Editoriale

Ottimismo (5 cose buone dell’agosto di Spalletti)

Lo so, a poco servirà e di certo non placherà i lamenti dei loggionisti più esigenti, quelli che avremmo dovuto comprare Cristiano Ronaldo, Messi, Neymar e con il resto rifare lo stadio e comprare la Juventus per farla fallire, ma ci sono cose buone in quest’Inter di agosto, impressioni che se confermate potrebbero far pensare a una salutare inversione di tendenza dopo anni disastrosi.

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  1. Spalletti, proprio lui. Siamo aggrappati a quest’uomo e lui pare gradire il ruolo. Intervista dopo intervista ha iniziato a parlare sempre meno di se e sempre più della società, della squadra, dell’Inter. Ma se la declinazione pubblica del suo ruolo di ambasciatore è confortante, molto di più lo è il lavoro sul campo. La squadra di Spalletti si muove in armonia, tiene le distanze tra reparti, palleggia quando deve e accelera in verticale non appena ne ha le possibilità. Spalletti ha chiesto giocatori di esperienza, ha un’idea di gioco e sa come arrivarci. Più che acquisti ha chiesto cessioni per aver più chiara la situazione al netto di doppioni e mezzi giocatori. Sapevamo di essere di fronte a un allenatore di grande personalità, ma la serenità con cui affronta una situazione difficile è sorprendente.
  2. Lo spogliatoio ha ricominciato a funzionare, i giocatori ragionano come gruppo e chi non si adegua viene accompagnato alla porta senza troppe cerimonie. I giocatori vedono l’allenatore saldo e accettano la sua guida, esattamente quello che è mancato con Pioli e de Boer. Ora chi ostacola il lavoro della squadra viene isolato e non ha la possibilità di creare fratture o mettere in cattiva luce lo staff tecnico.
  3. Alcuni oggetti misteriosi hanno improvvisamente trovato la luce. Eder nello schema di Spalletti funziona bene sia come prima punta che come esterno, Joao Mario non è costretto a cantare e portare la croce e Perisic si stente stimato e valutato come crede di meritare e non più usato come pedina per sbloccare il FFP. L’impressione è che tutti sappiano cosa fare e quali sono le aspettative, segno di un dialogo continuo con l’allenatore.
  4. Škriniar è un difensore eccellente, molto meglio di quanto tutti ci aspettassimo. Chiaro che ora serve un rincalzo all’altezza, perché siamo pochi e se Miranda prende un raffreddore (a 33 anni), è una tragedia. Ma aver comprato bene uno che ha 10 anni di carriera davanti è confortante, dopo anni di Ranocchia, Murillo e Silvestre. Le squadre si costruiscono da dietro. Con l’eccezione del tremebondo Handanovic (comunque portiere nettamente al di sopra della media), l’asse verticale è ottimo (Handa – Skriniar – Borja Valero – Icardi).
  5. Il campionato inizia il 20 agosto. È un sollievo perché non esiste altro modo di scrollarsi di dosso il pessimismo gratuito e l’ottimismo sfrenato. Fiorentina e Roma sono pessime clienti per le prime due giornate, sapremo presto se siamo di fronte alla prima vera stagione di ricostruzione o se toccherà aspettare ancora un anno.
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