Samp-Inter, le pagelle

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Cinque sconfitte in undici partite di campionato. In nove delle quali abbiamo provato l’ebbrezza di andare per primi in svantaggio per poi vedere l‘effetto che fa. Solo con Torino e Empoli abbiamo segnato prima noi. Non so che segno sia. Forse mancanza di maturità, di concentrazione o forse solo di debolezza. Contro la Samp avevamo lo stesso undici di Torino (con l’eccezione di Santon per Nagatomo). Frank pensava di aver trovato la quadra, per dirla alla Bossi, ma ogni partita è una scommessa sul rosso o sul nero. Hai il 50% di possibilità che ti vada bene o che tutto rotoli in vacca. Per noi spesso vale la seconda.

Handanovic  6
Ci salva dall’onta di prenderne un altro da una squadra ben messa ma tecnicamente modesta (ad eccezione delle due punte). Sul gol non può nulla, si incazza spessissimo con Santon, ma d’altronde come dargli torto.

Santon 4,5
Mezzo voto in più sulla fiducia. Ormai su di lui abbiamo scritto tutto il peggio possibile. E lo confermiamo. Ieri l’attenuante “dell’equivoco Banega” che sulla sua fascia ha alzato il coefficiente di difficoltà a una soglia che uno come lui non può sopportare. Ci dispiace per il ragazzo (più per noi in realtà) ma in Serie B di giocatori come lui ce ne sono a ciuffi.

Murillo 5
La solita sensazione che possa commetterete una carognata da un momento all’altro e farti prendere un gol. Muriel lo fa impazzire, Quagliarella pure. Senza Miranda sarebbe perso come me al reparto detersivi.

Miranda 6
E qui bisogna distinguere tra la fase di difesa e quella di impostazione. Sulla prima poco da discutere, ad avercene come lui (7). Sulla seconda invece stendiamo un velo pietoso (5): non è il suo mestiere, a centrocampo nessuno gli detta un passaggio, spesso si perde che neanche Ranocchia nei momenti più bui.

Ansaldi 5,5
Il primo tempo è una battaglia continua con il pallone. Lancia passaggi alla stessa velocità di crociera di un Satan 2. Nel secondo la sua corsa aiuta molto a costruire. La fascia destra, nonostante le tante palle perse, è la sola cosa che funziona. Per ora.

JM 5
Sta diventando come Nossa Senhora de Fátima, un mistero. Un po’ perché quello non è il suo ruolo. Un po’ perché lì in mezzo, a spezzare e ricomporre, è solo come un naufrago in mezzo al mare. Sta di fatto che la Samp si infila in mezzo come vuole. Barreto, che non è proprio un velocista, e Bruno Fernandes sembrano lepri imprendibili.

“L’equivoco Banega” 4
Come Fedez a un concerto di organisti, nel 4-3-3 olandese Ever è irritante e inutile. Come scritto più volte quello non è il suo ruolo. Troppo alto per difendere, troppo basso, defilato e lento in fase di attacco. Non ha la velocità per fare l’interno. Manda in cortocircuito tutto il centrocampo, costringe Eder a ripiegare spesso al posto suo, come Sisifo carica la fase difensiva sulle spalle del povero Santon, abbandona JM in ripiegamento. Un disastro.

Brozovic 6
Chi invece ha trovato il suo ruolo è il croato. Se trovasse anche la porta, ogni tanto, sarebbe meglio. Una traversa, una palla fuori di un soffio, un assist a Icardi per l’1 a 1 che non arriva.  In due partite Brozo ha ripreso vigore. Al contrario di Banega ha molta corsa in più da mettere e con Candreva forma una bella coppia. L’unica nota positiva di una serata frizzantina come un chinotto aperto da una settimana.

Candreva 6
È un sei politico. Da centrocampo in su il suo lo fa sempre. Spesso arriva al cross, crea la superiorità nell’uno contro uno, tira (un esercizio che sembra dimenticato da molti). Richiamato dietro però spesso è da fioretto quando servirebbe il macete. Da una sua palla passata ad minchiam, Miranda rischia il rosso.

Eder 5,5
Per l’impegno vale sei, specie nel primo tempo quando le migliori azioni passano dai suoi piedi. Ma se è bravo fiondarsi in area non lo è altrettanto nell’ultima fase: quella del passaggio o del tiro. Nel secondo si perde, si incazza, e tira fuori le unghie al momento della sostituzione. Farlo prima?

Icardi 5
Con lui siamo un po’ più severi, ma un attaccante vive di gol. Nel secondo tempo se ne pappa uno facile facile. Avrebbe rimesso in piedi la baracca. Per il resto è chiamato a fare reparto da solo. Cresce a ogni match. Con più serenità diventerà una macchina da gol.

Dopo di loro 

Palacio 6
Entra al posto di Eder, ma con il compito di puntare di più verso la porta.  Non segna per una questione di centimetri. Ma come sosteneva John Holmes anche quelli contano.

Peresic 5,5
Si arrabatta, ma in una difesa chiusa come quella della Samp nel finale di partita sbatte come il mare addosso allo scoglio. Lui è un cavallo che ha bisogno di praterie dove galoppare, se non ce le ha scende di un tono.

Frank 4,5
L’aver tenuto in campo “l’equivoco Banega” è stata la sua colpa più grave. Quando pensa di aver trovato la squadra giusta, la domenica successiva deve ricominciare tutto da capo. Ci spiace Frank, paghi la mancanza di un vero leader in mezzo al campo, uno che frusti i suoi compagni, e di uno in società. Fra qualche anno ti rimpiangeremo come siamo soliti fare.

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