Cosa possiamo aspettarci da Juve – Inter

L’Inter si appresta ad affrontare nello scontro diretto la Juventus, reduce dal successo per 1-0 in trasferta al San Paolo di Napoli.

Cosa è possibile aspettarci dal punto di vista tecnico/tattico da nerazzurri e bianconeri? Anche se fare previsioni è sempre un esercizio pericoloso, proviamo ad analizzare come le due squadre potrebbero affrontare il big match di sabato 11 dicembre.

Per quanto riguarda i nerazzurri, Luciano Spalletti dovrebbe confermare lo schieramento base 4-2-3-1. Il dubbio maggiore riguardo la formazione da mandare in campo concerne il triangolo di centrocampo formato dai due mediani e dal trequarti.

La coppia di interni dovrebbe essere formata da Vecino e Gagliardini. I due nerazzurri si completano a vicenda per quanto riguarda il maggior apporto dell’uruguayano in fase offensiva e dell’italiano in quella difensiva.

In difesa Davide Santon appare favorito su Yuto Nagatomo come terzino sinistro.

I numeri dell’Inter

I dati InStat ci indicano come Vecino – pur partendo da posizione bassa – sia uno dei centrocampisti difensivi ad aver effettuato più tiri di tutto il campionato (23): soltanto Viviani della Spal ne ha effettuati di più (24), potendo però sfruttare i calci di punizione che invece l’uruguayano dell’Inter non ha a disposizione.

Vecino è uno dei centrocampisti arretrati della Serie A più puliti nella costruzione del gioco, registrando una media dell’89% di passaggi precisi a partita, cui va aggiunto un passaggio chiave prodotto di media ad ogni match. L’uruguayano registra anche una media di 2.1 contrasti a partita.

Anche Gagliardini è piuttosto preciso nei passaggi (88% di riuscita, stessa percentuale di Sami Khedira) e leggermente più efficace di Vecino in tema di contrasti (2.2). Rispetto all’ex viola, quello che Gagliardini perde come contributo in fase offensiva (solo 0.7 passaggi chiave per incontro) lo recupera in fase di non possesso palla dove registra un maggior numero di intercetti (1.5 contro 0.7).

Per quanto riguarda il ruolo di no.10, Spalletti ha a disposizione due alternative costituite da Borja Valero e da Marcelo Brozovic. La scelta fra l’uno e l’altro dipenderà anche dal tipo di caratteristiche che il tecnico di Certaldo vorrà sfruttare nel proprio trequarti.

Con lo spagnolo in campo l’Inter schiera uno dei giocatori più abili del campionato nel trovare superiorità posizionale alle spalle della linea di centrocampo avversaria. Oltre a questo, Borja Valero è estremamente preciso nei passaggi (91%), cosa che garantisce ai nerazzurri – quando la palla arriva allo spagnolo – di poter facilmente risalire il campo (in caso di contropiede) o di dare continuità all’azione offensiva in situazione di attacco posizionale. Anche se vede poco la porta (un solo gol segnato finora e 4/10 i tiri nello specchio della porta) l’ex centrocampista della Fiorentina riesce, grazie alla sua mobilità, a dialogare sia con Mauro Icardi che con i centrocampisti sia esterni che centrali, dando un contributo fondamentale ai tentativi dell’Inter di manipolare la struttura difensiva avversaria.

In Brozovic invece Spalletti ha a disposizione un trequarti diverso, con meno qualità di palleggio ma più efficace negli inserimenti (tre gol e un assist) e con maggior presenza nell’area avversaria come dimostra la media dei passaggi effettuati dal croato nell’area avversaria (9) rispetto a quelli prodotti da Borja Valero (2.7).

