Codesto, Rinterzo e il figlio di Goldrake (5 cose ottime e 5 meno buone di Napoli – Inter)

Luciano Spalletti è un genio della comunicazione. Tutti se lo aspetterebbero soddisfatto del punto strappato a Napoli rischiando il giusto contro la squadra migliore del campionato, lui invece si presenta alle interviste con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che ormai comincia a esserci familiare. Voleva di più, pretendeva di più, perché il Napoli gioca in undici come l’Inter e i nostri non son peggio dei loro. Spalletti sa che così la tensione resta alta e lo sarà anche martedì, perché quella con la Sampdoria è una partita davvero complessa e pericolosa, una di quelle che l’Inter degli ultimi sette anni ha sempre bucato. Quindi sotto con le supercazzole, i rinterzi e i codesti, un polverone che copre i veri umori e le intenzioni di un allenatore che in soli tre mesi ha cambiato pelle e cuore alla squadra, che ha gestito splendidamente il malcontento dei tifosi per un mercato monco e quello dei giocatori per la poca chiarezza della società tra luglio e agosto. Ieri sera l’Inter ha giocato una partita intelligente, mantenendo distanze perfette tra reparti e singoli giocatori. Ha subito la supremazia territoriale del Napoli (75% – 25%), e quella nel possesso palla (67% – 33%), ma ha tirato in porta quasi quanto il Napoli (13 – 11), ha battuto più angoli ed è stata in partita dall’inizio alla fine. Quelli che seguono il calcio su twitter hanno scritto che l’Inter ha parcheggiato il pullman davanti alla porta. Giocare a viso aperto con il Napoli è una cosa che in questo momento possono fare pochissime squadre al mondo, forse Manchester City e Barcellona. Controllare gli spazi di gioco e ripartire è difficile, serve arte e giudizio e stasera l’Inter lo ha fatto. Il resto son chiacchiere, codesti e rinterzi. Noi si cresce, partita dopo partita.

5 COSE MOLTO BUONE

  1. Handanovic è in forma, molto in forma. Una doppia parata prodigiosa (la seconda, da terra, quasi impossibile), grande sicurezza nelle uscite e un coinvolgimento inedito nella partenza dell’azione, con la distribuzione precisa ai terzini e le improvvise verticalizzazioni per i centrali. Sempre più elementi a favore della tesi di un anno sì.
  2. Skriniar ha sbagliato solo una volta, su Koulibaly. Che poi a pensarci bene più che un errore è stato lo spavento, la sorpresa di vedere Koulibaly da quelle parti, sbucato all’improvviso da dietro, veloce come un’ala leggera. Per il resto della partita si occupa di anticipare Mertens almeno 5 volte e di pulire l’area su tutte le palle alte. Gioca con la sicurezza del veterano, a volte sembra di vedere quello lì, quello che chiamavamo The Wall. Ma ci vuole tempo, ci vuole calma.
  3. Candreva sta per la seconda volta di fila sulla lavagna dei buoni. Ispirato dalla serata e dallo stadio stracolmo, esce due volte in dribbling da situazioni complesse, scende in slalom sulla fascia e cerca di mettere in mezzo buoni palloni, ma soprattutto copre divinamente la sua zona e si abbassa spesso in aiuto a D’Ambrosio. Pare in palla, ha cambiato umore e forma dopo la Nazionale e se riesce a dare continuità a questo stato di grazia può diventare un’arma fondamentale per Spalletti.
  4. Vecino è stato paragonato a Steven Gerrard e forse è troppo. Ma Sarri, che lo conosce bene, l’ha elogiato a fine partita e nella buona prestazione dell’Inter ci sono mille suoi piccoli contributi, interventi precisi, palloni intercettati e scelte intelligenti. Quando spezzo il ritmo, forza la linea centrale e scende palla al piede fino al limite dell’area del Napoli è spettacolare e allora sì che ricorda Gerrard. A oggi il miglior acquisto estivo in coabitazione con Skriniar.
  5. Nagatomo per una volta lo mettiamo tra i 5 sopra e non in castigo. Così, per vedere l’effetto che fa. Sbaglia come al solito, buca un pallone sanguinoso all’inizio ma corre come un pazzo e di tanto in tanto la sua pochezza grintosa va premiata.

 

5 COSE MENO BUONE

  1. Maurito è stato abbandonato al suo destino e questa non è una colpa che gli possiamo attribuire. Se la palla non sale, difficile inventarsi qualcosa. Ma in una partita come quella di ieri sera sarebbe stato bello vederlo lottare un po’ di più a centrocampo e cercare qualche sponda. Intendiamoci, ha corso e pure tanto, forse gli è mancata la lucidità del gregario.
  2. Perisic si fa cazziare da Spalletti a metà del secondo tempo perché non offre soluzioni ai compagni pressati e non riesce a ripartire come al solito. Prezioso sui palloni alti e nelle coperture sui velocisti del Napoli, ha sofferto un po’ troppo Hysaj e non ha appoggiato Icardi come avrebbe dovuto.
  3. Miranda. Quando nel secondo tempo è partito palla al piede abbiamo temuto il peggio. Lento, pericolosamente lento ha finito per perdere palla e aprire il campo al Napoli. Come più volte ripetuto, ha perso velocità di base e soffre molto quando la squadra si allunga. Nel breve ha lottato bene, coperto dai compagni e aiutato dall’esperienza.
  4. D’Ambrosio ha sofferto molto e nonostante la solita grinta dal suo lato sono arrivati palloni velenosi. Si è perso Insigne su una splendida palla di Hamsik, una distrazione che poteva costare molto cara. A volte il coraggio non basta, a volte gli avversari tecnicamente più forti lo mettono in crisi. Comunque non molla mai e questo ce lo fa amare anche nelle giornate meno felici.
  5. Borja Valero è un maestro di tattica e copre la palla come pochi altri, la pulisce e la rimette in gioco. Ma sembra stanco giù dopo pochi minuti e non riesce a disturbare la trama fitta dei centrocampisti del Napoli. Come per Miranda, quando le partite salgono di tono l’età presenta il conto. Al momento è un giocatore da 60 minuti. Intensi, belli ma 60.

 

Le Pagelle

Handanovic 7,5 / D’Ambrosio 5,5 – Skriniar 7,5 – Miranda 5,5 – Nagatomo 6 – Gagliardini 6,5 – Vecino 7 – Borja Valero 5,5 – Candreva 7 – Perisic 5,5 – Icardi 5,5

(Cancelo sv – Joao Mario 6 – Eder sv)

Spalletti 7,5

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