Nessuno mette il Friuli in un angolo (what goes around comes around, le pagelle di Inter – Udinese)

Un lungo applauso dopo il triplice fischio, come una liberazione. L’abbiamo persa, è finita l’imbattibilità e con essa alcune pressioni. Ma chi era allo stadio ha voluto comunque tributare a questa squadra un applauso sacrosanto, meritato. Come genitori amorevoli dopo una caduta del loro bimbo, come a dire: non è successo niente. L’abbiamo persa male, dopo un primo tempo sfortunato e in controllo, l’abbiamo persa giocando un secondo tempo brutto, sciatto e inquietante non fosse che è stato troppo brutto per essere vero. Alcuni hanno bucato la prima partita della stagione, altri hanno dimostrato che non ci si può fidare di loro per invertire la tendenza, ma nel complesso questa partita è un episodio, un’eccezione a meno che non la si trasformi in una regola, una brutta regola. Se infatti Spalletti è stato lucidissimo e come al solito molto onesto nella lettura della sconfitta, quello che spaventa sono i minuti finali, giocati senza rabbia e senza energie, permettendo all’Udinese di portare palla e mettere le tende nella nostra trequarti quando avremmo dovuto aggredire e ristabilire i valori in campo. Ecco, quell’atteggiamento va cancellato in vista di tre partite di importanza vitale, diverse ma tutte fondamentali: Sassuolo, Milan e Lazio. Non è successo niente a patto che si tenga presente che qualcosa è successo.

PS Ausilio, Zhang, Sabatini: fare orecchie da mercante ora sarebbe molto stupido. Rispettiamo paletti, regole e fair play, ma rispettiamo anche un allenatore che da due settimane sta cercando con garbo di farvi capire che con questa rosa il quarto posto è un’impresa.

5 cose buone

Mauro Icardi – Maurito ha lottato come un leone. Non essendo disponibile l’opzione in cui crossa e contemporaneamente sta in mezzo all’area per colpirla, diciamo che più di così non gli si può chiedere. Ultimo a mollare.

Borja Valero – Tenta un virtuosismo che avrebbe fatto esplodere lo stadio (tunnel e tiro), gioca la solita partita generosa e precisa nonostante i suoi compagni di reparto siano invece in fase di involuzione.

Luciano Spalletti – Sempre tra le 5 cose positive, anche quando non lo citiamo. Il piano di gioco era perfetto, chi stava in campo meno.

San Siro – Ci avete conciato come dei fessi ma non abbiamo mollato. Più Babbi che non Babbo Natale, noi 50000 eravamo bellissimi con quel berretto nerazzurro.

La classifica – (Sì, oggi è dura mettere insieme 5 cose buone). Nonostante tutto siamo lì, che ci superino o meno. Lì davanti, tra le prime quattro, dobbiamo restare. Il resto non conta.

5 cose meno buone (eufemismo)

Davide Santon – Prima o poi doveva succedere. Rigore a parte, una gara tremebonda e piena di sbavature difensive, poca spinta in avanti. Il solito Santon, quello si sempre.

Ivan Perisic – Terribile. Non nel senso di Ivan il Terribile ma di una partita poco dignitosa. Ogni tanto gli capita.

Milan Skriniar – Ebbene sì, prima volta da essere umano, errori di piazzamento e pochissimi anticipi, ha fatto fare una splendida figura a Lasagna (lasagna, non Benzema), e ha perso il tempo di gioco che ci è costato il terzo gol. Brutta giornata, bruttissima.

Vecino – Altra new entry nelle 5 cose meno buone. Tantissimi errori, molta corsa ma assente quando l’azione dell’Udinese andava spezzata. Sparisce nel secondo tempo.

Brozovic – Peccato non si renda conto che se lui non ha voglia di giocare, noi ne abbiamo ancora meno di vederlo giocare così.

SPECIAL GUEST Thohir – Non siamo superstiziosi. Anzi, non eravamo superstiziosi finché non ci siamo accorti che con lui allo stadio finisce sempre o quasi malissimo.

PAGELLE

Handanovic 6 / D’Ambrosio 5,5 – Miranda 5,5 – Skriniar 5 – Santon 5 / Vecino 5 – Borja Valero 6,5 – Brozovic 4,5 / Perisic 4,5 – Candreva 5 – Icardi 6,5

(Gagliardini 5 – Karamoh 5 – Eder sv) / Spalletti 6

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