Quel che rimane del derby

di Giacomo Dotta

Che boato!! L’avete sentito, vero? Abbiamo esultato tutti mentre Icardi festeggiava e mentre tutto lo stadio indicava Candreva per la genialità profusa in quell’assist. Ci siamo abbracciati, abbiamo sentito il gusto del grande rilancio, braccia aperte e pugni chiusi. Certo il boato è sfumato nella delusione quando è intervenuta la VAR a toglierci quella gioia, ma va bene così: benedetta sia la VAR, quante cose avrebbe cambiato in quegli anni che noi tutti ben ricordiamo.

Vi ho sentiti urlare e saltare in piedi anche poco dopo, quando quel pallone non poteva che entrare e invece Icardi, il cecchino Icardi, l’ha ciabattata a porta vuota colpendola di retrotiba. Certo il boato è sfumato nella consapevolezza del fatto che, se avesse segnato, sarebbe stato nuovamente annullato per fuorigioco e quindi la delusione sarebbe stata soltanto doppia. Va bene così, stavamo comunque facendo una bella partita, e poi c’è ancora tempo, non è il caso di disperare.

Ma il boato più grosso l’ho sentito proprio all’ultimo minuto, ve lo ricordate bene: brucia ancora. Avete urlato tutti anche se avete visto il pallone uscire prima ancora di capire cosa avrebbe significato buttarlo dentro lì, in quel modo, in quel momento. Mani nei capelli, tutti, a imprecare con la stessa lingua dei segni, con le stessa faccia paonazza, con gli stessi occhi increduli, con lo stesso sguardo in cerca di spiegazioni che nessuno sa trovare.

Questo ci rimane di questo derby: tre disperazioni vissute tutti insieme. Ma non solo. Ci rimangono anche gli applausi scroscianti a Candreva, esplosi all’unisono. E l’approvazione collettiva per i lanci di Brozovic, standing ovation. Ed il nostro annuire ogni volta che il pallone arriva sotto la suola di Cancelo, laddove sai che può nascondersi una magia. E che applauso quando Rafinha ha fermato in scivolata quel marcantonio di Kessie. Di questo derby ci rimane questa voce corale, questo abbraccio gigantesco che da una parte all’altra dello Stivale vale come un voto a San Siro: lo stadio rimarrà pieno da qui a fine campionato, perché il patto tra squadra e tifosi è definitivamente sancito.

Questo ci rimane di questo derby: la convinzione tangibile di essere tornati ad essere una squadra. Sulla pelle rimane la sensazione di aver nuovamente sincronizzato i cuori. Nella mente si è innestata l’idea per cui tra il nero e l’azzurro ci siano nuovamente milioni di sfumature pronte a gioire, disperarsi, tifare, riempire lo stadio e credere #finoallafine in questa qualificazione alla prossima Champions. Hashtag non casuale, ovvio, visto che dovranno passare anche loro a queste parti, a breve. Hai visto mai?

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