L’Inter del derby dice presente

L’Inter vince uno dei derby più emozionanti degli ultimi anni grazie ad una tripletta di Mauro Icardi, che segna su rigore al 90’ la rete che decide l’incontro.

Per Luciano Spalletti un’altra vittoria: ora la sua Inter ha totalizzato 22 punti sui 24 disponibili e si avvicina al big match della prossima settimana contro il Napoli con qualche certezza in più.

Da un punto di vista tattico, il tecnico di Certaldo propone il classico 4-2-3-1 con Borja Valero nuovamente schierato come no.10 nonostante le voci che in settimana davano per certo lo spostamento di Matias Vecino in quella posizione.

L’uruguaiano è invece riproposto nella sua tradizionale posizione di interno di centrocampo deputato ad aiutare i due centrali (Milan Skriniar e João Miranda) nella fase di costruzione ma anche libero di attaccare la profondità con i suoi strappi in avanti.

Davanti ai Nerazzurri si para un Milan che, con il passaggio al 3-5-2, ha dato maggior attenzione alla fase difensiva. Nel non possesso gli uomini di Vincenzo Montella si abbassano nella propria metà campo cercando di coprire l’interno del campo con difensori e centrocampisti centrali mentre Fabio Borini e Ricardo Rodríguez vanno a completare la linea difensiva a cinque.

È quindi l’Inter a fare la partita. Gli uomini di Spalletti controllano il pallone alzando molto sulla sinistra Yuto Nagatomo (che veniva preso in consegna da Borini), mentre a destra Danilo D’Ambrosio restava più basso lasciando la fascia ad un Antonio Candreva che tendeva a rimanere largo e alto, favorito in questo dall’abbassarsi di Rodríguez e dalla generale passività milanista in fase di non possesso.

Il palleggio dell’Inter potrebbe giovarsi della buona vena di Borja Valero. Nel primo tempo il centrocampista spagnolo ha ancora una volta dimostrato le sue qualità nel trovare superiorità posizionale, muovendosi alle spalle e ai lati di Lucas Biglia dove i due centrali rossoneri Mateo Musacchio e Alessio Romagnoli non si alzano in tempo per prendere l’ex viola.

Detto questo, la squadra di Spalletti ha comunque peccato nel servire adeguatamente il suo trequartista, con Borja Valero che alla fine ha toccato soltanto 17 palloni. La manovra dell’Inter è stata per lo più volta ad attaccare il Milan per vie esterne, soprattutto a destra, così lo spagnolo non è stato sfruttato a dovere fra le linee.

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La partita di Borja Valero in numeri.

Il primo gol interista nasce proprio da un’azione sviluppatasi sulla destra con Candreva che riesce a mettere nel mezzo un ottimo cross sul quale Icardi è in vantaggio rispetto ai difensori rossoneri.

Nel secondo tempo, sotto di una rete, Montella cambia l’atteggiamento della squadra e inserisce Patrick Cutrone accanto da André Silva, abbassando Suso nella posizione di mezzala. Il Milan alza anche gli esterni di centrocampo e guadagna campo (baricentro medio finale: 54.99 metri) costringendo l’Inter a difendersi nella propria metà campo.

Da questa posizione più arretrata la banda Spalletti cerca di colpire il Milan attraverso rapidi contropiedi che trovano quasi sempre sbilanciata la squadra di Montella a dimostrazione delle sofferenze palesate dai Rossoneri nel gestire le transizioni negative.

Proprio da una transizione, a seguito di una palla persa da Biglia, nasce il secondo gol nerazzurro con Icardi abile a sfruttare un errore di posizionamento della difesa milanista.

In questa circostanza, con Musacchio uscito su Perisic, la linea difensiva del Milan si schiaccia eccessivamente verso la porta. Non sappiamo se Montella, in queste situazioni, voglia una marcatura a uomo, mista (con l’uomo sul coro a zona e gli altri a uomo) o una a zona.

Nel primo e nel secondo caso Icardi è comunque troppo libero mentre in caso di copertura a zona manca la diagonale negativa con né Leonardo Bonucci né Biglia a coprire adeguatamente la linea di passaggio che va da Perisic al centravanti interista.

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L’errore di piazzamento della retroguardia rossonera sul secondo gol di Icardi.

Al di là di queste considerazioni, nel secondo tempo i Rossoneri, dopo i cambi, possono beneficiare di un Bonaventura più avanzato e di un Suso finalmente faccia alla porta, con Rodríguez e Borini larghi e più alti a garantire ampiezza.

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Il Milan del secondo tempo è più offensivo: occupa meglio e più avanti centro del campo e half-spaces e tiene gli esterni più alti.

L’Inter difende corta e stretta sul lato palla ed il Milan comincia così a sfruttare con intelligenza i cambi di gioco con i quali sistematicamente cerca di aggirare il blocco basso nerazzurro. Proprio grazie a questi aggiustamenti i Rossoneri trovano i due gol: il primo con un bel tiro di Suso che sfrutta una indecisione nel due contro due di Ivan Perisic e Roberto Gagliardini contro lo spagnolo e Musacchio e il secondo con un cross di Borini raccolto da Bonaventura sul secondo palo dove l’ex atalantino poteva sfruttare l’errore in copertura di João Cancelo.

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Il gol di Suso e l’errore difensivo di Perisic e Gagliardini che ricorda quello degli Italiani contro il Brasile nel 1982.

Gli expected goal (xG) indicano che alla fine il successo dell’Inter è stato meritato.

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Gli expected goal del derby presi da understat.com.

La squadra di Spalletti ha usufruito di un’ottima prova non soltanto da parte di Icardi ma anche degli esterni Perisic e Candreva. Con questa prova Borja Valero ha riproposto la sua candidatura al ruolo di trequarti dopo che nelle ultime partite gli erano stati preferiti Marcelo Brozovic e João Mario.

DMNQS29XUAE5arPLa pass map di @11tegen ci mostra le linee di passaggio dell’Inter.

Certamente l’Inter dovrà trovare il modo di servire con più continuità il suo giocatore fra le linee così come dovrà prestare attenzione a non abbassarsi troppo verso la propria porta come fatto nel secondo tempo del derby (baricentro medio finale: 48.46 metri).

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