Il cugino di Yuto e lo stile Shabby Chic di Luciano

Settantacinque minuti a palla di fuoco, quindici a chiappe strette. Ed eccoci in testa. Per una notte, ma siamo sopra. Abbiamo affrontato Napoli, Roma, Sampdoria, Milan, Roma, Fiorentina e siamo lì. Imbattuti, tra l’altro. Ci staremo tanto? Ci staremo poco? Chi se ne frega. Luciano dice che è tutto nella normalità. E io gli credo. Uno che mi fa giocare bene anche Yuto ha tutto il mo rispetto.

Cinque cose buone (che vorrei rivedere)

  1. Il gioco (suonare citofono Spalletti)

Il terzo gol di Icardi ce lo ricorderemo per un pezzo. Dieci passaggi partendo da Handanovic neanche fossimo l’Olanda del calcio totale degli anni 70. Spalletti ha inciso in profondità in questa squadra, nei movimenti, nella mentalità, nelle imperdibili conferenze stampa post partita (a metà tra una seduta psicanalitica e le frasi di Osho). La trasformazione di Perisic, la coralità dell’impegno. E’ un bel vedere non c’è che dire. Più che un allenatore, un guru.

2. Borja Valero

Fino a quando sta davanti a Vecino e Gaglia, tutte le palle passano per il suo piede. Ormai quello è il suo ruolo. Meglio di uno svogliato JM, meno fisico ma meglio pettinato di Brozo, sicuramente più dentro la gara.

3. Vecino

Non sarà come Steven Gerrard, non sarà come Lampard ma corre, imposta difende, attacca, rifinisce. Per farlo piacere ai più scettici che altro deve fare? Stirare le maglie ai compagni? Uno così nel nostro campionato non c’è. E se Sarri aveva scommesso su di lui un motivo ci sarà.

4. Perisic

Si muove come una seconda punta, ma anche con un esterno totale. Due pali, un assist, un recupero su Quagliarella. Tenerlo il miglior acquisto di stagione.

5. Mauro Icardi

Siamo a due cifre in quattro stagioni di Inter. Come Spillo, Meazza, Bonimba …. 

Plus – Nagatomo.

Vederlo uscire tra gli applausi, a me che lo vorrei solo vederlo uscire, mi ha quasi commosso. Cambi di campo di destro e sinistro, acutezza tattica e perfino due diagonali ragionate. Non so cosa gli stia succedendo, il matrimonio, la paternità, le bestemmie di Luciano, ma non lo riconosco più. E se avesse mandato in campo suo cugino?

Cinque cose meno buone (che preferirei non vedere)

  1. Il nuovo look di Wanda

La sua foto pomeridiana con i capelli color nutria aveva scosso l’ambiente. Era solo pretattica. Wanda non cambiare, ti prego.

2. Il calo fisico (negli ultimi quindici minuti)

Siamo pochi, buoni, ma pochi. Il calo drastico negli ultimi minuti è una cartina di tornasole. Preghiamo perché il santo Dio del Pallone ci preservi difesa e centrocampo da infortuni e squalifiche.

3. Lo stadio (negli ultimi quindici minuti)

Ecco, alle volte lo San Siro resta per me un mistero. Non vedi una squadra così da circa sette anni (per gioco), domini una partita difficile contro una squadra che gioca a calcio, prendi 25 pali, sprechi, fatichi, sudi e sul 3 a 1 rumoreggi come se stessi perdendo contro l’Ascoli? Continuate voi.

4. JM (negli ultimi quindici minuti)

L’ho amato l’amo ancora. Ma se deve entrare in campo con la stessa determinazione di questa sera, preferisco vedere lì che ne so, un giovane della Primavera o magari Lessie, Rin Tin Tin, Godzilla, una pianta grassa.

5. Il ritorno di Santon (negli ultimi quindici minuti)

Santon torna in pole per una maglia da titolare, riverniciato da Luciano in stile shabby chic, come la vecchia sedia di nonna. Domandarsi dove abbiamo sbagliato qualcosa nella nostra campagna acquisti.

2 pensieri riguardo “Il cugino di Yuto e lo stile Shabby Chic di Luciano

Rispondi