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Buon 2017, Stefano

di Fabio Pittau

Proviamo a pensare per un attimo che durante la prossima estate non ci debba essere per forza l’ennesima rivoluzione. Che dopo aver intrapreso e abbandonato nella stessa stagione tre percorsi differenti, non debba essere necessario per forza trovarne uno nuovo. Che il roster, o meglio la rosa, possa confermare la sua ossatura, con l’innesto di due o tre interpreti funzionali e di spessore (un difensore centrale al posto del numero 24, un volante al centro del campo, un vice o un partner di Icardi) per competere alla pari con tutti in Italia e chissà anche oltre il confine.

Che il progetto sia affidato nuovamente a Stefano Pioli.

Leggiamo con curiosità in queste ore che l’inquilino della panchina nerazzurra sia volato in Cina insieme al ds Ausilio. In anticipo sicuramente per il Capodanno più pittoresco del pianeta. Ci raccontano che l’ordine del giorno nel summit con Suning sia stato Lucas Leiva. L’energico ed eclettico centrocampista brasiliano, accostato all’Inter nelle ultime 7/8 sessioni di mercato, è in dirittura d’arrivo. Il Liverpool ha detto sì, Klopp non se lo fila neppure nella partitella del giovedì e Mr. Zhang non vuole farselo sfuggire.

Bene, parte Melo, arriva Leiva. Fin qui tutto ok, anche se potrebbe andar meglio. Ma sarebbe bastato un messaggino su WhatsApp, una videochiamata Skype, una cartella condivisa di qualche mega su Dropbox con le giocate dell’ormai ex Red.

Non si interrompono le vacanze in famiglia per volare a 10h di distanza e parlare di un 29enne biondino alla ricerca di una nuova sistemazione. Ci piace pensare che ad occupare il tavolo del summit in Cina ci siano stati i numeri dell’Inter di Stefano Pioli dall’8 novembre ad oggi.  Numeri che raccontano una squadra che ha vinto le ultime tre partite senza subire gol, che in un mese e mezzo ha scalato quattro posizioni con una media di 2,16 a partita. Che ha ridato entusiasmo e coesione ad un gruppo che pareva lacerato e usurato. Macinando più km in campo rispetto a chiunque (110,34 di media contro i 108,71 del Napoli, seconda) e andando a segno con regolarità e con diversi interpreti. Offrendo a San Siro uno spettacolo degno di questo nome.

Forse ancora poco per rinnovargli la fiducia, direbbe qualcuno (in italiano o in cinese, fate voi). Forse, un girone di ritorno a questi livelli, potrebbe aiutare. Forse confermare questi numeri, potrebbe allontanare almeno per altri 12 mesi il spettro di Diego Pablo Simeone, l’allenatore designato del futuro nerazzurro. E allora mettiamoli da parte questi dubbi. Non interroghiamoci sul futuro, ma apprezziamo il presente. I se e i ma hanno perseguitato la nostra storia recente, non permettiamo che questo accada un’altra volta.

Buon 2017, Stefano.

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