Della semifinale di Supercoppa italiana (o d’Arabia?) che ha visto l’Inter superare la Lazio resta soprattutto l’impressionante sicurezza della formazione guidata da Simone Inzaghi.
La compagine nerazzurra ha infatti dominato in lungo e in largo, tenendo fin da subito le redini del match, fino al punto da farlo sembrare più una classica amichevole del giovedì (anche se si è giocato di venerdì) che uno scontro valevole per qualcosa.
La squadra di Inzaghi ha infatti prevalso in entrambe le fasi di gioco. Dal punto di vista del possesso (61%) l’Inter ha saputo manipolare agevolmente il dispositivo difensivo a zona pura utilizzato tradizionalmente da tutte le formazioni di Maurizio Sarri.
I milanesi hanno gestito benissimo la costruzione dal basso, pur agevolati da un avversario che, conoscendo le qualità dei nerazzurri, per non cadere nella trappola di farsi attrarre dal palleggio basso avversario, decideva di aspettare l’Inter in un blocco medio (49.62m il baricentro biancoceleste quando la palla ce l’aveva l’Inter).
Questo atteggiamento ha certamente aiutato la compagine capitolina a non allungarsi (30.96m la lunghezza media dell’undici romano in fase difensiva) ma finiva per agevolare il settaggio del possesso da parte interista.
Per di più la Lazio non riusciva ad oscurare i costruttori nerazzurri. Alla fine infatti i vari Hakan Çalhanoğlu (92), Benjamin Pavard (89), Francesco Acerbi (91) e Alessandro Bastoni (83) toccavano una infinità di palloni.
Sfruttando poi le difficoltà difensive dei laziali, l’Inter finiva per crearsi molte occasioni che avrebbero potuto rendere il punteggio finale ancor più pesante per la squadra di Sarri.
Ma l’Inter non ha avuto la meglio soltanto sul piano offensivo. Difensivamente infatti i ragazzi di Inzaghi non hanno concesso nulla, limitando la Lazio ad appena 5 tiri totali, nessuno dei quali nello specchio della porta difesa da Yann Sommer.
Merito di questa prestazione in fase di non possesso è da attribuire alla pressione forte esercitata dalla formazione interista quando era la Lazio a manovrare.
Ad attendere l’Inter nella finale di lunedì ci sarà il Napoli dell’ex Walter Mazzarri. Vedremo che partita si svilupperà. Non è improbabile che l’allenatore livornese decida di confermare la linea a cinque vista in semifinale con la Fiorentina. In questo modo il Napoli riempirebbe tutti i corridoi verticali del campo, senza rischiare di andare in inferiorità numerica in situazione di attacco posizionale nerazzurro.
È altresì plausibile che Mazzarri decida di aspettare i nerazzurri, cercando poi di risalire velocemente il campo in contropiede sfruttando la velocità di Khvicha Kvaratskhelia e Matteo Politano.
Rispetto alla Lazio, il Napoli ha più qualità e dovrà puntare su questa per cercare di impensierire quell’Inter in condizione e sicura di sé ammirata ieri a Riyad.
