È la legge del mercato, baby

Di Luca Paladini

Confesso sul tema Inter la mia situazione di profondo disagio.

La stessa della scorsa estate.

A me questi viaggi della speranza di Sabatini in Cina a mendicare due soldi per fare un mercato decente mettono una tristezza infinita. Come avere una dirigenza che ha due squadre, e con il tempo da dedicare all’Inter che è quello che è. Qui nessuno si aspetta CR7, ma manco andare in giro nuovamente per il mondo a fare la figura dei pezzenti a chiedere prestiti impossibili e farsi regolarmente sorpassare da chiunque sugli obiettivi importanti.

Anche qui ho letto cose tipo “oh, finalmente siamo una società organizzata”, ma che davero?

Con un rampollo di 21 anni mandato qui a farsi le ossa, la testa di comando dall’altra parte del mondo, costretti a leggerci i comunicati del Partito Comunista Cinese per capire quante possibilità abbiamo di comprarci un centrale di difesa dignitoso, i nostri dirigenti italiani mandati allo sbaraglio a fare figure di merda in TV come Ausilio quello che “la rosa è completa” e un allenatore che fra un po’ non avrà più la lingua da quanto se la sta mangiando a morsi pur di non sbottare.

È la legge del mercato baby,, ma per la mia Inter sognavo altro che essere ridotta a una voce neanche troppo importante di un brand cinese. Ah, se qualcuno può, informi la famiglia Zhang che Icardi è quello forte, quello che segna tanti gol, quello senza il quale la Champions manco con il binocolo e che magari venderlo non sarebbe l’affare del secolo.

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