Breve guida a Sime Vrsaljko

In una estate bollente non solo climaticamente ma anche a livello di calciomercato l’Inter, in attesa del sogno Luka Modric, si assicura le prestazioni di un altro croato, il laterale destro Sime Vrsaljko.

L’ex Atletico Madrid torna quindi in Italia dopo le esperienze con Genoa e Sassuolo, portandosi dietro un carico di esperienza in più dopo essere stato alla corte di Diego Simeone con i colchoneros.

Nello scacchiere tattico disegnato da Luciano Spalletti per l’Inter di questa stagione, il croato va ad occupare la casella di esterno destro, ruolo che può ricoprire sia come esterno di centrocampo con una difesa a tre sia come terzino in una linea difensiva a quattro.

Dal punto di vista tecnico Vrsaljko non ha avuto una grande stagione a livello di traversoni, nonostante le indubbie qualità e, in questo senso, se dovessero riproporsi queste problematiche, potrebbe farsi sentire la mancanza di Cancelo.

Diventato un elemento fondamentale per i nerazzurri nella scorsa stagione il portoghese infatti era assurto al ruolo di vero e proprio ‘regista’, pur giocando defilato sulla fascia destra. Infatti, molte delle azioni della squadra di Spalletti passavano dai suoi piedi, soprattutto ad una certa altezza di campo dove Cancelo si faceva notare per la sua capacità nei cross e nell’indirizzare alcuni flussi di gioco della squadra attraverso passaggi in diagonale utili sia per superare la linea di pressione avversaria che per permettere all’Inter di risalire il campo.

A Vrsaljko non potrà essere chiesto lo stesso tipo di lavoro. Il 26enne difensore nativo di Fiume è infatti un esterno più classico: abile in fase difensiva e ordinato in quella di possesso, dove può utilizzare le proprie qualità tecniche.

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From Modric to Vrsaljko…una combinazione che i tifosi nerazzurri sognano di rivedere a San Siro.

Nella Croazia finalista ai mondiali il gioco era orientato verticalmente e Vrsaljko aveva il compito di aiutare la squadra a raggiungere quanto prima la metà campo avversaria, dove la fase offensiva continuava a svilupparsi sugli esterni grazie al lavoro di Perisic e Rebic.

Nell’Atletico Madrid invece, con una impostazione più difensiva come quella data da Simeone, le sortite offensive di Vrsaljko erano fortemente limitate. In questo senso all’Inter il croato troverà più opportunità per partecipare alla fase offensiva, alla quale potrà contribuire in maniera più incisiva di D’Ambrosio.

Su questo aspetto inciderà la capacità del croato di combinare con Politano. Con l’Inter che ha aggiunto fasi di attacco posizionale al proprio approccio tattico in possesso palla, l’esterno offensivo nerazzurro avrà la possibilità di muoversi all’interno del mezzo spazio destro, lasciando la corsia destra libera per le avanzate di Vrsaljko. Anche in questo caso si dovrebbero notare differenze con Cancelo.

Infatti, mentre il precedente titolare della corsia destra difensiva nerazzurra spesso veniva a giocare all’interno del campo, occupando proprio il mezzo spazio destro (e anche in questo sta il suo essere stato una sorta di regista l’anno scorso), lasciando l’out a Candreva, Vrsaljko tende ad agire più lateralmente come un classico terzino di spinta. Scambi di posizione all’interno del campo fra il croato e Politano non se ne dovrebbero quindi vedere, almeno sulla carta. Spalletti però ci ha abituato a modifiche tattiche inattese per l’Inter così questa soluzione non è totalmente da escludere.

Ma Vrsaljko potrà anche contribuire alla fase di prima costruzione nerazzurra andando a formare un triangolo con De Vrij (o Skriniar) e Brozovic che dovrebbe aiutare l’Inter a far uscire velocemente la palla da dietro. Indipendentemente dall’uso di una difesa a tre o a quattro (con Spalletti che sembra orientato ad utilizzare un 4-2-3-1 che diventa 3-4-2-1 in fase di possesso o a partire direttamente da quest’ultimo modulo di gioco) quello che dovrebbe rimanere è infatti la scelta di favorire un’uscita la più pulita possibile da dietro attraverso i centrali difensivi e Brozovic. In entrambi i casi gli esterni nerazzurri sono solitamente chiamati a guadagnare campo in avanti ma non è da escludere, almeno ad inizio costruzione, che Vrsaljko possa rimanere ancorato ai centrali proprio per favorire la circolazione della palla.

Vrsaljko in appoggio alla fase di costruzione croata.

Anche in questo caso il croato potrà far valere la sua tecnica individuale ma dovrà adattarsi a questo tipo di uscita palleggiata dopo due stagioni trascorse in un calcio più diretto come quello praticato dall’Altetico Madrid sotto Simeone.

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