Rilàssati (o rilassàti?)

Rilassati, oggi è domenica.

Tu che uscirai con la fidanzata, non dovrai far altro che assecondare i suoi discorsi come hai già fatto altre volte, ma stavolta senza telefono in mano né auricolari nelle orecchie. Dovrai solo mascherare in queste ore quegli sporadici gesti scaramantici che in passato funzionarono: quella foto, quell’aperitivo, stesso posto, stesso bar.

Tu che avrai pranzo in famiglia, molto probabilmente avrai da affrontare il discorso sullo scudetto e sull’addio di quel bianconero, ma potrai farlo con quel tono equilibrato e quell’impostazione aristocratica di chi ha cose più importanti a cui pensare. Non ti lascerai strappare fuori le opinioni, non oggi, perché oggi discuterne con loro sarebbe più futile del solito. Tantomeno se ci si tuffa nella matematica post-calciopoli con le sue somme aritmetiche che cambiano tra Torino e Milano.

Tu che dovrai andare al centro commerciale, cercherai negli occhi dei passanti quella tua stessa distrazione, e a volte penserai anche di averla incrociata negli occhi di qualcuno in quei pochi istanti in cui gli sguardi si incontrano. Rassicurerai quell’estraneo con un segno di assenso e di sicumera, perché trasmetterla e condividerla è importante quanto trovarla in sé stessi.

Tu che rimarrai a casa ed avrai la tentazione del telecomando, avrai l’occasione buona per evitare i campi da gioco per goderti un bel film. Magari potrai abbonarti a Netflix, giusto perché girando su Sky rischieresti troppo di digitare “200” impulsivamente e di cadere troppo presto in un logorante pre-partita. Ma non accadrà. Sei forte.

Rilassati, oggi è domenica.

Hai già letto i giornali. Hai già visto tutte le analisi sulle diverse impostazioni psicologiche con cui le due squadre arriveranno alla partita di stasera. Hai già metabolizzato tutte le emozioni contrapposte che i gemellati hanno già scritto nella nostra storia, le hai già superate, le hai già rimosse: non è questo il giorno per rimetterle in discussione. Niente YouTube, quindi; niente fanpage, niente profili di giocatori, niente di niente: bisogna arrivare con un solo respiro a questa sera, con tutte le energie possibili, come se anche le tue potessero servire.

Ci sono poi quelli a cui non interessa il pallone. Non possono capire. Con loro passerai inosservato, ma potrebbero sospettare quel tuo ignorare l’argomento, quel tuo ignorare le notifiche, quel tuo volare alto una volta tanto su ogni cosa che possa anche solo far lontano riferimento alle città di Roma e di Milano.

Il rischio più grosso sono gli amici, quelli con cui condividi medesima fede, quelli che potrebbero cedere all’ansia e iniziare a scriverti messaggi in cerca di sicurezze, di pronostici, di pre-analisi, di pre-giudizi, di “non ce la meritiamo”, di “non ce la faremo”, di “dobbiamo cambiare mister”, di “non andiamo da nessuna parte”. Spendi con loro lo statista che è in te, hanno solo bisogno di qualcuno in cui credere ed a cui affidarsi, un riferimento con cui sfogare queste ultime ore. Regala loro lo stesso sguardo che il mister regalerà ai nostri.

Ma tra di noi, diciamocelo, sarà tutta una grande, enorme, finzione. Una finzione lunga fino alle 20 almeno, e grande quanto lo scrivere tutte queste parole senza mai citare il nome della squadra, né di un giocatore, come se stessimo parlando d’altro. Figuriamoci.

La verità è che oggi non puoi rilassarti, perché oggi è domenica.

Quella domenica.

 

di Giacomo Dotta

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