Inter-Milan, le “sante” pagelle e le residue speranze di Pioli

 

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Nella celebrazione della Santissima Pasqua, e prima delle pagelle (rammentandovi che nelle ultime quattro partire ne abbiamo pareggiate due e perse altrettante), vorrei ricordare due Santi a me cari in questo sabato caritatevole, invocati a gran voce durante la gara. Il primo è Santo Daniele Orsato Martire (una mia speranza) da Montecchio Maggiore, uno dei pochi uomini in grado di moltiplicare i minuti dilatando il tempo a suo piacimento (specie quello di recupero). Riuscisse a farlo anche con i centimetri farebbe i soldi a palate. Il secondo è Santo Stefano Pioli da Parma, detto il normalizzatore, l’unico allenatore in grado di resuscitare, con spirito cristiano e cambi ecumenici, partite già morte per gli avversari. A loro tutto il mio più sincero augurio di poter far del bene, ma altrove.

Handanovic – 7,5
Sarà per questione di metabolismo o perché non digerisce il pranzo, ma l’idea, per il futuro, è quella di farlo giocare sempre a mezzogiorno. Ci sorregge nei minuti di maggiore sconforto, specie nel primo tempo. Chirurgico nelle uscite basse.

D’Ambrosio – 6,5
Con quel suo taglio di capelli, all’inizio dell’anno lo avrei visto meglio accanto a Maria De Filippi in Amici. Mi devo ricredere, anche di fianco a Medel non sfigura. E’ cresciuto molto. Dalla sua parte ha un cliente difficile come Deulofeu. Però oggettivamente riesce a fare bene sia la fase difensiva che quella offensiva.

Medel – 6,5
Se giocassimo a Jorkyball lo vorrei sempre nella mia squadra perché negli spazi piccoli si muove come un furetto in un pollaio e in area di rigore lo trovi sempre pronto a far casino. Ma quando il campo si allunga, cominciano i dolori. Appuntarsi, please: comprare vero centrale per l’anno venturo.

Miranda – 6,5
Ne sbaglia poche ed è l’unico che dà una sensazione di sicurezza alla difesa. Ad avercene (magari un po’ più giovani).

Nagatomo – 6
E’ la mossa a sorpresa di Pioli. Contiene Suso e quando la squadra è alta si muove meglio senza sbavature. Negli ultimi minuti, che c’è da difendere, entra in confusione. Siamo in attesa di capire quando partirà per il suo viaggio di nozze. Lungo, mi raccomando.

Il Gaglia, questa volta, prende 6 (e mezzo)
I primi trenta minuti sono da brivido. Poi cresce. Assist per Candreva, ordine a centrocampo. Finché Pioli non snatura la squadra nel mezzo si fa valere. Poi liberi tutti.

Kondo – 6,5
E’ la spalla ideale di Gagliardini. Con lui è quasi perfetto, senza è perso. Indovina i tempi di anticipo, fa ripartire la squadra. Alle volte assomiglia a Pogba. Ma solo qualche volta e da molto lontano.

JM – 7,5
In questa gara è la mente a trazione integrale. Corre, lotta, anticipa, riparte, ma soprattutto pensa. E’ tutto quello che avevamo visto di bello in lui all’inizio di stagione. Sarà per questo che Pioli lo richiama in panchina.

Murillo – Mah?
Si imbuca in una festa non sua. Non stiamo qui a ricordare che con lui in campo ne abbiamo presi due, saremmo vili, possiamo però dire che senza di lui stavamo vincendo con due gol di scarto.

Candreva 7,5
Ridicolizza De Sciglio. Obietterete che ci vuole poco, ma comunque oggi gioca con i tempi giusti. A volte succede anche a lui.

Perisic 7,5
Quando ho visto la tabella luminosa indicare il suo numero ho sperato che fosse una fake news. Se vinci due a zero e togli l’uomo che riesce a coprire da solo settanta metri di campo con la stessa facilità con cui io copro la distanza letto-divano, vuol dire che in testa hai il sale grosso. Era infortunato? Da come correva non sembrava.

Eder 6
La differenza con Perisic è quella che intercorre tra un purosangue “Thoroughbred” e un levriero italiano. Tutti e due corrono veloci, ma con quelle praterie il cavallo fa più strada. Sbaglia una palla facile per Icardi in un “due contro due”.

Icardi 7
Alcuni storceranno il naso ma è comunque una presenza costante. Un gol, un mezzo assist, tanta corsa e molto sacrificio. Da lui non si prescinde (per ora).

BiabiaCHI?

Pioli – 4
Nel derby di andata ebbe il merito di indovinare i cambi. In quello di ritorno di sbagliarli tutti. Nell’ordine:
ha tolto l’uomo in grado di creare superiorità in contropiede,
quello che pensava,
quello che sembrava essere il più in forma.

Non so se la somma dei derby si equivalga. L’unica certezza è che dopo Crotone e questa partita si è giocato le residue speranze di rimanere. E fatemelo dire: bene così.

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