’Inter, deve aver davvero bisogno di denaro questo ragazzo. Ah, non è lui? Voto sì, ma a chi?

 

I difensori

Ci sono tre fasi diverse del lungo autunno della difesa nerazzurra. La prima è quella manciniana in cui con buona, ottima probabilità nessuno ha fatto una mazza, troppo occupati a seguire il lungo addio dell’allenatore che non voleva più allenare. Così è capitato che chi sapeva giocare ha continuato a saperlo fare, solo un po’ più lento e appesantito e chi invece aveva limiti tattici e tecnici se li è tenuti, peggiorati da una condizione fisica drammatica. Poi c’è stato il periodo deboeriano, quello in cui un allenatore che voleva giocare con la squadra lunga e mantenendo il possesso palla, alternato per fascia, si è visto rimproverare l’idea di giocare con la squadra lunga e di mantenere il possesso palla troppo alto. C’è chi ha aiutato FdB fino alla fine, chi l’ha abbandonato per troppa fatica (Miranda, il miglior difensore dell’Inter post Samuel), e chi non ha capito nemmeno da dove iniziare (Murillo, l’uomo con i piedi montati al contrario). Infine è arrivata l’era di Pioli, che ha il merito di non pretendere che ghirlande di fiori nascano dal concime e che più realista del Re sta cercando di tirare fuori il meglio da una difesa che andrebbe più reinventata che non registrata. In attesa di un mercato intelligente (soprattutto in uscita e sulle fasce), ecco le pagelle.

 

Joao Miranda – Quelli forti li riconosci dal passo e dal piglio, nel bene e nel male. Miranda è arrivato all’Inter sperando in una terza età calcistica molto più serena e potenzialmente vincente e si è ritrovato a correre più di prima, a piazzare diagonali di 40 metri per coprire Nagatomo e a lottare da ultimo uomo contro attaccanti più smaliziati e fisici di quelli della Liga. Resta un manuale di tattica e anche se ogni tanto si è fatto mettere in difficoltà da giocatori semi sconosciuti in Europa League, la sua stagione fino a oggi è da 6,5 almeno. Un piacere vederlo giocare, una grande frustrazione vedere che nemmeno uno come lui riesce a trasmettere qualcosa di buono a Ranocchia e Murillo

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Jeison Murillo – E qui ci sono due scuole di pensiero. Chi scrive appartiene ai mezzovuotisti. Murillo è arrivato con le stigmate del campione e a oggi è il giocatore che ha collezionato più brutte figure nell’Inter degli ultimi due anni. Solo che le sue sono meno plateali di quelle di Ranocchia, che ha anche la sfortuna di una fisicità diversa. Tiene in gioco chiunque, sbaglia un passaggio su due in fase di ripartenza, perde l’uomo nell’area piccola, costringe il giocatore che scala sul suo uomo a un lavoro sfibrante e in più, dramma vero, è convinto di essere molto forte. Non lo è, potrebbe diventare un ottimo difensore se giocasse con determinazione e attenzione, consapevole dei propri limiti e non convinto del talento. Il margine per migliorare c’è, di tanto in tanto gioca partite confortanti, sarebbe auspicabile una costanza maggiore e meno spocchia. Ma con Walter Samuel dietro le quinte tutto è possibile voto 5

Andrea Ranocchia – Caro Mental Coach, a questo punto il voto tocca a te. Perché i limiti di Anderone nostro li conoscevamo bene anche prima che tu arrivassi e ormai c’eravamo rassegnati. Sei tu che lo hai convinto che le cose sarebbero migliorate e lui ha tentato di convincere noi. Quindi il voto te lo prendi tu, lui non c’entra niente. Mental Coach di Ranocchia voto 4

Marco Andreolli – Bel ragazzo, elegante, alto, educato. Porta la maglia dello Zio, cita spesso Giacinto. Sarebbe un ottimo ufficio stampa o un buon dirigente. Voto sv

Danilo D’Ambrosio – Il Perfezionista (così si è definito lui in una bellissima intervista dell’anno scorso), è uno a cui non puoi non voler bene. Si sbatte tantissimo, lotta come un leone e ci mette la voglia che spesso gli altri dieci non hanno. I limiti tecnici sono quelli di molti giocatori di corsa e sostanza, ma partita dopo partita la sua abnegazione ci ha conquistati tutti. Che sia un buon panchinaro e non un titolare di una squadra che lotta per il primato è una questione di lana caprina, perché per l’Inter di questi anni lui va più che bene. voto 6,5

