La storia la scrive chi vince. E questo capitolo lo ha scritto il mister. Firma autografa, edizione di prestigio.
Questo derby è tuo, Luciano: con Vecino gli hai messo una spina nel fianco, con Lautarlo li hai tramortiti, ad ogni mossa di Gattuso hai risposto come Kasparov su una scacchiera. Nel momento peggiore, la prestazione migliore; nel momento dello sbando, ti sei messo a capofila e la truppa ha riconosciuto in te il suo Capitano. Quando la stagione finirà faremo i conti, ma tu avrai validi argomenti: questa sera la squadra era nelle tue mani, la compattezza è stata la bandiera di questa partita, la vittoria arriva di squadra. E quando vince il collettivo, con questa grinta e questo gioco, nessuno te lo può sfilare: complimenti, Luciano. Prenditelo, rivendicalo, porta a casa il pallone: questo derby è tuo.
Questo derby è anche tuo, Matias. Innegabile. Un primo tempo con un passo superiore, il solito gol pesante, grinta da vendere, leadership tracotante.
Questo derby è tuo, Lautaro: questo è l’atteggiamento che vuole vedere il popolo neroazzurro, questo è l’approccio che chiede l’interismo. Segnati questa data. No, non il gol: quello è relativo. Conta tutto il resto, conta la postura, contano i palloni conquistati, contano i metri fatti. Dillo a papà: oggi sei diventato grande. Il derby non lo vince chiunque.
Questo derby è tuo, Skriniar. PiateCHI? Un solo Milan ha vinto questa sera, ed è quello giusto.
Questo derby è vostro, nostro. Questo derby è di chi sa che questa non è una squadra qualunque, che “amala” è una parola che impone sofferenza e impegno, coinvolgimento totalizzante. Questo derby è di chi sapeva che, sebbene scompaginati, siamo ancora vivi. Non saranno post o editoriali a darci il colpo di grazia: siamo ancora lì, con tre pesantissimi punti in più e un passo in meno da fare sulla strada verso l’ultimo vero obiettivo rimasto.
Questo derby non è tuo, Maurito. Eh no, tu non c’eri. Le mani dietro le orecchie le mettiamo noi, tutti noi che stasera abbiamo buttato il cuore in campo. Tu non c’eri.
