Buona la prima…

Esordio vincente e, per almeno un tempo, convincente dell’Inter di Luciano Spalletti che sconfigge 3-0 la Fiorentina nel debutto stagionale.

Dal punto di vista tattico il 4-2-3-1 spallettiano è caratterizzato da una buona fluidità offensiva. I terzini, soprattutto Yuto Nagatomo, giocano molto alti stazionando spesso nell’altra metà campo. Ma la mobilità dei nerazzurri si vede anche a centrocampo.

Nella zona nevralgica del campo il tecnico di Certaldo ha scelto, a sorpresa, la coppia di mediani formata da Borja Valero e Matias Vecino con Marcelo Brozovic proposto come trequarti dietro Icardi.

Questa era la situazione di partenza ma l’Inter, come detto, ha mosso costantemente i suoi uomini: in pratica tutti e tre i centrocampisti centrali erano liberi di salire e attaccare la zona di rifinitura purché uno di loro, a seconda della situazione, rimanesse dietro a far da metronomo davanti alla difesa.

Il gioco nerazzurro è passato da lì, con Vecino che ha registrato alla fine uno score di 67 palloni giocati (93% di precisione) e 4 recuperi e Borja Valero che ha effettuato 48 passaggi (92% riusciti) con 7 palloni recuperati.

In avanti il movimento continuava con i tagli ad entrare degli esterni Ivan Perisic e Antonio Candreva, col risultato di lasciare le corsie esterne libere per le avanzate dei terzini.

Il risultato della concatenazione di questi movimenti è stato, da parte dei Nerazzurri, l’occupazione razionale del campo sia centralmente che in ampiezza.

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In questo modo l’Inter ha preso in mezzo i due centrali di centrocampo della Fiorentina, Sanchez e Veretout, poco supportati in fase difensiva da Benassi, mentre sugli esterni sia Danilo D’Ambrosio che Nagatomo sono riusciti ad aiutare le ali interiste nel mettere in difficoltà gli esterni bassi viola Olivera e Tomovic, a loro volta poco aiutati da Eysseric e Gil Dias in fase di non possesso palla.

Nel secondo tempo la partita cambia, complice anche un calo atletico da parte dell’Inter. La Fiorentina diventa pian piano padrona del campo: il pressing e il contropressing dei Viola vengono eseguiti meglio e la squadra di Pioli risulta più efficace nella riconquista della palla e nell’ostacolare la fase di costruzione nerazzurra. Di conseguenza la Fiorentina ha più palloni e disposizione e riesce ad esercitare un maggior dominio territoriale (alla fine il baricentro medio degli ospiti sarà di 51.63 metri), rendendosi anche pericolosi come in occasione del palo colpito da Veretout.

Cristoforo dà un contributo maggiore rispetto a Benassi, sia in fase difensiva (dove collabora maggiormente con Sanchez e Veretout sia nella copertura degli spazi che nel pressing) che in fase di possesso palla (22 palloni giocati, 91% di precisione agendo a ridosso di Simeone prima e di Babacar poi).

Anche Eysseric sale di tono affiancando l’uruguaiano dietro il centravanti e lasciando la corsia di sinistra aperta per Olivera.

L’Inter sbanda, arretra e comincia a soffrire sugli esterni. Spalletti corre ai ripari cambiando il centrocampo con gli inserimenti di Joao Mario per Borja Valero e di Roberto Gagliardini per un deludente Brozovic (32 passaggi effettuati, 80% di precisione, 5 palle perse).

Alla fine il terzo gol nerazzurro arriva nel momento migliore della Fiorentina, quando i Viola sembravano vicini a riaprire una partita che viene invece definitivamente chiusa dalla rete di Perisic.

Un buon debutto quindi quello dell’Inter di Spalletti che ha proposta una squadra corta fra i reparti (lunghezza media 26.77 metri), precisa nel gioco palla a terra (531 passaggi effettuati con l’85% riusciti, appena 12 i lanci lunghi) e con un baricentro avanzato, soprattutto nella prima frazione. Da rivedere qualche giocatore come il già citato Brozovic e Nagatomo (22 passaggi effettuati, 81% di precisione ma ben 7 palloni persi), bravo nel primo tempo, in difficoltà nella ripresa contro il giovane portoghese Gil Dias.

Da servire meglio Mauro Icardi che tocca appena 10 palloni vicino alla porta avversaria. L’argentino è comunque protagonista con 2 occasioni create, 4 tiri in porta e due gol (uno su rigore).

La squadra dovrà anche prestare maggior attenzione alla gestione della palla (troppi i 51 palloni persi, dieci in più della Fiorentina) e avere maggior simmetria nelle fasi d’attacco avendo giocato prevalentemente per vie centrali e sulla destra (38% delle azioni offensive su questo lato con D’Ambrosio che ha giocato 45 palloni), trascurando la fascia sinistra (19% degli attacchi).

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