Cercando il Dieci

Arrivati alla settima partita di campionato, l’Inter ha ancora irrisolto il problema di trovare un trequartista da far giocare alle spalle di Mauro Icardi nel 4-2-3-1 di Luciano Spalletti, con inevitabili ripercussioni negative sulla fluidità della manovra nerazzurra, apparsa involuta e ingolfata nelle ultime giornate.

Nelle prime giornate di campionato il tecnico toscano ha proposto come No.10 prima Borja Valero (contro la Roma), poi Joao Mario (SPAL, Crotone e Bologna) e infine Marcelo Brozovic (Fiorentina e Genoa).

Nessuna di queste soluzioni ha finora dato i risultati sperati, tanto è vero che soltanto il portoghese (nella trasferta di Crotone) ha finito la partita nella posizione in cui l’aveva iniziata. Tutti e tre invece hanno prodotto risultati insoddisfacenti. Joao Mario ha dimostrato difficoltà nello smarcarsi oltre la linea del centrocampo avversario, soprattutto contro squadre che si chiudono nella propria trequarti, tendendo invece ad abbassarsi troppo per aiutare i centrocampisti centrali mentre Brozovic non ha prodotto quegli strappi in avanti che Spalletti si aspettava da lui, palesando anche una certa difficoltà nel restare concentrato per tutto l’arco dei 90 minuti di gioco.

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Brozovic non è proprio un assist-man.

Borja Valero, che dei tre ha esperienza nel ruolo (avendo giocato da secondo trequartista nel 3-4-2-1 di Paulo Sousa alla Fiorentina) e una miglior capacità di creare superiorità posizionale, è invece in un periodo di scarsa forma e le sue prestazioni sono in calando rispetto alla primissima parte della stagione.

Ecco quindi che, barrando l’ipotesi di un cambio di modulo, il tecnico dell’Inter ed il suo staff stanno valutando altre opzione per ricoprire la delicata posizione di trequartista.

Una delle più gettonate dai media è quella che prevederebbe lo spostamento a trequarti di uno dei due esterni, Ivan Perisic o Antonio Candreva.

Nel caso dell’esterno croato una sua ricollocazione tattica non creerebbe particolari scompensi, con Eder pronto a raccoglierne l’eredità sulla fascia sinistra. Di contro ci sarebbe il fatto che si toglierebbe dalla sua posizione naturale un giocatore che, partendo da sinistra, ha fin qui dato un gran contributo alla causa sia in termini di gol (3) che di assist (3).

Più articolata è la questione relativa a Candreva. Ormai abituato a giocare lungo la fascia laterale del campo, l’esterno destro dovrebbe riadattarsi ad una posizione nella quale ha comunque un passato, avendola occupata a inizio carriera a Livorno dove (dopo un iniziale utilizzo come interno nel centrocampo a tre di Leonardo Acori) venne impiegato da Gennaro Ruotolo quando gli amaranto decisero di privarsi di Alessandro Diamanti, ceduto al West Ham. Giocando in quella posizione Candreva dette prova delle sue abilità nell’assist e nel tiro da fuori, qualità che potrebbe mettere a disposizione anche dell’Inter.

Spostare Candreva al centro significherebbe però doverne individuare il sostituto lungo la corsia destra. Una soluzione a disposizione di Spalletti potrebbe essere quella di inserire il già citato Eder a sinistra, spostando Perisic sul lato opposto. Oppure quella di provare Brozovic esterno a destra, anche se il giocatore non ha caratteristiche tali da poter aiutare nei ripiegamenti difensivi. Questo sempre che Spalletti voglia utilizzare Joao Cancelo da esterno basso, anche se il portoghese ha reso al meglio nel Valencia quando è stato impiegato in posizione più avanzata.

Un’alternativa all’accentramento di uno dei due laterali offensivi è quella di promuovere titolare Eder. L’ex sampdoriano ha caratteristiche tali da poter giocare in quella posizione ed è dotato anche di uno spirito di sacrifico apprezzato da Spalletti che potrebbe aiutarlo in fase difensiva, quando cioè toccherebbe all’italo-brasiliano il compito di schermare il playmaker avversario.

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Eder da “10” si smarca fra le linee e combina con i compagni in avanti.

Certamente, dei giocatori fin qui analizzati Eder è comunque quello con le maggiori caratteristiche da attaccante, cosa che trasformerebbe il 4-2-3-1 di partenza in una specie di 4-2-4 dalla vocazione ultra-offensiva.

Un avanzamento di posizione di Matias Vecino non è da escludere anche se l’uruguaiano dà il suo meglio quando può attaccare la profondità partendo da dietro, faccia alla porta e sarebbe da testare in una posizione nella quale si troverebbe spesso con la schiena rivolta al portiere avversario.

Queste al momento sembrano le soluzioni sulle quali lo staff tecnico nerazzurro può lavorare, a meno che Spalletti non decida di aspettare un miglioramento della condizione di Borja Valero o di riproporre qualche giocatore già utilizzato nella posizione.

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