Verso la Roma: i 5 giocatori +1 che bisogna ritrovare

di Andrea Careddu

Per ogni tifoso la sosta è un po’ come un coito interrotto. E arriva sempre nel momento sbagliato. Noi interisti invece l’abbiamo attesa come un bambino attende il Natale, e visto che a Natale siamo tutti più buoni abbiamo pensato bene di farci prendere a sberle da Udinese e Sassuolo mentre cantavamo Inter Bells. Poi con la Lazio siamo riusciti a limitare i danni, e subito dopo abbiamo mandato i nostri giocatori a riprendersi dal girone d’andata con un compito difficilissimo: girare il mondo a fare gli influencer su Instagram. Ora la sosta è finita, con la speranza che due settimane senza partite ufficiali siano servite ai ragazzi a recuperare una condizione oggettivamente smarrita tra fine 2017 e inizio dell’anno nuovo, e con la speranza che Luciano da Certaldo abbia avuto l’illuminazione per far tirare fuori gli attributi a Brozovic e Joao Mario – no vabbè, questo sarebbe troppo – sempre che non cambino casacca in questi ultimi giorni di mercato.

Il calo dell’Inter nelle ultime giornate è stato fin troppo oggettivo. I piani del calo sono due: quello fisico e quello mentale. Comprensibile il primo, soprattutto considerando che l’11 mandato in campo da Spalletti è stato molto spesso lo stesso – da una parte per volontà, dall’altra per necessità, con una rosa molto corta e composta da riserve come il Karamoh di turno. Apro e chiudo una parentesi sul mercato: si parla di centrocampo e difesa, ma nemmeno una maledetta indiscrezione sulla possibilità di trovare un vice come si deve a Icardi (Eder, mi leggi?). Ad ogni modo, la fatica fisica è stata smaltita (o dovrebbe): lo hanno testimoniato per bene i calciatori stessi che con i loro post sui social più in realtà ci hanno fatto solo rosicare, e io che nel frattempo cercavo di decifrare Lisandro Lopez per capire se scommetterci o no al fantacalcio. Vabbè, alla fine Miranda dovrebbe essere recuperato, diciamo che sul breve periodo questo è quello che conta.

La testa dei ragazzi è quella che preoccupa davvero. Quella che il mister può vedere sino ad un certo punto in allenamento, quella che può anche non essere recuperata ma se l’alternativa a un Borja Valero non lucidissimo è un Brozovic – che è sempre, comunque, un’incognita – conta relativamente nel decidere chi schierare. Quella condizione, che ti fa giocare una partita, o ti fa essere spettatore in campo. Ecco perché ho individuato 5 giocatori + 1 che è fondamentale abbiamo ritrovato se stessi in vista della partita di domenica contro la Roma (ma anche per quelle successive non sarebbe male). I giocatori sono dal più al meno importante in questa “classifica”.

1 – Borja Valero:

Sarebbe bello e brutto se non fosse così, ma Borja Valero è il vero e unico cervello della squadra. Quello che accelera o rallenta al momento giusto, quello che ha occhio e piede per una giocata che non sia il solito giro palla finalizzato al cross in mezzo degli esterni. Sarebbe bello se non fosse così, perché magari non sarebbe l’unico capace di impostare, sarebbe brutto se non fosse così, perché magari l’Inter sarebbe ancora la squadra che gioca con la prevedibilità del dribbling di troppo di Candreva prima del cross.

Borja Valero è il giocatore più importante di questa squadra. Elogiato ma forse non abbastanza, è lui che per una partita come quella di domenica deve aver recuperato la testa per innescare i compagni. Il suo calo, è vero, può essere letto come fortemente dipendente dalla fatica, ma ha condizionato anche la sua efficienza psicologica.

2 – Miranda:

Si allena in gruppo e dovrebbe quindi partire titolare al fianco di Skriniar contro la Roma. Miranda è strano: tendenzialmente affidabile, ogni tanto ha i dei momenti che più che cali di concentrazione sono proprio momenti di buio totale, e a volte diventano occasioni grandi per gli avversari. Altre volte è semplicemente evidente la mancanza di testa, che si traduce in spazzate alla cieca per non rischiare, per paura di giocare la palla. Quando in condizione Joao è una sicurezza, e speriamo che in queste settimane la condizione sia davvero ritrovata.

3 – Candreva

Antonio corre, corre più di tutti, non si ferma mai. Non soffre particolarmente sul piano atletico, ma in lucidità, a mio avviso, sì. Quando è presente si nota: è abbastanza altruista, a volte riesce ad evitare il dribbling di troppo, a crossare subito, addirittura a non cercare il tiro in porta dal calcio d’angolo. Quando la freschezza cala, invece, succede l’esatto contrario: dribbling inutili che mandano fuori tempo i compagni (in sovrapposizione o per ricevere il cross), tiri da posizioni improbabili, disimpegni leggeri.

4 – Santon

Considerato il miracolo di Spalletti. Santon ha mostrato buone cose in questa stagione, è vero, ma poi piano piano è tornato verso il Santon degli ultimi anni. Anche a causa di qualche problemino fisico, vero, ma credo soprattutto per il venire a mancare della sicurezza di sé di Davide. E questo si vede, quando sbaglia troppi interventi in copertura, quando manca di intraprendenza. Quando in condizione (e in convinzione, direi), Santon sbaglia poco dietro, ed è puntuale e preciso in impostazione. Speriamo che sia ancora così da domenica in poi.

5 – Perisic

Anche Perisic rientra tra i giocatori per cui è necessario trovare la mentalità giusta in vista di Inter – Roma. Non che sia un tipo di giocatore che risente molto da questo punto di vista, per carità. Ivan è come una buona, vecchia, Fiat Panda: niente menate, o si rompe qualche pezzo oppure va sempre, e abbastanza bene. Ivan però, in fondo, ha un cuore (e un cervello), e quando non funziona si vede, perché anche lui come Candreva cerca il tiro stupido da fuori, copre di meno, e inventa di meno. Quando in condizione – stupendo non pochi nel pubblico – va oltre la finta di cross, e crea anche parecchie occasioni. Domenica lo vogliamo così.

BONUS – Icardi

Mauro non dovrebbe essere tra questi. Quando sei il “solo” che fa gol, è comprensibile avere delle giornate in cui non ti gira proprio, e in cui ti girano perché non c’è nessuno che proprio in quelle rare occasioni riesca a segnare un cazzo di gol. Quando c’è con la testa, però, anche nelle giornate in cui non arrivano palloni, o ne arriva uno sporco, la butta dentro colpendo di naso. Ed è di questo giocatore che ha bisogno l’Inter: di quello che non si arrende mai e corre sempre cercando di trainare la squadra, ma quello stesso giocatore che poi è sempre lucido e fresco per buttarla dentro, o mandare in rete un compagno nell’unica occasione della partita.

Forza ragazzi, si ricomincia.

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