Tu, tu che sei diverso, almeno tu, nell’universo (dichiarazione d’amore a Borja Valero)

I capitani altrui non si toccano. Non che sia una regola ma quando la mia squadra corteggia bandiere che garriscono da tempo in altri stadi, provo un imbarazzo terribile e mi sento in colpa.

Borja Valero è innamorato di Firenze tanto quanto città e tifoseria lo sono di lui, una corrispondenza di sentimenti nata e cresciuta in anni di giocate intelligenti, partite tatticamente perfette e prove di carattere. Quando è arrivato dal Villareal BV covava il dolore di tutti i buoni giocatori di centrocampo che in Spagna vivacchiavano nel cono d’ombra dei Big Three (Xavi, Busquets e Xabi Alonso). Per uno nato e cresciuto nella cantera del Madrid, per uno che si pensava destinato alle cose più grandi, l’ombra è scomoda e stretta, per uno con le doti di BV l’anticamera è una stanza da non frequentare.

Mezzala destra, sinistra, interno o regista puro, Borja Valero sa fare tutto e lo sa fare meglio degli altri, quindi preparare la valigia e cercare fortuna prima in Spagna e poi in Europa è stato semplice e naturale. Zero presenze nel Real Madrid, poi Maiorca, West Bromwich, Maiorca di nuovo, Villareal e finalmente Firenze.

5 stagioni di pura bellezza, una capacità di leggere il gioco che in serie A hanno in pochi, forse nessuno. Borja Valero è quel giocatore che quando viene associato ad altre squadre ti provoca una fitta al cuore, un rammarico preventivo con tanto di piagnisteo: perché non lo prendiamo noi, è l’uomo perfetto per l’Inter.

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All’insana passione di chi scrive va aggiunta una considerazione di carattere tattico, ben più importante e valida: BV è il giocatore ideale per il calcio pensato e geometrico di Luciano Spalletti, l’uomo che miracolò el Pequenito Pizzarro e lo trasformò in Principe dopo l’anno da sgraziato ranocchio nerazzurro. Protezione e lavaggio dei palloni complessi, ricerca continua del compagno libero, talvolta da usare come sponda, tessitura di un gioco orizzontale che accelera all’improvviso, BV è ormai talmente bravo ed esperto da riuscire a giocare anche da mediano e recuperare palloni velenosi.

Quindi e nonostante l’imbarazzo di chi ama l’oggetto dell’amore altrui, nonostante l’età di Borja Valero (32 anni), faccia pensare a una scappatella più che a una lunga storia, caro Signor Zhang io penso che sia giunta l’ora di cominciare a fare sul serio, di non scazzarsi con la Fiorentina per pochi denari e di portare a casa lui, almeno lui nell’universo, il centrocampista più intelligente del calcio contemporaneo.

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