Siamo così, è difficile spiegare, certe giornate amare, lascia stare (Roma – Inter 2 a 2)

Ottantesimo minuto o giù di lì.

Angolo per l’Inter, palla a Politano. I saltatori in aera. Rincorsa, scamorza sul primo difensore, palla spazzata fuori.

Passa un minuto, altro angolo per l’Inter.

Palla a Politano, altra scamorza sul primo palo, palla respinta.

Indovinate un po’?

Terzo angolo per l’Inter, quella volta ci va Brozovic, non può finire allo stesso modo. No? E invece sì, una palla oscenamente molle e corta.

Roma – Inter è tutta lì, una serie di occasioni mancate per indolenza, troppo campo concesso alla Roma più in difficoltà degli ultimi anni (senza Dzeko, De Rossi, Pellegrini e Fazio), ma più convinta degli ultimi mesi. L’Inter soffre di quella stranissima forma di apatia e compiacimento dei propri mezzi che trasforma ogni dicembre nel mese della Marmotta. Giochicchiamo, passicchiamo, difendicchiamo e non riusciamo nemmeno a spaventarci quando dovremmo (un rigore clamoroso negato alla Roma e un palo a botta sicura). Un brutto risultato? No, qualche mese fa ci avremmo messo la firma, ma il punto di oggi è una piccola dose di veleno da mandare giù, quella fastidiosa sensazione di incompiutezza che da anni ci affligge tutti. Male? No, malino. Una cosa da innervosirsi ma nemmeno troppo, piccole frustrazioni.

La Juventus con tutta probabilità vincerà il suo ottavo scudetto in cavalleria. Daremo la colpa alla VAR, allo stadio di proprietà, agli arbitri, all’AIA. Faremo tutto quel che serve per sentirci meglio e in alcuni casi avremo pure ragione, ma sarebbe bene tenere a mente le immagini di oggi, dei tanti contropiede buttati via per indolenza, degli esterni che non tornano a coprire e lasciano alla Roma la superiorità sistematica. Tenere a mente le immagini di una squadra che ancora non riesce a doppiare le prestazioni, a giocare con intensità domenica e mercoledì.

Stanchi per Londra? Forse, forse scarichi mentalmente. Fatto sta che è strano che un 2 a 2 a Roma (due volte in vantaggio), suoni come una mezza sconfitta, ma così è.

Siamo così, è difficile spiegare, lascia stare.

LE PAGELLE

Handanovic 5,5 – Mi appello al giudizio dei portieri, unici a poter valutare con competenza una prestazione così. Ci va sempre ma non la tiene mai. Para una punizione difficilissima ma poi rimane immobile sul tiro di Under da venti metri. Una botta impressionante ma Handa non muove un sopracciglio, con il sospetto della solita modalità risparmio energia.

D’Ambrosio 7 – Migliore in campo. Corre come un matto, mette l’assist per Keita, copre e appoggia sempre bene su Joao Mario. Il Perfezionista al suo meglio

De Vrij 6 – Bene, quasi molto bene, tranquillo in appoggio e solido sulla prima punta quando tocca a lui, si fa anche vedere in avanti. Non impeccabile sul cross che provoca il rigore.

Skriniar 6,5 – Nel primo tempo ho avuto paura che se mi fossi alzato dal divano e mosso incautamente verso la televisione, sarebbe arrivato anche da me, mi avrebbe fermato in tackle. Ne secondo cala un po’, vedi il suo compagno di reparto.

Asamoah 6,5 – Soffre tantissimo perché Perisic lo lascia sistematicamente solo nella metà campo difensiva, lo puntano sempre in due e lui spesso ne esce vivo. Gran bel giocatore, quando riparte e rompe il ritmo è un piacere da vedere.

Brozovic 6 – Meriterebbe di più ma quel gesto istintivo e folle che causa il rigore per la Roma è davvero difficile da digerire.

Borja Valero 6 – Gioca e corre compassato e preciso come pochi, il problema è quando si ritrova sul piede una palla da tirare forte in porta, solo in quel caso esce l’elegante dopolavorista fiacco che alberi in lui.

Joao Mario 6 – Sempre di prima, sempre di esterno, quasi sempre bene. Che non sia un trequartista di lotta è chiaro a tutti e in serate come questa è un po’ un problema, perché gioca sempre sul velluto.

Keita Balde 6,5 – Segna di stinco su una palla tesa e tutto è perdonato.

Perisic 4 – Proprio così. Quattro. Perché si può essere fuori palla, fuori forma, fuori tutto. Si può essere reduci da un mondiale meraviglioso e non aver più voglia del campionato italiano (con il piccolo dettaglio che se guadagni svariati milioni di euro all’anno la voglia te la fai venire, ma questo è un argomento troppo populista e non lo opporremo), ma non si può mai, ripeto mai giocare con questa oscena svogliatezza. Non si possono mettere in difficoltà i compagni e fregarsene così, soprattutto non dopo la settimana di un’intervista così infelice.

Icardi 6,5 – Sbaglia almeno due palle non da lui. Poi prende una scaletta invisibile, si arrampica lassù e segna uno splendido gol di testa.

(Vecino e Lautaro SV – Politano 6, nonostante gli angoli sbagliati)

 

 

One thought on “Siamo così, è difficile spiegare, certe giornate amare, lascia stare (Roma – Inter 2 a 2)

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  1. E che ne dici di Zaniolo? Ci pentiremo di averlo mandato via, come i nostri vari Pirlo, Seedorf e via dicendo

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