Cristian Ansaldi – Non è il difensore duttile e formidabile che ci aspettavamo. Non è una delusione. Un giocatore normale, concetto raro all’Inter. Col passare delle giornate l’infortunio si allontana e la gamba comincia a girare meglio, potrebbe finire in crescendo. Un crescendo normale. voto 6

Yuto Nagatomo – La cosa migliore che ha fatto in quasi sei anni a San Siro è stata la proposta di matrimonio a stadio chiuso. La cosa peggiore che ha fatto a San Siro sono i quasi sei anni a San Siro. Nulla di nuovo in questi mesi. Sempre gli stessi errori, sempre gli stessi buchi, sempre la solita disperata impotenza di noi che ci chiediamo perché lui si e il nostro amico che giocava bene all’oratorio no. Tra i principali carnefici di FdB, che pur lo aveva relegato alla panchina preferendogli un centrale alto sei metri e ventidue. Tutti tranne Yuto, ma alla fine resta sempre lui. Voto Aiuto!

Davide Santon – Ad agosto ha sostenuto più visite mediche lui di quelli che cercavano di saltare la naja e giravano cento ospedali prima di finire, irrimediabilmente, a Baggio all’ospedale psichiatrico. Il suo ospedale psichiatrico purtroppo è l’Inter. Gioca partite decenti e all’improvviso le rovina con tocchi e amnesie scellerate. Alterna periodi in cui gli allenatori lo amano alla follia ad altri in cui lo vorrebbero eliminare fisicamente. Nel mezzo non c’è nulla, la mediocrità non fa per Santon. O niente o niente. voto 5

Senna Miangue – Il vento della rivoluzione orange ce l’aveva proposto come ala marciante del nuovo corso. alto, forte e intelligente (si dice parli almeno sei lingue, alcune anche al contrario). È un centrale difensivo prestato alla fascia ma quando è sceso in campo contro avversari ben più titolati ha saputo fare il suo. Lui e Gnoukouri sembravano esperimenti riusciti. Ora langue in panchina, nonostante qualche minuto nel triangolare di Marbella pare che per lui non ci sia molto spazio. Per quello che abbiamo visto, voto 6

Guy Eloge Yao – Ceduto. Anzi no. Prestato. Anzi no. Ceduto. Forse ma no. Prestato. No dai, non lo prestiamo. I tormenti del giovane Yao Voto sv

 

 

 

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Le pagelle con lo stesso impegno

Per non far torto alla non-dedizione dei giocatori dell’Inter e mostrare loro che abbiamo capito bene che non hanno alcuna intenzione di impegnarsi, redigeremo le pagelle di Be’er Sheva – Inter con l’attenzione, la foga e il vigore che loro mettono in campo quest’anno.

Handanovic – Ah beh, sì beh, ah beh, sì beh

D’Ambrosio – Chi?

Miranda – Blablablablablabla

Murillo – Ahahahahahahahahahahah

Nagatomo- Gnegne gnegnegne gnegnegne

Melo – Prot Prot Prot Prot Prot

Brozovic – Cucuruccucucu-Cu…

Banega – … Paloma!

Eder – Oooooh issa, oooh issa, oooh issa!

Candreva – Antani

Icardi – Sbiriguda con scappellamento a destra

Sostituzioni: no dai, non ho voglia di scriverle, sono stanco, è sicuramente colpa di de Boer

 

 

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Atalanta – Inter, le pagelle col senno di poi

Per far passare Masiello per Japp Stam ci vuole dedizione. Frank De Boer stavolta ha completamente sbagliato formazione, ma alcune prove sono ben oltre il livello di imbarazzo di questo inizio di campionato. I promossi (pochi) e i bocciati (troppi) di Atalanta – Inter:

Handanovic

Questa volta ad un centimetro dalla gloria ci va lui. È quello che lo separa dal respingere l’ennesimo rigore. Ma sarebbe stata gloria effimera, un pareggio immeritato strappato all’ultimo secondo. Provaci ancora Handa. Voto 6

Nagatomo

Chiunque passi dalle sue parti sembra Ryan Giggs dei bei tempi. A Bergamo abbiamo salutato Maxwell, ai tempi di Mourinho, non vedo perché non si possa salutare, con un solenne inchino, anche Yuto. Voto 4

