Il miglior film di Sorrentino, premio della critica (per i 3 punti e i 3 biglietti ritentare, sarà più fortunato)

Giocare cinque partite sulla carta affrontabili e vincerle tutte, fare quattro passaggi di fila senza perderla, passare sereni 20 minuti di almeno una partita, recuperare tre giocatori finiti fuori dal progetto, venderne due, divertirsi, gioire. Sembrano i propositi che si fanno a fine estate dopo l’ultimo bagno o al 27 dicembre gonfi di panettone, invece si tratta del primo mini bilancio della nuova Inter di Pioli. Intanto le suoniamo al Chievo, che l’ultimo bagno ce lo aveva mandato di traverso a fine agosto, e buchiamo tre volte Sorrentino che come troppo spesso gli accade aveva preso a fare il fenomeno a San Siro. E con Gabigol in pianta stabile nulla sarà più precluso.

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Handanovic – prende un gran freddo, respinge un tiro di Pellissier al sesto secondo della ripresa ed è puntuale su uno sciagurato retropassaggio di Murillo, che gli ricorda che tranquillo tranquillo non può mai stare. Voto 6
D’Ambrosio – la corsia di destra è quella debole, timido nel supportare Candreva, svagato nella (non) marcatura su Pellissier in occasione del vantaggio clivense. Voto 5,5
Miranda – in apertura è ruvido quanto basta sugli attaccanti avversari per far loro capire che non è cosa. Per il resto pochi grattacapi e qualche puntata nella metà campo avversaria, giusto per vedere che effetto fa. Voto 6
Murillo – un brivido sul retropassaggio di cui sopra, per il resto non si nota, ed è una buona notizia. Voto 6
Ansaldi – ancora una volta preferito a Nagatomo, meriterebbe un 8 solo per questo. Nel primo tempo è fra i più brillanti, anche se i cross sono troppo spesso fuori misura, cala nella ripresa e viene sostituito, per una volta con profitto, da Eder. Voto 6
Gagliardini – “basta che uno sia giovane, italiano, e azzecchi un paio di partite e adesso costa 35 milioni”. E se costasse tanto perché è bravo? Impressionante la tranquillità con cui si presenta all’esordio da titolare alla Scala del calcio. Impressionanti anche intelligenza tattica e fisicità. Evitiamo paragoni o proclami, che sarebbe stupido. Avanti così, ragazzo. Voto 7
Kondogbia – inizia a somigliare ad un calciatore, e poco conta se sia l’effetto Pioli, la concorrenza, o se semplicemente stia cominciando a capire qualcosa. Ancora un paio di sbavature, ma siamo sulla strada giusta. Voto 6,5
Candreva – maluccio, vedi D’Ambrosio. L’assist per il gol del pareggio salva una prestazione nel complesso non sufficiente. Voto 6
Joao Mario – attenzione: il dualismo con Banega sembra non giovare a nessuno dei due: per la seconda di fila il migliore è il subentrante. Gioca finalmente nel suo ruolo vero, ma da un dieci ci si aspetta maggior imprevedibilità. È uno dei pochi, forse l’unico, che giocava meglio con de Boer. Voto 5,5
Perisic – nel primo tempo in tandem con Ansaldi mette sotto assedio la retroguardia avversaria, nel secondo il compagno cala e allora fa tutto da solo, a sinistra, a destra e al centro. Un altro gol nel finale, pesantissimo. Per di più con mezza papera di Sorrentino, e allora ci piace ancor di più. Voto 7,5
Icardi – quello che dal vivo poteva sembrare un facile tap in sotto porta è in realtà un tocco fino, di sinistro, calibrato perfettamente. Il punto è che non si limita più al gol o al lavoro in area: sul gol di Perisic è lui che rientra e va a scardinarla all’avversario in uscita. Con buona pace di chi voleva portarlo in spalla a Napoli quest’estate. Voto 7
Eder – sembra aver recuperato punti nelle gerarchie di Pioli, ora è lui la prima alternativa ai tre davanti, e stavolta dà ragione al mister, regalando sostanza e cambio di passo. È pericoloso più volte e nel finale timbra meritatamente il cartellino. Voto 6,5
Banega – una manciata di minuti, meglio del compagno ma niente di indimenticabile. Col rientro di Brozovic e Medel potrebbe davvero diventare di troppo. Dispiacerebbe non poco. Voto 6
Palacio – pochi minuti, giocati con intelligenza e sacrificio. Sembra finalmente calato nella sua, nuova, dimensione di gregario, come dimostra l’assist a Eder. Voto 6
Pioli – l’effetto Pioli, il normalizzatore, il potenziatore, il culo di Pioli. Messi tutti insieme il risultato non è male. Lo inquadrano sullo 0-1 e capisci che vinceremo, non è poco. Ah, la squadra gioca a calcio. Voto 7

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