Di nome fa Milan, ma Skriniar non è poi così male

Questo mese di giugno per noi interisti è una specie di calvario. Siti e giornali vari hanno accostato ai colori della Beneamata praticamente chiunque abbia calciato un pallone nell’anno solare, sparando nel mucchio per cercare di indovinare le trattative portate avanti sotto traccia dal duo Sabatini-Ausilio. E poi i continui riferimenti al Fair Play Finanziario e a quei maledetti 30 milioni, un argomento che sembra riguardare solo noi, dato che poi c’è chi spende senza farsi troppi problemi.

Per fortuna non manca molto alla fine del mese e da Luglio, una volta chiuso il capitolo bilancio, finalmente arriveranno quei rinforzi che Suning ha promesso a Spalletti per riportare in alto il nome dell’Inter. Un paio di calciatori, nel marasma di nomi che sono usciti, sembrano davvero a un passo dal vestire il nero e l’azzurro. Uno è Borja Valero, di cui già abbiamo scritto ampiamente, l’altro è un difensore di 22 anni che gioca nella Samp e il cui nome sembra quasi una contraddizione per uno che potrebbe giocare nell’Inter.

Si chiama Milan e di cognome fa Skriniar. Ma proprio uno che si chiama Milan dobbiamo prendere per rilanciare il nostro disastrato reparto difensivo? Beh, che si chiami Milan, Ermenegildo o Giovanni a me non è che importi più di tanto. A me importa che Skriniar vinca contrasti, tenga a bada gli attaccanti che gli si parano contro, imposti il gioco come i difensori moderni devono fare e spazzi la palla in tribuna quando è necessario. E questo ragazzo di 22 anni, nonostante la poca esperienza nel nostro campionato, sembra avere il potenziale per poter diventare un difensore di alto livello.

Skriniar è slovacco come Hamsik e in questo momento è impegnato con la Nazionale Under 21 agli Europei che si stanno disputando in Polonia, ma ha già esordito con la Nazionale maggiore. Lo scorso anno è stato convocato anche agli Europei e ha giocato contro Inghilterra e Germania al fianco di quel Martin Skrtel che rappresenta il suo punto di riferimento calcistico. Con l’ex giocatore del Liverpool (o almeno, con la versione di Skrtel con qualche anno in meno) condivide l’esuberanza fisica, la capacità di far partire l’azione e la rapidità nel breve. Gli manca ancora un po’ di cattiveria quando ha un’occasione da gol, dato che non è ancora riuscito a sbloccarsi da quando è in Italia (anche se negli anni dello Zilina è andato a segno ben 15 volte in 102 presenze). Quella cattiveria che Skrtel invece ha sempre avuto, e che gli ha permesso di essere un pericolo costante sulle palle da fermo.

skriniar skrtel

Skriniar e Skrtel impegnati a tenere a bada Dele Alli e compagni durante Inghilterra-Slovacchia 

La stagione 2016/2017 di Skriniar è stata un climax, un’ascesa continua verso il ruolo da protagonista. La panchina, le prime partite da titolare piene di errori e incertezze, la sempre maggior sicurezza nei propri mezzi acquisita soprattutto grazie al lavoro tattico e psicologico di Marco Giampaolo, che ha sempre avuto parole di apprezzamento verso di lui e lo ha difeso anche quando ha commesso degli errori evidenti.

Osservando un po’ le sue statistiche in questa stagione è possibile notare diversi particolari interessanti, in positivo e in negativo: Skriniar, nonostante l’altezza e la forza esplosiva, vince solamente 1.4 duelli aerei a partita, meno della media dei difensori della Serie A (per dire, Manolas ne vince 2.3, Chiellini 1.6, il suo compagno di reparto Silvestre 1.7), ma ha una media di passaggi riusciti del 91.4%, una percentuale altissima se confrontata a quella dei pari ruolo. E non si tratta solo di passaggi orizzontali o brevi, perché quando Torreira è stato marcato a uomo le azioni partivano spesso dai suoi piedi. Il fatto che poi sia praticamente ambidestro (molti siti specializzati scrivono che è mancino, anche se nasce destro naturale, e questo fa capire quanto bravo sia in grado di giocare con entrambi i piedi) gli facilita di molto le cose.

Nei duelli uno contro uno poi lo slovacco sembra quasi esaltarsi, riuscendo a tenere testa anche a giocatori molto veloci. Nonostante l’altezza infatti Skriniar è molto rapido nei primi 10-15 metri, una rapidità che negli anni in Slovacchia gli permetteva di giocare senza problemi anche da terzino sinistro.

Da notare, verso la fine, il recupero su Duvan Zapata, che in progressione non è uno che si ferma tanto facilmente

Un altro dato interessante riguarda le palle intercettate: in questo particolare Skriniar è il 15° miglior giocatore della Serie A, davanti a gente come Nainggolan e Milinkovic-Savic. Intuito e fisicità gli permettono di arrivare spesso prima degli avversari e il sistema di gioco di Giampaolo, in cui la difesa alta è un elemento fondamentale, sembra fatto per esaltare al meglio le sue doti. Come detto prima però lo slovacco può adattarsi anche a una difesa meno alta, proprio per la capacità di duellare contro avversari con caratteristiche diverse.

Un difetto importante è che a Skriniar in alcuni momenti sembra mancare la concentrazione. Nella gara di Roma con la Lazio, ad esempio, tiene in linea Keita sul primo vantaggio e frana sulla punta rimediando il rosso che cambia la partita e spiana la strada ai biancocelesti verso una goleada. A 22 anni però c’è tutto il tempo per migliorare, e visti i progressi dell’ultimo anno l’etica del lavoro non manca certo a questo ragazzo.

Un giocatore dell’Inter che si chiama Milan, poi, sarebbe una gran bella storia. 

 

 

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