Do The Right Thing (Lazio – Inter o anche di come far sembrare facili le cose difficili)

Due preparazioni estive complete. Sedici mesi alla guida dell’Inter. Luciano Spalletti è uno di quelli con il pallino di insegnare calcio, di mettere gli uomini in condizione di giocare senza affanno, di non sentire la pressione nei momenti difficili. Per farlo serve uno schema, servono esecutori all’altezza e serve la certezza di poter lavorare senza intromissioni indebite né problemi ambientali. All’ultimo fattore pensa la società, sempre più solida e pronta a dare risposte (o almeno così promettono, finalmente), a tutto il resto sta provvedendo Luciano Spalletti da Certaldo, allenatore moderno nei modi e antico nella sostanza, in quella capacità unica di essere schietto e proteggere il gruppo.

Subito dopo la sconfitta con il Barcellona aveva rifiutato la compassione di Ilaria D’Amico, che amichevolmente aveva offerto la via d’uscita del Barcellona Imbattibile conto i Poverini. No grazie, non siamo dei poverini e non c’è nulla di ineluttabile, si va in campo per giocare e provare a vincere. Posto che la partita contro il Barcellona era stata del tutto dignitosa, è evidente che le ambizioni sono diverse. L’ambizione è fare sempre la partita e per riuscirci bisogna fare la cosa giusta.

Il calcio è solido, ‘un è liquido (Luciano Spalletti)

Cosa significa? La difesa prima di tutto. I centrali si muovono in armonia, la rotazione a tre funziona e nessuno ha paura di giocare la palla in uscita. Gli esterni appoggiano il palleggio, due buoni titolari, alcuni ottimi cambi che garantiscono meno qualità ma non lesinano corsa. Un centrocampo strepitoso e imprevedibile. Brozovic è uno dei migliori centrali di manovra del campionato e questa è la più grande intuizione di Spalletti. Recuperato lo scorso anno nel morale, arricchito da un buon mondiale, a oggi Brozo è qualcosa di unico e irrinunciabile. Vecino è un giocatore trompe l’oeil, se lo aspettano tutti lottatore statico, vai a vedere i numeri scopri che corre come uno psicopatico e che ha grande qualità negli inserimenti e in rottura e ripartenza. Tutto questo accade con Nainggolan a mezzo servizio. Davanti c’è la crescita continua di Politano, il lento recupero di Perisic (rimasto con la testa a quella finale mondiale), e la conferma di un giocatore splendido come mauro Icardi, più forte di gossip e sciocchezze, più forte di tutti.

Veniamo a stasera. Spalletti rivendica (poco fa in diretta su Sky Sport), il concetto di continuità. L’Inter di stasera non nasce stasera. L’Inter di stasera viene da lontano e per andare a imporre il proprio gioco  Roma bisogna prima averlo, un gioco. Un primo tempo bellissimo, concreto e ordinato, giocate semplici che in realtà non lo sono. Palla avanti e indietro alla velocità cui cominciamo ad abituarci, gli esterni che accompagnano tutte le azioni, l’atteggiamento. Spalletti insiste all’infinito sul concetto di atteggiamento da sempre, ora comincia a essere evidente cosa intenda. Quando infatti nel secondo tempo il verbo di Luciano è mancato (la fine del pressing nella loro trequarti). la Lazio ha preso troppo campo. Che poi, nemmeno tanto, ma tocca cercare il pelo nell’uovo. Dettagli, sfumature atteggiamenti.

L’unica piccola stonatura della serata è stata la feroce incazzatura di Spalletti con lo zio Bergomi, nume tutelare della squadra che si è accollato le responsabilità di quelle idiozie sul Milan tecnico, più tecnico dell’Inter. Pazienza Luciano, pazienza. La miglior risposta è sempre il campo e stasera il campo ha parlato chiarissimo.

Le Pagelle

Handanovic 7,5 – Più che le parate difficili rese facili, bello l’atteggiamento e la serenità con cui ha accolto anche le pochissime sbandate della sua difesa. Così gioca il grande portiere di una grande squadra, chiamato in causa di tanto in tanto, fondamentale quando accade (la chiusura su Immobile è da fenomeno)

Vrsaljiko 6,5 – Bravo e ordinato, corre e appoggia sempre Politano, offre l’apertura per la prima palla ai centrali e sembra recuperare fiducia e forma fisica minuto dopo minuto in campo

Miranda 7 – Decisivo su Immobile, chiusura in estirada in area, senza fallo. Grande partita, senza fronzoli, senza tentennamenti. Lui e Skriniar soffrono un po’ Correa negli ultimi minuti.

Skriniar 6,5 – Immobile simula, lui non ci casca, Immobile cade, lui lo lascia cadere (anche nel ridicolo), e lo fa innervosire. Poi e quando serve, qualche sportellata anche a Caicedo, per non farlo soffrire di solitudine. si affaccia anche di là, una bel colpo di testa su angolo.

Asamoah 6,5 – La Lazio lo priva di un punto di riferimento, di là vanno in tanti a cercare gloria ma non passa nessuno. Più preciso del solito, più abbottonato del solito.

Brozovic 8,5 – Possiamo dirlo? Possiamo scriverlo? Il miglior centrocampista del campionato, almeno a oggi. Gioca un numero disumano di palloni, ne sbaglia pochissimi e uno si chiede se sia lo stesso di due anni fa. Un’intelligenza calcistica pazzesca, imprevedibile. Il gol, bellissimo, è un momento di nostalgia per il se stesso trequartista.

Vecino 7 – Non serve sempre la Garra Charrua, a volte basta l’enorme qualità invisibile e la tessitura di una tela senza la quale l’Inter soffrirebbe moltissimo. Prova come al solito a segnare, non molla mai. Ci mette anche una palla decisiva per Icardi.

Joao Mario 6,5 – Bel primo tempo. Un segnale importante quando perde la solita palla un po’ indolente, rincorre l’avversario e la recupera. Spalletti ha dichiarato a fine partita che il ragazzo è molto emotivo ma incredibilmente educato e disponibile. Al di là dei giudizi del recente passato, di quanto scritto e detto, se davvero ha voglia di metterci gambe, cuore e un po’ di umiltà, per noi potrebbe essere un altro acquisto importante.

Politano 7 – Moto perpetuo, fa l’inferno sulla sua fascia, costringe Radu a un fallo di frustrazione orrendo, strappa ogni volta che ne ha la possibilità. Se solo decidesse di scaricare quel sinistro in porta quando si accentra e salta l’uomo, parleremmo di un vero piccolo fenomeno.

Perisic 6 – Qualche timido e meno timido segnale di ripresa. Conclude male ma si da da fare e salta l’uomo. Fornisce anche un assist bellissimo (non sfruttato), a Maurito.

Icardi 8 – Un gol da opportunista, uno da campione. E poi movimenti, occasioni sbagliate, leadership. Una squadra costruita a immagine e somiglianza del centravanti più freddo e implacabile del campionato.

(Borja Valero 7 – Entra sereno, in controllo e si toglie anche lo sfizio di una palla bellissima a Icardi, quella del secondo gol di Maurito)

(Keita Balde sv)

2 thoughts on “Do The Right Thing (Lazio – Inter o anche di come far sembrare facili le cose difficili)

Add yours

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: