Cronache

11 (e più) sfumature di 6: le pagelle di Palermo – Inter

Vittoria consecutiva numero 6, grazie ad un gol del giocatore numero 6. Potremmo chiuderla già qui – dando 6 a tutti – questa pratica delle pagelle di una partita piuttosto monotona, rotta da alcuni squarci di grazia che hanno provocato una vittoria onesta e di grande importanza. Ma siccome nel calcio, e nella vita, i dettagli contano, vediamolo tutte le sfumature di questi 6.

Handanovic 6 me la meno di meno

Per una volta – notiziona – non solo non è decisivo, ma non è nemmeno importante. È forse la partita che lo vede meno operoso da quando gioca nell’Inter, ma è infida come il terreno del Barbera, e gli ultimi dieci minuti è un susseguirsi di calci d’angolo con l’incubo di una pennellata di Diamanti. Pennellata che il nostro sventa con destrezza e senza stare tanto a fare i complimenti. Per una volta ci risparmia la faccia del “Se non ci fossi qui io“.

Ansaldi 6 meno (irruento)

Gioca due partite: una insufficiente fino a quando non vede Eder già pronto a bordocampo che si sta infilando i guanti. Nel frattempo Candreva pennella per Joao e l’inerzia della partita cambia. Ne inizia una nuova per lui. Bravissimo ad aiutare Miranda in chiusura, si propone in attacco, poi si lascia andare ad una imprudenza scivolando con i suoi 90 kg su Nestorovsky. Per chiarezza regolamentare non si può dare il giallo ad entrambi. Per cui, che ci piaccia o no, Irrati prende la decisione giusta. E Ansaldi ci lascia in 10. Meno irruento, grazie.

Miranda 6 unico

Un 6 bello pieno; come le chiusure eleganti in cui si esibisce nella risaia sicule. Nestorovsky gli fa il solletico, quello che subentra non ricordo nemmeno come si chiama, perché Miranda lo annulla.

Murillo 6 più 

Tra la prodezza in Coppa Italia e la partita di oggi, abbiamo visto il miglior Murillo delle stagioni interiste. Sarà che è rientrato Medel, sarà che adesso il centrocampo lo aiuta di più, sta di fatto che adesso il colombiano sembra un centrale vero. Dateci ancora due partite per riabilitarlo definitivamente.

D’Ambrosio 6 uno di noi

Non lascia nulla di intentato. Chiude, attacca, protesta, si fa ammonire. Ma è un uomo importante di questa nuova Inter. Fa strano dirlo, ma è così: Dambro uno di noi.

Brozovic 6 spaesato (meno meno)

Non bene, eppure crea l’occasione migliore del primo tempo. Nel secondo tempo perde giri, ma la sua presenza è talmente importante, che non se ne accorge nessuno. Quando prende il posto di Perisic a sinistra, non ne azzecca più una, ma se Pioli lo tiene in campo fino alla fine un motivo c’è. È fondamentale anche quando gioca male.

Candreva 6 meglio quando crossi 

Confuso e nemmeno troppo felice. Fino a quando non si esibisce nella sua specialità. L’assist decisivo. Non ho contato quanti sono da inizio anno, ma credo siano 6. O almeno fatemi credere a questa cosa. Mica cotiche, comunque.

Banega 6 meno meno meno 

Sarebbe un 5, ma non possiamo rovinarci la media e questo gioco da idioti. Inizia pimpante, o almeno è pimpante rispetto alle ultime prestazioni da titolare. Poi cala, ma è tutta una tattica per far entrare Joao Mario e risolvere la partita. Altruista come pochi, non vendiamolo.

Joao Mario, 6 decisivo 

È il suo numero di maglia, non poteva che deciderla lui. Entra con il piglio di chi deve decidere la partita e lo fa con una bella incursione. Lucido come la sua pelata bagnata dalla pioggia palermitana.

Perisic 6 troppo… 

Troppo veloce per il mio Sky Go, che si impalla ogni volta che lui improvvisa un’accelerazione. Poi quando la linea adsl torna in sé, lui ha perso il pallone o si è procurato un calcio d’angolo. In ogni caso l’ho visto poco. Ma è colpa di Sky Go, non sua.

Kondogbia 6 ancora tu? 

Entra a pochi minuti dalla fine ed è subito in partita. La cosa mi destabilizza e mi emoziona al tempo stesso. Il prezzo pagato per strapparlo all concorrenza ce lo siamo scordati, e adesso che non deve nemmeno fare per forza il titolare è persino un giocatore utile. Di questo passo tra 6 stagioni potremo irridere il Milan per averglielo soffiato.

Gagliardini 6 un mito 

Ho provato a pescare nel passato un giocatore come lui, che non perde un pallone, che corre dal primo al novantesimo e ne ho trovati solo due. Aaron Winter e Antonio Manicone. Forse il secondo, paradossalmente, è quello che gli somiglia di più. Fosse anche solo per scaramanzia, visto che anche lui diede il via ad una serie di vittorie consecutive che per poco non consegnarono lo scudetto a Bagnoli. Gaglia è un po’ più rock, ma nonostante sia un Millennials gioca a testa altissima, come Falcao. Ok, mi piace da impazzire. Credo sia evidente.

Icardi 6 più o meno

Prende botte da Goldaniga, un uomo mezzo difensore mezzo robot, e si mangia un gol già fatto (o almeno che, per lui, sarebbe già fatto). Siccome non saprei che altro dire, aggiungo “fa salire la squadra”, poi mi ricordo di capirci di pallone e vi segnalo il suo movimento sul gol di Joao Mario. Praticamente attira su di sé due difensori del Palermo e libera Joao Mario per il gol del successo.

Santon se ci 6 dacci un segnale 

O almeno entra in campo con una faccia più convinta. Il resto è (quasi) ordinaria amministrazione, con qualche patema. Tipo un pallone mandato in calcio d’angolo a cazzo.

Pioli, ti prego altre 6

Ci abbiamo preso gusto, e lui pure. Lo vediamo persino entrare in campo per protestare, e la cosa ci piace. O ha molta fortuna con i cambi, oppure ha capito i suoi giocatori e i momenti della partita. Io dico la seconda.

 

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