Atletico Madrid – Inter 0 a 1 (i riflessi filmati, i filmati riflessi, gli effetti speciali e la tigna di Dalbert)

Dice: è calcio d’agosto. Vero, ma se il campionato inizia a metà agosto quel calcio lì tocca prenderlo sul serio. Giochiamo al Wanda Metropolitano, che in qualche modo suona sempre come un omaggio a Maurito e famiglia. Il Cholo mette in campo una squadra a metà, Luciano risponde con quel che ha e molte idee. De Vrij fuori per far spazio a Miranda, Skriniar architrave della squadra, D’Ambrosio e Dalbert larghi, San Marcelo Brozovic protettore dei pazzi in mezzo a fare gioco, con Asamoah e Vecino fabbri di talento. Davanti a loro Politano, Lautaro e Mauro Icardi (Metropolitano).

L’Inter che ha in mente Spalletti corre molto, una squadra di forsennati che giocano tutti i palloni, partono dal basso e si appoggiano sugli esterni che impostano anche alla cieca, ma non la buttano mai via. Veloci, determinati nei contrasti, i colchoneros sembravamo noi. A una settimana dal detestabile Sassuolo ci son cose che funzionano già benissimo nonostante l’assenza di due incursori formidabili come Nainggolan e Perisic e quella più scontata e normale di Keita, che ancora non è ufficialmente nerazzurro.

Su un velo del Toro, una di quelle cose belle e plastiche che non si vedevano dai tempi di Eto’o e Milito, Mauro ha rischiato di segnare con un pallonetto troppo poco velenoso. Poco male, ci ha pensato Lautaro dopo qualche minuto, uno di quei gol talmente belli che sembrano finti, disegnati in grafica al computer. Un effetto speciale. Di lì in poi l’Inter ha continuato a giocare, senza ai retrocedere e lasciare campo (solo nel finale, dopo tutti i cambi, la squadra si è disunita e arroccata un po’). Se calcio d’agosto deve essere, speriamo continui a somigliare a questo.

Passiamo alle 10 note positive della partita.

  1. Handanovic ha fatto una parata mostruosa e qualche buona uscita. Ha detto e ripetuto per anni di volere la Champions, è stato accontentato e se questo è il piglio con cui l’affronta, non possiamo che sorridere
  2. Dalbert, l’oggetto misterioso, la vittima di scherno, scherzi e bullismo-social ha giocato un’ottima partita, tutta corsa e chiusure. Non sarà un’aquila nella parte tattica del gioco, ma quello di stasera è un buonissimo terzino
  3. Brozovic è il cuore e l’anima della squadra. Siamo drammaticamente e felicemente Brozo-dipendenti, che è una di quelle cose che ti danno da pensare: essere nelle mani di un pazzo è allo stesso tempo affascinante e pericoloso
  4. Lautaro Martinez è un giocatore dalle potenzialità illimitate. Il gol di stasera un gioiello, presumibilmente il primo di una lunga serie. Possono giocare insieme? No, devono giocare insieme.
  5. Far giocare Asamoah terzino/esterno è un delitto. Arrivato alla Juve da centrale, uno dei migliori del campionato, ora che è andato via dalla Juve può tornare a fare il suo lavoro
  6. Con Skriniar non si passa, semplice. Ha ricominciato esattamente da dove aveva interrotto l’opera. Un difensore splendido
  7. Politano gioca con una disciplina e una voglia rara. Sempre in appoggio e libero quando l’azione parte dal basso, è un giocatore molto, troppo sottovalutato
  8. Mauro ha sbagliato un gol facile ma si è messo a disposizione della squadra correndo come un matto e ripiegando spesso in difesa. Non solo un attaccante, non uno qualsiasi
  9. Vecino pare quello dei primi mesi dell’anno scorso. Se la pubalgia gli da tregua e se alla fine decide di restare (e decidono che resti), può rendersi più che utile alla causa
  10. De Vrij ha giocato pochi, pochissimi minuti, ma è talmente bello sapere che c’è…

 

PS per favore, prima di tornare mettete Modric in valigia.

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