Pagelle che a leggerle diventi cieco

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Handanovic 10. Non sbaglia nulla, dà sicurezza al reparto, racconta barzellette, è uomo spogliatoio, fa volontariato nel tempo libero. Bella in particolare la parata di perineo su Keita, ma oggi non gli avrebbe segnato nemmeno Cr7. Bella anche la sua dichiarazione rilasciata a un fotografo: “Non è vero che voglio andare in Champions, chi se ne frega?, sto benissimo qua, e sono contento che Beppe Sala sia rientrato nel pieno possesso della sue funzioni, questa città ha bisogno di lui”.

D’Ambrosio 12. Siamo la squadra che, secondo alcuni criticoni, avrebbe qualche problema nel reparto terzini. La gente non capisce una sega. No, dico, avete visto D’Ambrosio stasera? Primo tempo versione Enrico Toti, immola il proprio corpo ed evita un paio di gol. Perde un paio di organi interni, ma non demorde e domina sulla fascia. Un assist, forse due, sempre nel vivo del gioco. E’ da Nazionale, se pensiamo che ogni tanto ci va ancora Abate.

Miranda 10. Partita di ordinaria amministrazione, mantiene un aplomb invidiabile nel primo tempo quando la Lazio prova a metterne un paio e lui manco si sporca i pantalocini. Una sicurezza, un bell’uomo per chi ama il genere skinny.

Murillo 10. La miglior partita negli ultimi 12 mesi. Un giudizio induttivo fatto matchando un paio di dati oggettivi: a) non ha fatto grandi cagate e b) l’Inter non ha preso gol. Quindi, secondo un ragionamento di stampo parasocratico, ha fatto il suo oltre ogni aspettativa.

Ansaldi 10. Piace soprattutto alle mamme, con quel suo fare rude e quei suoi tratti fintamente angelici, e quel capello birichino che gli incornicia il viso, per non parlare di quella barbetta strappamutande che fa la gioia delle sciampiste.

Brozovic 12. De Boer era stato un pelino severo con lui e anche con se stesso. Cioè, uno ha un giocatore così e si complica la vita mobbizzandolo per un mese e mezzo per sciocche ragioni di principio. Mah. Forse gli avrebbe fatto comodo averlo in certe partite, diciamo il 90%. Ma era giusto raddrizzarlo, questi cialtroni di slavi bisogna tenerli sulla corda. Lui ha reagito bene a quelle 16-17 non-convocazioni consecutive: oggi vale da solo, più o meno, due terzi della squadra.

Kondogbia 11. Quanto è costato? Boh, nessuno lo ricorda più. Si sta lentamente sdebitando giocando bene una partita ogni quindici. Questa sera era quell’una. Comincia con la sua specialità – passaggi laterali da sbadiglio di max 5 metri -, poi deve aver mangiato gli spinaci di Braccio di Ferro perchè comincia a fare cose che noi interisti umani non avevamo mai visto, o forse sì, ma solo una volta ogni 15. I centrocampisti della Lazio stanotte se lo sogneranno con la faccia cattiva, e non dormirà nessuno.

Candreva 10. Patisce molto il confronto con i suoi ex compagni, quando vuole fare il fenomeno si impappina di brutto. Quando invece fa cose normali, si conferma un giocatorone che avercene, santa polenta. E’ da Nazionale. Dai, scherzavo.

Banega 11. Si presenta in campo con una pettinatura che ricorda la rizzollatura delle fasce laterali quando San Siro aveva un prato che faceva cagare. Si sbatte molto ma non ne azzecca molte nel primo tempo. Nel secondo tempo si sbatte uguale e fa un gol della madonna. Esulta e sorride. Non è una serata fantastica?

Perisic 10. Fa dimenticare Sassuolo evitando di tirare in porta alla cazzo centrando il portiere tipo orsetto del luna park, ma limitandosi a massacrare la Lazio sulla fascia sinistra. E’ adorabile, con quel faccino da anziano che destabilizza gli avversari che pensano che possa svenire da un momento all’altro, e invece.

Icardi 13. Scrive autobiografie di merda, diciamolo, ma se uno – nel solo secondo tempo – segna due gol, ne sfiora un terzo, prende un palo e si procura due rigori non dati, ecco, io sarei anche disposto a leggere una sua autobiografia tutti i mesi, e a venderla porta a porta come un piazzista della Folletto, e a promuovere la sua candidatura al Nobel e forse addirittura al premio Strega.

Gabigol 11. In cinque minuti fa un passaggio no look che non si vedeva dai tempi di Ibra (rischiando la distrazione al quadricipite), una rabona, un recupero alla Beckenbauer, uno smarcamento, un tiro fuori ma deviato che se non lo deviavano era nello specchio. In più aizza il pubblico sul 3-0 per noi, un atto di estrema inutilità ma altamente spettacolare, un’impresa da bimbominkia che ce lo restuituisce più umano e più vero. Forse siamo indietro noi, ma probabilmente è troppo avanti lui. Di sicuro, e questo è oggettivo, uno così non ce l’ha nessuno.

Pioli 10,5. Bene così.

Mazzoleni 10. E’ il Gabigol degli arbitri, persegue una sua linea creativa fino alla fine, in perfetta coerenza, e diverte per ogni sua decisione. Gomitate in faccia? Dai, pedalare. Rigori? Stasera non li do a nessuno, è inutile che vi inventate la qualunque. E comunque, figa, abbiamo vinto 3-0. Poteva arbitrare anche David Copperfield, andava bene uguale.

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