Preview tattica di Inter – Tottenham

La dura sconfitta interna subita dall’Inter ad opera del Parma nell’ultima partita di campionato non rappresenta la premessa migliore per il ritorno dei nerazzurri in Champions League, competizione dalla quale il club meneghino mancava dalla stagione 2011/12.

Per Spalletti e per i suoi uomini una vigilia quindi carica di tensioni, con rumors insistenti che danno il tecnico toscano in pericolo di esonero in caso di risultato e prestazione negativa contro gli Spurs.

L’Inter che si presenta quindi a quello che rappresenta già, a suo modo, un primo, cruciale snodo della stagione ha più dubbi che certezze. Spalletti non è ancora riuscito a dotare la squadra di una identità tattica precisa con oscillazioni fra un calcio più di possesso, posizionale ed uno più verticale che fa dei traversoni l’arma di rifinitura maggiormente utilizzata dalla squadra (ben 51 nella sola partita contro il Parma).

La tabella whoscored.com con il numero di traversoni prodotti dall’Inter col Parma.

Contro il Tottenham, Spalletti dovrebbe riproporre una difesa ibrida tre/quattro che, oltre che rispettare la sua idea di gioco, consentirebbe all’allenatore toscano di poter schierare contemporaneamente il trio difensivo composto da De Vrij, Skriniar e Miranda e di sopperire così alla mancanza di un terzino destro dopo gli infortuni occorsi a Vrsaljko e D’Ambrosio. La presenza di Asamoah a sinistra fungerà da equilibratore per trasformare appunto la retroguardia da tre a quattro, con conseguente scivolamento laterale a destra di Skriniar.

Il problema resta nella zona centrale del campo. L’Inter avrà bisogno di una grossa prestazione da parte dei due centrocampisti centrali, in particolare di Brozovic che dovrà dare una mano alla fase di impostazione nerazzurra per evitare il pressing inglese. Il compito di affiancare il croato dovrebbe verosimilmente spettare a Vecino: l’ex viola non è certo un regista ma i suoi strappi in avanti potrebbero comunque risultare utili per saltare la prima linea di pressione avversaria, permettendo così all’Inter di acquisire una certa fluidità di manovra e di collegare il centrocampo con l’attacco.

Nella trequarti offensiva sarà poi vitale il lavoro dei vari Perisic, Candreva e Nainggolan. Il primo dovrà garantire ampiezza ad una fascia desta nella quale sarà chiamato a cantare e portare la croce, avendo alle spalle Skriniar e non un terzino di ruolo. L’esterno croato avrà invece il compito di allargare le maglie difensive degli Spurs, andando in uno contro uno col terzino destro Aurier, che Pochettino ha preferito al nazionale Trippier per scelta tecnica. Infine, Nainggolan dovrà cercare di accompagnare Icardi negli ultimi trenta metri di campo ma anche di contrastare Dembélé in fase di impostazione. Sia Perisic che l’ex romanista avranno poi il compito di aiutare l’argentino a riempire l’area di rigore in occasione dei traversoni provenienti dall’esterno.

Per quanto riguarda invece il Tottenham, Pochettino potrebbe confermare il 4-3-1-2 utilizzato recentemente oppure tornare al più tradizionale 4-2-3-1.

In entrambi i casi risulterà fondamentale per gli Spurs la fase di costruzione bassa: con il tecnico argentino che chiede ai suoi terzini di alzarsi a garantire ampiezza e profondità, risulta determinante il lavoro dei due mediani Dembélé e Dier che sono in grado di bypassare la prima pressione avversaria sia sul corto che sul lungo. Qualora l’Inter decidesse di pressare alto, anche solo in alcune fasi dell’incontro, i nerazzurri dovranno prestare la massima attenzione all’organizzazione del loro blocco difensivo.

In fase di difesa posizionale, invece, la squadra di Spalletti dovrà soprattutto chiudere la zona di trequarti, dove agisce Eriksen. Il danese è un giocatore mobile ma è in quella zona di campo dove può creare più pericoli con i suoi passaggi filtranti.

Eriksen può fornire assist da ogni zona della trequarti offensiva.

In generale, in queste fasi, la squadra di Spalletti dovrà essere attenta a non abbassarsi troppo per non rischiare di allungare la distanza con Icardi, rendendo di conseguenza difficile risalire il campo in transizione e rischiando invece di venir soffocata dal pressing ultra-offensivo degli Spurs.  Eriksen, Lucas Moura e Son (se dovesse giocare) sono giocatori in grado di combinare bene anche in spazi ristretti e portarli troppo vicini alla propria area potrebbe risultare estremamente pericoloso per l’Inter.

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