Miranda

Che gli vuoi dire a Miranda? Petagna non è il più scomodo degli avversari, spesso sembra lui lo stopper dell’Inter, ma la prova del difensore brasiliano è ancora una volta sopra le righe. Degno. Voto 6.5

Murillo

Ho la sensazione che ad un certo punto della stagione (dopo il Bologna), si poteva addirittura rischiare di promuovere Ranocchia. Questo Murillo è confusionario, pronti via e regala due occasioni alla squadra avversaria, è irruento come pochi e procura pericolose punizioni dal vertice dell’area. Pericoloso. Voto 5

Santon

Cosa passa per la testa di un terzino che fa quel fallo a due minuti dalla fine non è dato sapere. Almeno ci facciano sapere la verità sulle visite mediche, perché questo Santon è un ex giocatore. Voto 4

Joao Mario

Non è lui. Sarà l’assenza di Banega, sarà un principio di saudage passata la sbornia iniziale, ma gioca la sua prima pessima partita. Voto 6, sulla fiducia.

Medel

Va bene la generosità, ma rischia seriamente di lasciarci in dieci dopo venti minuti. La terna non vede, la prova tv farà il resto. Voto 3,5

Brozovic

Ultimamente lo vedo meglio su Instagram. parte deciso con due tackle in cui mette in mostra tutta la sua voglia, voglia che va via via scemando fino a quando De Boer, disperato non decide di toglierlo dal campo. Per inserire un Kondogbia non pervenuto. Voto 4

Perisic

A destra, a sinistra, a sinistra, a destra, left, right, right, left, ezquierda, derecha, in tutte le lingue del mondo, come nell’intervista di fine partita di De Boer. Che ad un certo punto non riuscendo più a spiegare il concetto in italiano ricorre all’esperanto che piace tanto a Caressa. Una cosa è certa: Perisic non ci ha capito nulla. Voto 5

Eder

Anche lui balla da sinistra a destra, perché a sinistra rende meglio e allora viene il dubbio su chi diavolo debba giocare a destra. La sua è una partita generosa (nel senso negativo del termine) condita da un gol bellissimo. Voto 6,5

Icardi

Non beccandone una riesce persino a fare gol, quasi senza volerlo, piazzandosi al centro dell’area sull’ennesimo pallone buttato lì a caso. L’arbitro annulla, evidentemente, perché per l’estetica del calcio sarebbe stato un gol inguardabile. Voto 5,5

Ansaldi

Non male. Cioè, in confronto a Nagatomo è Maicon. Voto 6

Candreva

Gioca troppo poco per poter mettere in apprensione, con i suoi cross, Japp Stam Masiello. Doveva entrare prima. Senza voto.

De Boer

Per la prima volta ci mette del suo. Banega e Candreva sono giocatori troppo importanti per questa Inter, senza la loro classe si soffre. Sulla scelta dei terzini c’è molto da ridire, le ali invertite mi hanno ricordato il casino organizzato di Fascetti. All’olandese. Voto 4.

 

 

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Cronache

Quel che resta di Inter – Cagliari (le pagelle di una giornata molto, molto triste)

di Tommaso De Mojana

Già, si è anche giocato a calcio. Maluccio oltretutto.
Quello di ieri è stato un pomeriggio davvero triste per i nostri colori, e non per la sconfitta contro il Cagliari. Chissenefotte della sconfitta contro il Cagliari, anzi complimenti al Cagliari e complimenti a Melchiorri e alla sua bellissima storia.
Le pietose vicende extra campo verranno trattate su altre colonne, qua le pagelle di quello che si è visto in campo, secondo noi.

 

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Handanovic – Il ritratto dello psicodramma odierno. Quelli su Sau e Di Gennaro son miracoli, o giù di lì. Quella “cosa” sul tentativo di cross di Melchiorri dopo uscita a farfalla su corner semi innocuo è da lettino dello psicologo: ne parli con Ranocchia. Voto 5,5
Ansaldi – Senza infamia e senza lode: non è un fenomeno, e si sapeva, ma perlomeno sembra in grado di sfornare un paio di cross decenti a partita. La sensazione è che debba crescere fisicamente per poter dare un reale contributo alla squadra; per il momento non fa danni e, visti i predecessori, è già una notizia. Voto 6
Miranda – Solita partita sontuosa, senza sbavature, senza affanni. Lascia andare Melchiorri perché tanto è in fuorigioco, quando realizza che gliel’ha passata Murillo è troppo tardi. Anche oggi chiude la partita senza mettere le mani addosso a nessun compagno, dimostrando un self control che neanche Madre Teresa di Calcutta. Voto 6
Murillo – Qui il problema non è più se sia sopravvalutato o meno. Il problema è l’involuzione tattica di cui il colombiano è vittima da tanti, troppi mesi. Errori di piazzamento e disimpegni scellerati sono ormai una regola, tanto che il sospetto che il livello sia questo e i primi mesi dello scorso campionato fossero solo un fortunato exploit si fa largo sempre più. Voto 4,5
Santon – Vedi Ansaldi, niente di davvero utile ma per una volta neanche errori da matita blu. Lui sul fondo però non ci arriva neanche per sbaglio. Che poi, se anche ci arrivasse… Voto 5,5
Medel – Il Cagliari la tiene pochissimo, pertanto di palloni da recuperare ce ne sono ben pochi. Il non poter dare scarpate fortissime lo deprime un po’, pertanto si limita a trotterellare in mezzo al campo giocando maluccio ogni pallone che si ritrova fra i piedi. Con avversari meno quotati forse si potrebbe osare una mediana più di qualità e arretrarne il raggio d’azione, soprattutto se Murillo è questo. Voto 5,5
Joao Mario – Elegante, intelligente, efficace. Questo è uno serio, e amen quanto è costato. La garra che manca ai suoi compagni la dimostra fiondandosi a 200 all’ora sulla sua conclusione e segnando il suo primo gol nerazzurro. Se decide di scrivere un’autobiografia siamo in guai seri. Voto 7
Candreva – Non giriamoci intorno: una delle più grandi delusioni di questi primi due mesi è sicuramente lui. È sempre nel vivo del gioco, e questo è un merito, ma troppo spesso perde un tempo di gioco e troppo poco spesso riesce a far male. È vero che gli assist sono già 3, ma da uno che negli ultimi tre anni è sempre andato in doppia cifra ci si aspetta qualche gol. L’anno segnò il primo a fine ottobre. Ecco. Voto 5
Banega – Non va pazzo per gli Inter-Cagliari, e forse questo fa di lui un ottimo giocatore e non un fenomeno. Perde ancora troppi palloni e magari si illumina a intermittenza, a volte batte dei corner che gridano vendetta per uno col suo piede, ma a lui già non possiamo più rinunciare. Voto 6
Perisic – Stanco? Infreddolito dalla recente trasferta finlandese? Non ci è dato saperlo. Probabilmente no in realtà. Semplicemente una partita un po’ (tanto) evanescente. Se non girano contemporaneamente né lui né Candreva non si fanno punti, la breve storia di questa stagione dice questo. Voto 5
Icardi – Difficile valutarne la prestazione senza considerare il contesto, forse ingiusto. Sbaglia un rigore, e ci può stare, ne vede poche, ed è già capitato, ma quando ha la palla buona per il 2-0 la schiaccia fuori, e quello di solito non accade. Un minuto dopo pareggiano, com’è finita la partita già lo sappiamo. Come finirà questa storia triste ancora no. Voto 4,5 (per la partita)

Gnoukouri – Entra maluccio, entra sull’1-0 e finisce 1-2. Non è colpa sua, ma l’impatto non è certo memorabile. Voto 5,5
Eder – Entra, corre tantissimo, non fa niente di utile. Ctrl + C, Ctrl + V da gennaio ad oggi. Voto 5
Jovetic – 10 minuti, ingiudicabile. Poi se una volta una vuoi fare qualcosa puoi eh. Voto ng

de Boer – la formazione ormai è quella, forse si potrebbe pensare a Medel dietro con l’eventuale recupero di Brozovic, ma sono dettagli. Frank ha predicato pazienza soprattutto con le piccole (che poi da noi sembrano sempre il Real Madrid) e il giochetto sembra funzionare per un’oretta buona, poi qualcosa si spegne. Però “non so cosa sia successo dopo il nostro gol”, Frank, lo accettiamo solo perché pensiamo che più che altro non sai come si dica in italiano, che generosamente ti sforzi di parlare, o perché hai capito che è meglio non raccontare i cazzi propri in pubblico. Perché cosa è successo dopo il nostro gol ci aspettiamo che ce lo spieghi tu, Frank. Con affetto. Voto 5

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