Sempre in fase di possesso palla, è il cross dagli esterni quella che rimane l’arma di rifinitura privilegiata della squadra di Spalletti. A inizio campionato l’ex allenatore della Roma aveva cercato di impostare la squadra su un tipo di gioco più fluido: si erano così visti terzini ben alti nella metà campo avversaria già in fase di costruzione – quest’ultima demandata al quadrilatero formato dai due difensori centrali e dai due interni di centrocampo con Vecino che spesso si abbassava per favorire l’uscita della palla da dietro – e esterni offensivi pronti a muoversi in mezzo al campo per occupare i rispettivi half-spaces.

Tuttavia, nel proseguo della stagione, Spalletti è tornato a quello che per l’Inter è stato un canovaccio più classico nelle ultime stagioni vale a dire una fase offensiva maggiormente votata alla rapidità d’esecuzione e alla ricerca dell’ampiezza. Non sorprende quindi vedere i nerazzurri primi nella classifica dei cross effettuati in media a partita (19) o il fatto che i loro attacchi siano prevalentemente dall’esterno (il 66.3% degli attacchi dell’Inter sono prodotti sulle fasce).

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L’Inter è la squadra che in media effettua più cross a partita. Fonte: InStat.

In questo senso, Candreva è il giocatore che ha effettuato più cross dell’intero campionato (110) seguito a ruota da Ivan Perisic (77) con l’ex laziale e il croato nelle prime posizioni anche per quanto riguarda gli assist prodotti (rispettivamente 7 e 6).

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I dati sui crossatori della Serie A. Fonte: InStat.

La finalità di questo tipo di gioco è quella di recapitare quanti più palloni possibili in area di rigore, dove staziona Mauro Icardi e dove arrivano i centrocampisti a rimorchio. Il dato dei tiri effettuati dai nerazzurri dall’interno degli ultimi sedici metri (quasi il 57% del totale) conferma questa tendenza.

Dal punto di vista tattico

Per quanto riguarda gli aspetti prettamente tattici è probabile che toccherà alla Juventus fare la partita. Probabilmente l’Inter cercherà di ripetere la prestazione offerta contro il Napoli, consapevole che un punto alla Stadium sarebbe un punto importante.

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Juventus e Inter creano un numero simile di occasioni da gol come dimostrato dagli xG.

Nel caso in cui la partita si sviluppi in senso difensivo sarà importante il lavoro che il trequarti impiegato da Spalletti dovrà fare nel cercare di contrastare l’uscita della palla da parte juventina, in particolare della pressione da portare su Miralem Pjanić, con il bosniaco che si abbassa in fase di costruzione per aiutare i due centrali difensivi ad impostare la manovra bianconera.

Max Allegri, dal canto suo, dovrebbe optare per il 4-2-3-1. Il recuperato Mario Mandžukić potrebbe ritrovare una maglia da titolare a sinistra con Juan Cuadrado a destra. Ma non è da escludere nemmeno la soluzione che prevede la conferma di Douglas Costa. In questo caso il brasiliano potrebbe essere schierato a sinistra, posizione a lui più congeniale – con Mandžukić dirottato a destra – oppure essere confermato sulla fascia destra come a Napoli.

Con Allegri che ha detto di non avere ancora le idee chiare su quale formazione schierare non è però da escludere l’impiego di Balise Matuidi come esterno di centrocampo, come accaduto a Napoli, con Mandžukić inizialmente in panchina.

Il tecnico livornese ha utilizzato 21 formazioni diverse schierate tra campionato e Coppe in questa stagione arrivando anche a riproporre la difesa a 3 in un 3-4-2-1 in fase di possesso palla. Contro una Inter che allarga il campo in ampiezza quando attacca, la Juventus potrebbe tuttavia decidere di riproporre una linea arretrata a 4 come accaduto al San Paolo, anche in fase di possesso palla, per provare ad attaccare gli esterni bassi dei nerazzurri. Una volta consolidato il possesso, la Juventus dovrebbe provare a isolare gli esterni offensivi in situazione di uno contro uno sul lato debole.

