Le nostre 10 domande a Suning

Secondo un antico detto domandare è lecito, rispondere è cortesia. Siamo certi che anche in Cina esista una versione di questo adagio popolare. Siamo anche certi che Suning abbia a cuore i tifosi dell’Inter, che il signor Zhang Jindong sia consapevole del fatto che investire in un club antico e glorioso, seguito con passione da milioni di tifosi in Italia e nel mondo, comporti una responsabilità emotiva nei loro confronti. Possedere un club del livello, della fama e delle dimensioni dell’Inter significa gestire i sentimenti di molte persone ed è impossibile farlo senza coinvolgimento, senza trasporto e senza una completa conoscenza della storia e dei fatti. La nostra impressione è che tra la proprietà dell’Inter, la dirigenza e l’area sportiva ci sia uno scollamento irreversibile e che alcune delle professionalità scelte e confermate da Suning per gestire la società siano inadeguate e ormai smarrite nella ripetizione perpetua degli stessi errori di valutazione. In tutto questo la proprietà offre lunghi, interminabili silenzi come risposta agli interrogativi che quotidianamente stampa e tifosi pongono, lasciando spazio a illazioni che danneggiano l’immagine dell’Inter e la serenità di chi la tifa.

Per questo motivo abbiamo deciso di porre 10 domande chiare, dirette e utili a capire l’orientamento di Suning e calibrare di conseguenza le nostre aspettative. Queste domande non sono un esercizio di stile e una risposta ufficiale o anche solo ufficiosa sarebbe molto gradita.

Il Nero e l’Azzurro

 

1. Qual è la verità sul blocco estivo del mercato? Abbiamo letto supposizioni, teorie e mezze verità, versioni ufficiose ma mai una presa di posizione della società. Si è trattato di rispetto del FFP, di uno stop governativo o di altre ragioni comunque mai spiegate?

2. Per quale motivo le stesse problematiche si sono ripetute a gennaio, quando non è stato nemmeno possibile trasferire in prestito alcuni giocatori dello Jiangsu Suning (stessa proprietà), all’Inter?

3. Come considerate l’investimento nel calcio italiano? È ancora come un business da sviluppare o non ha più il peso strategico di due anni fa e quindi la scelta conservativa e il ridimensionamento saranno le prime conseguenze?

4. Se non dovessero arrivare i diritti TV della Champions League, la Società sarebbe in grado di sostenere il proprio debito? Esiste un piano di investimenti alternativo o l’autofinanziamento diventerebbe l’unica risorsa?

5. Se l’Inter avesse bisogno di un aumento di capitale, voi sareste disponibili? Il vostro governo ve lo consentirebbe?

6. Per quale motivo Erik Thohir, che ha chiesto più volte di abbandonare l’incarico, è stato confermato Presidente nonostante la grande distanza geografica della sua residenza e della sede delle sue attività? Qual è il suo ruolo e in che modo può essere operativo?

7. Considerate l’Inter e le operazioni sul mercato italiano subordinate rispetto allo sviluppo dello Jiangsu Suning?

8. Secondo quali criteri la dirigenza del settore sportivo è stata confermata nonostante i reiterati fallimenti delle ultime stagioni, mentre il settore tecnico è stato colpito senza troppe remore, con il risultato di una girandola grottesca di allenatori?

9. Qual è il ruolo di Javier Zanetti nei processi decisionali? Ha senso umiliare la sua carriera, la popolarità e l’amore dei tifosi concedendogli solo un ruolo di rappresentanza?

10. Perché nessuno si espone a tutela di Luciano Spalletti, permettendo alla squadra di costruirsi un alibi utile in caso di fallimento della stagione, dell’ennesimo fallimento di un gruppo di giocatori ormai troppo consapevoli del loro potere e dell’impunità?

 

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