Se il trucchetto del dubbio non funziona più

Breve storia vera. Anche se ho la ragionevole sensazione che non ve ne fregherà un cazzo, vi debbo raccontare che due settimane fa mi sono trovato in una drammatica situazione: avevo urgente bisogno di un reggilibri. No, ma mica uno a caso: ne volevo uno carino, tipo quelli visti in vacanza in cento diversi negozi di stronzate alto di gamma, acquisti sempre abortiti nell’ineluttabile evidenza di non poter farcelo far stare, il reggilibri, nel già stipato trolley a misura di Easy Jet. Ho così trascorso due giorni a macerarmi: dove posso trovare in Italia, vicino a me, negozi di stronzate alto di gamma forniti di reggilibri carini tipo quelli là? Finchè – perchè non ci ho pensato prima? – ho fatto la cosa più ovvia: ho digitato “reggilibri” su Amazon e mi si è aperto un mondo. E per l’ennesima volta nel corso degli ultimi dieci-dodici anni almeno, relativamente a qualsiasi questione in cui internet e derivati c’entrassero almeno di sguincio, ho fatto tra me e me la stessa considerazione: quanta fatica inutile si faceva, prima?

Cioè: tipo il Var. No?

Quanta fatica inutile ha fatto l’Inter, prima del Var? E’ una domanda che oggi possiamo fare serenamente, senza complottismi e pianginismi, guardando semplicemente alla Storia e alle prime tre giornate di questo campionato, in cui con il Var ci sono stati assegnati due rigori che gli arbitri non ci avevano dato. Due rigori decisivi, perchè entrambi hanno sbloccato il risultato. Chissà se avremmo 9 punti senza il Var? Boh, forse sì, forse no.

Si tratta, sia chiaro, di due tipici rigori “da Var”. Non due clamorosi errori dell’arbitro, ma due rigori oggettivamente difficili da vedere, border line, quasi superiori all’umana percezione (come essere sicuri al 100% e in una frazione di secondo del contatto ai danni di Icardi, o dell’esatto punto del fallo su Joao Mario a cavallo della riga?). Più che legittimo pensare che l’arbitro non fosse in grado di prendere la giusta decisione. Addirittura, che l’arbitro proprio non li potesse vedere correttamente. E quindi? Ora c’è il Var, prima non c’era. Bene, fine discussione?

No, per niente. Il punto è proprio lì, in quella zona grigia che sta tra la percezione e la decisione dell’arbitro. Chiamiamolo “dubbio”. Ecco, nel dubbio, all’Inter i due rigori non erano stati dati. E non è una questione da poco, questa. Non è prendere una decisione sbagliata, ma non prendere una decisione corretta. La sfumatura è importante, ma l’effetto è uguale. Quante centinaia di partite, quante decine di campionati sono stati determinati o condizionati pesantemente dai dubbi? Da rigori, per esempio, che “nel dubbio” non hanno dato a noi, a volte sistematicamente (nel 2013/14 un solo rigore nell’intero campionato, 21 rigori in tutto negli ultimi 5)? O da rigori che, nel dubbio, non sono stati dati contro la Juve -tanto per fare nomi e cognomi -? O, nel dubbio, a suo favore?

Tre partite non sono nulla in confronto all’eternità. Ma due rigori a favore dell’Inter nelle prime tre giornate di campionato sono un fatto epocale, e due rigori contro la Juve sono un fatto apocalittico. Lo si capisce dalle reazioni scomposte dell’emisfero gobbo nei confronti del Var, una lesa maestà di cui faticano ancora a capacitarsi. Reazioni scomposte che arrivano mentre la Juve ha 9 punti in tre partite: cioè ha sempre vinto, ha rimediato al Var con la sua forza, così, semplicemente segnando più gol dei rigori contro. Certo, si è presa qualche piccolo, relativissimo spavento e ha fatto un pochino di fatica in più. Il giocare ad armi pari ti fa pagare qualche prezzo.

Con tutti i suoi attuali (e provvisori, si spera) difetti, il Var può arrivare a un risultato immane: eliminare la zona grigia del dubbio con una oggettività inoppugnabile. Eliminare i rigori dati o non dati così, una po’ alla cazzo di cane, tipo i falli di confusione, approfittando della vaghezza della situazione. Tenendo la media di queste prime tre giornate, alla fine potrebbero ballare diverse decine di gol, tra rigori dati e non dati a ragion veduta. Certo che la Juve è nervosa: lo sarei anch’io se sapessi che la distanza dagli inseguitori un pochino si accorcia, e che sono finiti i chiodi da spargere sulla strada.

Il Var non risolverà il campionato (la Juve, ribadisco, è a punteggio pienissimo nonostante il Var), ma da subito sistema un po’ di cose. Mette tutti sullo stesso piano e rasserena gli animi (non avremo più “dubbi” su cui incancrenirci per semestri). Il resto, tranquilli, è tutto come prima: la palla è rotonda, bisogna segnare dei gol, possibilmente uno in più degli altri. Ma il sistema dell’aiutino è già tutto crepato, e quello degli alibi pure. Eggià, sarà meno frustrante anche perdere, a volte: senza il dubbio che sarebbe potuta andare diversamente se (segue lamentela), si potranno mandare affanculo anche i propri beniamini con una soddisfazione e una serenità che per decenni a noi tifosotti è stata negata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...