L’infinita crisi realizzativa di Mauro Icardi (5 cose trionfali vs 5 così così di Inter – Milan)

Siamo fortunati. Gli arbitri sono tutti nerazzurri. Icardi non segna più ed è in crisi. Spalletti ha i polsini troppo grandi per quelle giacche. D’Ambrosio non conosce il passato remoto del verbo leggere. Il cane di Handanovic non sa dare la zampa. Miranda è in causa con il condominio. Candreva ha ricevuto una cartella Equitalia. Fassone e Mirabelli sono troppo meglio di Sabatini e Ausilio, giochiamo male e la partita con il Benevento non può che essere il campanello d’allarme per un derby che perderemo di sicuro,

Ah no, l’abbiamo vinto.

5 COSE BUONE

1. Maurito. Ogni mattina Mauro Icardi si sveglia e sa che dovrà correre più veloce delle stronzate che si scrivono e leggono su di lui. Da ieri sera Maurito è leggenda, non più solo un ottimo giocatore. Segna di furbizia sporcando la traiettoria di Candreva, di classe con una sforbiciata in volo (dopo aver sradicato la palla dai piedi di Biglia a metà campo), e di colossale freddezza su rigore oltre il Novantesimo. Farebbe tenerezza chi lo contesta, non facesse rabbia. Grazie Mauro, grazie Mauro, grazie Mauro. Tre volte.

2. Candreva. Qui la vicenda si fa interessante. Siamo sicuri fosse lo stesso che per mesi ha gibollato le cosce dei suoi marcatori sbagliando 100.000 cross? Non è per caso il gemello di quel giocatore disgraziato e un po’ sfortunato venuto a svernare a Milano? Prestazione gigantesca, corsa e classe, decisivo prima per attaccare e poi per gestire il pallone.

3. Milan. Ma nel senso di Skriniar. Quando il gioco si fa duro al colosso biondo spunta un sorriso. Quelle alte le prende tutte lui, quelle basse anche. Disarmante  la facilità con cui legge in anticipo le traiettorie e si fa trovare pronto.

4. Gagliardini. Una muraglia in mezzo al campo, recupera e riparte continuamente e pazienza per il malinteso con Perisic sul gol di Suso (vai tu, no vado io). Per una volta la Nazionale ci restituisce un giocatore convinto e in pieno recupero. Lui e Vecino hanno muscoli e centimetri, una coppia centrale su cui costruire con fiducia.

4. (alternative lyrics) Vecino. Piedi buoni e tanta cattiveria agonistica, in uno dei momenti più complicati scende in slalom e inventa un’occasione da gol, in un altro momento complicato sbaglia a porta vuota. se aggiusta il tiro, se capisce che in proiezione offensiva può fare molto male, il gioco è quasi fatto.

5. Handanovic e D’Ambrosio. In coabitazione, determinati e concentrati dal primo all’ultimo, dalla prima uscita alta a quell’incursione che è valsa il rigore. I derby li vincono quelli come Mauro Icardi, li vincono i solisti e i generali, ma senza buoni soldati e gregari sarebbe dura, durissima.

5 COSE UN PO’ MENO BUONE

1. Nagatomo. Non prendertela Yuto, sono sfumature, ma ieri Borini ci ha fatto ballare per mezz’ora nemmeno fosse Bale e Borini non è Bale. Generoso, corre e poi corre ancora, ma è Nagatomo. Basta la parola.

2. Miranda. Il crepuscolo di uno buono davvero, quindi un crepuscolo doloroso. Spesso in ritardo, il Milan gioca la carta dei brevilinei e lui la soffre. Tenuto in partita dal titanico Skriniar, è il post it che ci ricorda che abbiamo bisogno di un centrale difensivo, magari già da gennaio.

3. I cali di tensione. Di fronte a un Milan tutt’altro che memorabile abbiamo giocato i primi venti del secondo tempo arroccati e spaventati, perdendo le misure e regalando trenta metri di centrocampo. Come contro Benevento e Bologna, a volte la luce si spegne e fatichiamo terribilmente a recuperare lucidità. Senza il break di Icardi rischiava di diventare un’altra partita, ma Spalletti lo sa ed è solo questione di tempo.

4. La Tauromachia. Non so, trovare 5 cose negative della partita di ieri mi riesce molto difficile. Quindi la Tauromachia.

5. Montella. Che sia chiara una cosa, Signor Montella: noi la si trova terribilmente antipatico e irritante fin da quando ci fece perdere l’Europeo del 2000, incapace di tenere la palla in bandierina al Novantesimo e responsabile del contropiede letale dei francesi. Signor Montella, continuare a insolentire pubblicamente l’Inter per ottenere consensi rossoneri è una strategia mediocre e non porterà lontano. Esauriti i preparatori atletici e i massaggiatori da licenziare, i nodi vengono al pettine.

le Pagelle

Handanovic 6,5 – D’Ambrosio 6,5, Skriniar 7, Miranda 5,5, Nagatomo 5,5 – Vecino 6,5, Gagliardini 7, Borja Valero 6 – Candreva 7,5, Perisic 6, Icardi 10

(Cancelo 6, Eder 6, Santon sv)

Spalletti 7

 

 

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