Perché non serve la Cavese per mostrare amore (in 75000 a San Siro contro il Toro)

di Luca Paladini

Ma noi saremmo i tifosi dal palato esigente? Noi? Quelli che hanno trasformato Jonathan in una divinità e Gabigol in un idolo?

Noi siamo quelli che fanno il peggiore campionato che si possa immaginare (l’ anno scorso), per finire primi come media presenze allo stadio.

Noi si va a San Siro sia se il numero 9 lo indossa Ronaldo o Darko Pancev, che in panchina ci sia Mourinho oppure Tardelli.

Per questo gli oltre settantamila attesi domenica contro il Torino, possono sorprendere giusto chi è rimasto ai luoghi comuni sul tifoso interista. Certo, vincere e giocare bene, non ci farebbe esattamente schifo, ma abbiamo esercitato l’ arte della fede anche con Centofanti e Scanziani. Magari a San Siro non c’è sempre la torcida, ma la diserzione di massa anche nei momenti più bui, non è tra le cose annoverate dalla nostra gente.

Si mugugna, si soffre ma la strada per San Siro la si trova sempre, senza bisogno di seguire la scia della stella cometa. Saremo così per l’ eternità, capaci di adattarci a quello che passa il convento, ma mai disposti a saltare l’ appuntamento nella nostra chiesa.

C’è chi ancora ci campa con la retorica dello stadio pieno per Milan-Cavese, ma numeri alla mano si può dimostrare fedeltà alla causa senza per forza finire in serie B.

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