Infatti, quale che sia la soluzione che verrà scelta da Allegri, la Juventus dovrà cercare di sfruttare i possibili mismatches sulle corsie esterne in fase offensiva, dove sia Danilo D’Ambrosio che Nagatomo o Santon potrebbero andare in difficoltà contro le ali bianconere. Proprio la fascia sinistra nerazzurra potrebbe risultare un fattore chiave nel determinare l’esito della partita. Infatti, in questa zona di campo – come detto precedentemente – Spalletti dovrà scegliere fra Nagatomo e Santon. Il Giapponese garantirebbe una maggiore attitudine difensiva nel caso in cui si dovesse trovare a contenere Douglas Costa o Cuadrado. Diversa sarebbe la situazione nel caos in cui Allegri muovesse a destra il più fisico Mandžukić. A quel punto potrebbe essere più utile l’ex Newcastle, che in più aggiungerebbe chili e centimetri contro una squadra come la Juve che ha segnato 5 gol in situazioni da calcio d’angolo e 3 reti da combinazioni su calcio di punizione.

In generale l’Inter – che, come si è visto, è solita attaccare esternamente – costringe i rivali ad allargare le loro distanze per difendere in ampiezza e non rischiare così di lasciare spazio a Perisic e Candreva. In questo modo gli esterni bianconeri potrebbero trovarsi a dover fronteggiare situazioni di uno contro uno nella propria trequarti e questo è il motivo per il quale Allegri potrebbe optare per confermare Kwadwo Asamoah nel ruolo di terzino sinistro. L’eventuale impiego del ghanese come esterno basso di difesa potrebbe comportare un cambiamento nell’intera fascia sinistra bianconera con l’accoppiata Douglas Costa più Asamoah, un giocatore più difensivo. L’utilizzo di Mandžukić come esterno alto è invece di solito fatto coincidere, da parte di Allegri, con l’impiego di un terzino più offensivo come Alex Sandro i cui movimenti in coppia col croato creano molte difficoltà alle difese avversarie sulla corsia sinistra della Juve.

La strategia difensiva della Juventus è solitamente quella di compattare le linee di difesa e centrocampo in un 4-4-2 con un baricentro che, pur essendo a volte basso, tuttavia non impedisce ai bianconeri un recupero palla ad una distanzia media 73.7 metri dalla porta avversaria, cioè più in alto della media del campionato (posta a 75.5 metri).

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Alcune statistiche sul recupero palla. Fonte: InStat.

La Juventus non è sembrata fin qui in grado di poter gestire lunghe fasi di difesa posizionale vicino alla propria area di rigore nel non-possesso. La partita col Napoli ha rappresentato una eccezione ma in quell’incontro c’è stata una miglior aggressione del portatore di palla e una maggior copertura degli appoggi vicini piuttosto che una semplice chiusura delle linee di passaggio.

Se in fase difensiva una delle chiavi tattiche per la Juventus sarà quella di controllare le corsie esterne, è possibile immaginare che in fase offensiva i bianconeri dovranno dimostrare abilità nel trovare spazio tra le linee e negli half-space ai lati di Vecino e Gagliardini, dove i bianconeri possono muovere gli esterni d’attacco – compreso Mandžukić, non nuovo ad agire come una specie di mezzala avanzata, in modo da liberare lo spazio in corsia esterna per il terzino sinistro in avanzamento – o avanzare uno degli interni di centro campo.

Se Allegri riuscirà a chiudere le fasce laterali ai crossatori nerazzurri, ad occupare gli half-space e a produrre un possesso palla paziente, aumenterà le possibilità di portare a casa il risultato pieno. Di contro, Spalletti dovrà dimostrare ancora una volta di aver preparato la sua squadra a difendere gli attacchi posizionali degli avversari, come avvenuto a Napoli. A destra Candreva dovrà aiutare D’Ambrosio in fase difensiva mentre a sinistra Gagliardini dovrà essere bravo a scivolare esternamente per raddoppiare Nagatomo o Santon. Questi movimenti potrebbero rivelarsi fondamentali nel quadro di una partita difensiva per una squadra che sembra difendere meglio al centro che esternamente.

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