Amarcord

Su quel muro c’eravamo tutti

di Marco Napoletano

Eravamo tutti lì. Appoggiati a quel muro con Marco. Fuori dal pullman. Da soli.

Forse volevamo restare soli e non avremmo voluto incontrare nessuno.

E invece no. Sei arrivato tu José.

Ci hai visto lì soli appoggiati a quel muro sofferenti e invece di scappare sei venuto ad abbracciarci. A dirci qualcosa nell’orecchio. In quell’abbraccio ci siamo tutti.

Tutti noi interisti siamo in quell’abbraccio José.

Un abbraccio sincero, di chi sta soffrendo eppure non dovrebbe essere il momento giusto per soffrire. Dovrebbe essere il momento di gioire, di esultare per una vittoria che mancava da tanto tempo, eppure la nostra felicità è turbata.

Quell’abbraccio, è l’abbraccio di due fidanzati che si sono amati tanto e hanno deciso di lasciarsi. Ed in quel momento riaffiorano i ricordi, le cose dette, le cose fatte insieme. Immagini indelebili che conserverai per sempre e che inevitabilmente ti porteranno a fare i paragoni con chi c’è stato prima e con chi ci sarà dopo. Una storia d’amore breve ma intensa e ricca di emozioni.

Quell’abbraccio, è l’abbraccio di un genitore che vede il figlio partire. Una partenza che lo terrà lontano da casa per tanto tempo, forse per sempre. Un abbraccio di chi si fa forza e finge di essere tranquillo, ma poi crolla e scoppia a piangere.

È l’abbraccio di chi sa di aver sbagliato. Di chi sa di aver ferito qualcuno. Di chi sa che quel qualcuno per lui ha dato l’anima superando tutti i suoi limiti.

Quell’abbraccio, è l’abbraccio di chi sa che quei momenti non torneranno più. L’abbraccio di chi sa che una persona così, molto probabilmente non la incontrerà più. È l’ultimo addio ad una persona speciale.

Perché tu, José, sei speciale sul serio. E con noi lo sei stato ancora di più. Ci hai sedotto, conquistato, fatto innamorare e poi una volta sull’altare ci hai abbandonati lasciandoci soli.

Nella sera della nostra Champions hai deciso di comunicare al mondo intero che saresti andato via. Sei riuscito a prenderti la scena anche nel giorno del nostro triplete. Sei rimasto lì a Madrid, mentre noi abbiamo lasciato quel muro e siamo ritornati verso casa senza più una guida.

Ma quell’abbraccio, nonostante tutto, a noi è piaciuto. Ci ha mostrato che persona sei, che uomo sei. Nella vita capita di dividersi, di decidere di percorrere due strade diverse; ma la strada percorsa insieme resterà per sempre dentro ognuno di noi. Ci hai regalato momenti indimenticabili, ci hai resi più forti di tutti, ci hai riempito il cuore di gioia.

Ci hai reso immortali. Auguri José

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