Tutto ciò che c’è c’è già

L’Inter è arrivata alla finestra invernale di mercato con tante incognite. Alcune sul campo – risultati mancanti nelle ultime giornate – altre fuori, a partire dalla non precisata quantità di denaro che Suning metterà (o non metterà) a disposizione di Walter Sabatini e Piero Ausilio per rinforzare la squadra secondo i desiderata di Luciano Spalletti.

Da buon allenatore aziendalista (nel senso migliore del termine), Luciano da Certaldo non solo ha fatto intendere che non protesterà vivacemente qualora il mercato non portasse in dote i rinforzi attesi – “non mi incatenerò ai cancelli della Pinetina” – ma ha anche lodato la rosa attuale descrivendola come necessitante di rinforzi per un problema quantitativo (leggasi panchina corta) e non qualitativo (ricambi non all’altezza dei titolari).

In verità le cose non stanno proprio così. Il 58enne allenatore toscano sa benissimo che la coperta è corta anche a livello di qualità dei singoli fra alternative poco convincenti e giocatori che non sembrano in grado di rendere per quanto atteso. La madre di tutte le problematiche nerazzurre nelle ultime partite è stata la via del gol. Spentosi Mauro Icardi, l’Inter ha incontrato enormi difficoltà nel trovare la rete avversaria: un solo gol segnato negli ultimi 600’ minuti di gioco. Molti addetti ai lavori addebitano questa situazione alla generale Icardi-dipendenza di cui è vittima la compagine meneghina. In particolare, si è puntato il dito contro l’assenza di un trequarti in grado di supportare il gioco offensivo della squadra contribuendo in termini di tiri e gol, cosa che attualmente non sta facendo Borja Valero (1 gol e una media di 0.6 tiri a partita). Tuttavia, si sapeva che lo spagnolo non aveva nel suo dna queste caratteristiche, essendo invece un fine dicitore del gioco e uno straordinario giocatore quando si tratta di garantire alla squadra superiorità posizionale alle spalle del centrocampo avversario. L’unico trequarti in batteria capace di garantire un contributo in fase realizzativa è stato fin qui Marcelo Brozovic (3 gol, 1 assist e 1.6 tiri a partita). Le sue amnesie difensive e una certa indolenza nei ripiegamenti senza palla non lo hanno però fatto diventare un perno della squadra. Joao Mario merita un capitolo a parte col portoghese che non ha fornito prove convincenti all’interno di un sistema come il 4-2-3-1 che non ne esalta le qualità.

Ecco allora che le ipotesi sul piatto in questo momento sono lo spostamento di Antonio Candreva nella posizione di no.10 o l’acquisto di un trequartista sul mercato. La prima soluzione non è da scartare con l’ex laziale che ha già prodotto 8 assist e che è dotato anche di un buon tiro dalla distanza. Il recente stato di forma di Joao Cancelo è un ulteriore tassello che potrebbe suggerire a Spalletti questa soluzione tattica. Candreva è comunque in una fase di calo, così come Ivan Perisic, ma la mancanza di alternative ha costretto l’Inter a sovrautilizzare sia l’italiano (1521 minuti giocati) che il croato (1710).

Ecco perché si è parlato in questi giorni di Gerard Deulofeu. Lo spagnolo rappresenterebbe un rinforzo in grado di giocare su entrambe le fasce, in grado di far rifiatare sia Candreva che Perisic. Per Javier Pastore e Henrikh Mkhytarian – e anche per Simone Verdi – Spalletti è stato invece chiarissimo: servono 40 milioni e l’Inter non li ha.

Perciò occorrerà operare di fantasia. Sabatini e Ausilio saranno in grado di farlo? Per ora è probabile che alla ripresa degli allenamenti dopo la sosta, il prossimo 14 gennaio, l’unica novità sia rappresentata dall’atalantino Alessandro Bastioni come alternativa per la difesa. Ma cercando, qualcosa sottotraccia si potrebbe trovare. È difficile trovare a gennaio qualche buon colpo all’estero in grado di inserirsi immediatamente nel campionato italiano, così forse sarebbe il caso – se non è già stato fatto – di dare un’occhiatina al mercato interno. Radja Nainggolan è il sogno, magari approfittando del clima che il belga si è creato intorno nella capitale con le sue ultime uscite social. Andando a qualcosa di più fattibile, bussare di nuovo alla porta della Fiorentina per chiedere di Jordan Veretout – centrocampista centrale rivelazione di questa prima parte di stagione – non sarebbe sbagliato. Così come la Roma potrebbe cedere Emerson Palmieri, che rappresenterebbe un upgrade sulla fascia sinistra sia in difesa che eventualmente più in alto. Rimanendo in avanti, come esterno offensivo, si potrebbe fare un tentativo per Daniel Bessa. Il veronese potrebbe giocare da sotto punta ma anche da esterno offensivo su entrambe le fasce laterali nel 4-2-3-1 di Spalletti. Uno scambio di prestiti con Yann Karamoh? Non ci dispiacerebbe…

Bessa ha anche un buon calcio lungo.

Infine, perché non provare per Fabio Quagliarella? Il sampdoriano potrebbe essere il sostituto di Icardi ma anche giocare al fianco o poco dietro l’argentino in caso di necessità. Per il 34enne napoletano l’Inter potrebbe rappresentare l’ultima occasione di misurarsi in una grande piazza e per i nerazzurri un usato più che sicuro.

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