Inter Bells: canto, non canto, forse canto (e cambio il testo)

Natale è alle porte, Nagatomo ed Eder scaldano le ugole mentre noi, con discrezione e senza farci vedere dagli altri ci tocchiamo le palle. Per scaramanzia, sia chiaro. Prima di tutto perché l’Udinese non ci ricorda troppe cose buone – sono pur sempre quelli che il 5 maggio, senza opporre resistenza alcuna, perdevano due a zero dopo 5 minuti – e poi perché le feste sono sempre una trappola, tra cene sociali, video di Natale, valigie già pronte per partire che per fortuna quest’anno non vedremo.

Passato lo spavento di martedì sera, evitati decenni di prese per il culo che francamente non avremmo meritato grazie ad un rigore di Yuto, la nostra figurina ritrovata, quella che si stava scollando dall’album, abbiamo l’onore di mantenere il nostro inaspettato primato. Un’occasione talmente ghiotta che viene da chiedersi dove possa nascondersi l’inganno. L’avversario è quello che un tempo si definiva scorbutico: l’Udinese che troverà un clima di festa e che proverà a fare di tutto per rovinarla. Apparentemente un turno a noi favorevole. Inutile scomodarsi negli scongiuri. Ci conosciamo come fossimo amici da una vita e sappiamo che queste sono le partite che non ci fanno dormire la notte.

Ad allietarla, prima del fischio di inizio, l’esibizione di Inter Bells da parte di tutti gli spettatori di San Siro. Curiosa l’esposizione mediatica di Nagatomo che nel giro di 4 giorni si ritroverà nella veste di cantante dopo quella di rigorista decisivo. A questo punto il sogno di vederlo anche in quella di terzino sinistro affidabile non è poi così lontano. I giapponesi hanno provato a vendere le sue magliette per 5 anni, forse questo Natale è una buona occasione.

Non a tutti l’idea di cantare Inter Bells in coro piace. La società ha deciso di regalare un cappello nerazzurro a tutti gli spettatori, chiedendo di recarsi alle 14 per la prova generale, per poi cantare il coro tutti insieme. Che detto così sembra un po’ la prova generale della messa, e capisco pure che agli ultras questa cosa sembri poco gratificante. C’è una cultura di curva, rispettabilissima e assai differente da quella che raccontano i media, che non ama questo tipo di manifestazioni.

Molto probabilmente invece i loggionisti canteranno Inter Bells Bells Juvvemmerda alè e anche questa è una bella rivisitazione. A me sembra una cosa molto europea, che ci avvicina al calcio inglese o a quello tedesco, per di più in uno stadio sempre pieno e colmo di entusiasmo. Però è un gusto personale, e se qualcuno trova imbarazzante indossare un cappellino nerazzurro di Natale e cantare Jingle Bells assieme a Yuto, non lo biasimo.

Sarà comunque tutto molto bello, basta che poi battiamo questa maledetta Udinese che a noi, a proposito di Natale, regali non ce ne fa mai.

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