Udinese – Inter, le pagelle dopo la pennica

Abbiamo concluso il 2016 con le pagelle che a leggerle non diventi cieco, e ringraziamo Perisic che ci restituisce il gusto di una pagella vincente. Stavolta più equilibrata, ma pur sempre vincente. Abbiamo cercato su Google foto con la maglia Sprite, ed abbiamo trovato solo disfatte. Se non altro adesso sappiamo che non è la maglia che porta sfiga. E visto che noi equilibrati non siamo, eccoci con le pagelle odierne.

Handanovic

Ricomincia con il sorriso. Oddio, forse con il sorriso è troppo, ma almeno senza il broncio. La parata in avvio su Zapata è utile e spettacolare, sul gol non può nulla e nel secondo tempo non deve fare miracoli, ed è già una notizia. In attesa di capire se vuole ancora andare al Barcellona o vuole chiudere la carriera a Udine, possiamo dire che mai come in passato sta bene dove sta. Voto 6,5

Ansaldi

C’è una caratteristica di questo ragazzone che ci preoccupa: alto, bello, muscoloso, spalle larghe, e va sempre a terra. Ha un fisico da argentino e chiede falli che non si danno nemmeno nel campionato cinese. Per il resto è ordinato, nel secondo tempo cresce, si sovrappone e cade solo 4-5 volte. Se cambia i tacchetti è fatta. Voto 6.

Murillo

Diciamoci la verità: nel primo tempo la zona centrale è una prateria, e quando i pericoli non arrivano dai giocatori avversari ci pensa lui ad inventare improbabili passaggi dentro l’area di rigore all’attaccante di turno. Poi cala l’Udinese e cresce lui. O viceversa. Comunque è sufficiente. Voto 6.

Miranda

Nel primo tempo soffre anche lui, un po’ perché Zapata è in giornata (almeno fino all’ora di pranzo), un po’ perché Murillo lascia prigionieri ovunque. Poi dopo la mezz’ora sale in cattedra e nel secondo tempo diventa uno dei protagonisti, tanto che non solo Zapata, ma anche Matos e quell’altro che entra non vedono un pallone che sia uno. Voto 7.

D’Ambrosio

Lo so cosa state pensando: D’Ambrosio è in crescita. E allora diciamolo tutti insieme anche oggi. D’Ambrosio uno di noi. Vale anche per lui il discorso della prima mezz’ora, quella in cui pensi: “Ma chi è Jankto?” “Ma perché D’Ambrosio a noi?”. Poi non dico che sale in cattedra, ma in piedi sulla sedia sì. Voto 6.5

Kondogbia

Altri 5 anni così e ci dimenticheremo quanto è costato. Poi potremo dire che gioca una partita gagliarda con qualche errore di disimpegno di troppo. E lo accetteremo. Voto 5,5

Brozovic

Non gli si può chiedere di giocare sempre ai livelli delle ultime del 2016, gioca comunque a buonissimi livelli, soprattutto ha la dote straordinaria di cambiare passo quando gli altri si stancano. Lo fa anche oggi, ma non si nota più di tanto. Bene lo stesso Brozo. Voto 6.

Banega

Sembra lo faccia apposta a non prendere i palloni che gli girano attorno. Una partita storta, che cambia nel momento in cui esce lui. I cinesi hanno pronti 30 milioni, e di fronte a questa prestazione (che non è la prima) tentennerebbe persino un altro cinese ricco. Voto 4,5

Candreva

Nel primo tempo lo prenderesti a schiaffi per farlo svegliare. Ma è lì, sornione, perché sa che prima o poi un cross come dice lui lo mette. Non lo mette, ma va bene così. Arriveranno tempi migliori. Voto 6.

Perisic

È ingeneroso dire che vince la partita da solo, ma la sua è una partita fatta di accelerazioni e doppi passi ubriacanti. A differenza delle ultime prestazioni diventa anche cinico, e trasforma in oro due assist pregevoli di Icardi e Joao Mario. La cosa migliore fatta dal Mancini durante la su gestione. Insistere per farlo acquistare. Voto 8.

Icardi 

Quando non segna diventa difficile giudicarlo. Oggi la sua partita è tutta in quell’assist lucido, pregevole, fondamentale che serve a Perisic per il gol del pareggio. Voto 6, 5

Joao Mario 

Subentra a Banega quando Pioli, dopo l’ennesimo passaggio sbagliato dell’argentino si gira verso la panchina e gli dice, “entra subito”. Lo fa con il piglio giusto, ha la palla del 2 a 1 ma la tira addosso ad uno dei tre giocatori piazzati sulla linea di porta. Poi accarezza la parabola che finisce sulla testa di Perisic per il 2 a 1. Voto 7.

Eder

Non l’abbiamo visto, ma resta un dubbio: perché nessun allenatore fa entrare Gabigol quando c’è da vincere una partita? Davvero dobbiamo rassegnarci a vederlo solo sul 3 a 0 per noi? Comunque Eder fa il suo. Dopo due minuti dal suo ingresso si vince. Voto 7, porta fortuna.

Andreolli 

Bentornato ragazzo, e che il 2017 ti porti bene.

Pioli

Intanto sono 4 vittorie. Ma soprattutto abbiamo delle certezze. La linea difensiva sembra definitiva, gli esterni pure, si fida di 14-15 giocatori e con quelli andrà avanti ben consapevole di quali sono le gerarchie. La chiarezza prima di tutto, ma soprattutto è uno di quegli allenatori che non ti fa mai dire “Ma che diavolo si è inventato Pioli oggi?“. Normalizzatore is better then potenziatore, ed era ora. Voto 7.

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